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Folklore e Rievocazioni

Napoleonica a Bard 2027 - Il cannone di Andreossi nella chiesa

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
dal 28 al 30 maggio 2027
Dove Forte di Bard, Bard

Fonte: fortedibard.it, letta il 19/09/2026.

A Bard, in Valle d'Aosta, la rievocazione che si tiene fra maggio e giugno non si accampa tutta insieme in un prato: il Borgo e il Forte ospitano rispettivamente l'accampamento francese e quello austro-piemontese, esattamente come nel maggio del 1800.

Due accampamenti, uno di fronte all'altro

Chi sale al Forte entra tra gli austro-piemontesi, chi resta nel borgo medievale sta con i francesi, e le animazioni coinvolgono direttamente il pubblico da entrambe le parti.

Napoleonica è la grande rievocazione storica del passaggio di Napoleone Bonaparte con le sue truppe, avvenuto nel maggio del 1800 ai piedi del Forte di Bard nel corso della Seconda Campagna d'Italia. Sono attesi più di 300 rievocatori provenienti da tutta Europa, dalla Francia alla Polonia: uomini e donne con abiti dell'epoca, cannoni, cavalli, tutto riporta agli inizi del XIX secolo. L'evento è promosso dall'Associazione Forte di Bard in collaborazione con l'Associazione storico-culturale Il segno del passato e con i Comuni di Bard e Hône, mentre l'associazione piemontese La Quarantesima lo organizza dalla prima edizione.

L'ostacolo che fermò un'armata

L'Armée de Réserve francese, in discesa dal Gran San Bernardo, invase la Valle d'Aosta ponendo sotto assedio il Forte di Bard, che dopo sedici giorni capitolò, ma con l'onore delle armi. Il 19 maggio 1800 Napoleone si appresta a valicare le Alpi alla guida di un'armata di 32.000 uomini, mentre il generale Berthier porta il quartier generale a Verrès, a 8 chilometri da Bard. Nel suo rapporto al Primo Console, Berthier non nasconde le sue preoccupazioni: «Sono arrivato stamane davanti al castello di Bard, che domina l'intera vallata della Dora Baltea, e rappresenta un ostacolo reale. È impossibile fare passare l'artiglieria».

Il 20 maggio il comandante del Forte rifiuta la resa chiesta dai francesi. Nella notte del 21 il borgo viene attaccato dai granatieri del generale Gobert e in poche ore è nelle loro mani; il 22 giunge da Aosta Napoleone che, dopo un secondo rifiuto, decide di procedere nell'attacco. La guarnigione del capitano Josef Stockard von Bernkopf riesce a trattenere un gran numero di francesi per 12 giorni. La mattina del 26 maggio il forte fu attaccato da 300 granatieri, per distrarre la guarnigione da una forza più piccola che cercava di attraversare la Dora Baltea: i difensori ne uccisero o ferirono più di 200. Il 27 Napoleone ordinò a una divisione comandata da Joseph Chabran di assediare il forte e proseguì con il resto dell'esercito; un reggimento di 1243 fucilieri guidato da 119 ufficiali attaccò, ma i cannoni di supporto francesi erano troppo piccoli per arrecare gravi danni all'edificio.

Il 29 maggio un cannone da 12 pollici, denominato «cannone di Andreossi», venne posizionato nella chiesa dietro il forte, dove non poteva essere visto dal nemico. Il 1º giugno i cannoni cominciarono a sparare distruggendo parte delle mura, e alla fine della giornata Bernkopf si arrese, avendo perso metà delle sue forze. Ai difensori fu concesso di lasciare il forte con l'onore delle armi prima di essere fatti prigionieri, come era usanza all'epoca.

Paglia e letame sulla strada

Il Forte resistette 16 giorni, e il grosso dell'artiglieria dovette aspettare altrettanto prima di avere ragione della fortezza. Rallentò la marcia dell'esercito francese verso l'Italia, ma non riuscì a impedirne il passaggio: la buia strada venne cosparsa di paglia e letame, e le ruote di carri e cannoni vennero rivestite di paglia per attutire il rumore.

Da parte francese, aver raggiunto Ivrea senza artiglieria fu vissuto come un insuccesso, e poche settimane dopo, a seguito della battaglia di Marengo, Napoleone ordinò la demolizione totale del «vilain chateau» di Bard, insieme a quella di tutte le principali fortezze sabaude. La riedificazione fu disposta da Carlo Felice di Savoia nel 1827 e affidata al capitano del Corpo Reale del Genio Francesco Antonio Olivero, che aveva già lavorato ai forti di Exilles e dell'Esseillon di Modane: il progetto fu concluso nel 1830, e l'attuale piazzaforte venne consegnata a re Carlo Alberto il 30 luglio 1838.

Il ragazzo di diciassette anni che c'era

Al seguito dell'Armée de Réserve guidata da Napoleone c'era un altro personaggio destinato a diventare molto noto nel mondo della letteratura: Henry Beyle, più noto sotto lo pseudonimo di Stendhal, che all'epoca aveva solo 17 anni. A distanza di trentasei anni, nel romanzo autobiografico La vie de Henry Brulard, ricorda i giorni avventurosi al seguito del condottiero francese e descrive la battaglia che si svolse ai piedi del Forte, per lui un vero e proprio battesimo del fuoco.

Nel racconto di quei giorni scrive: «la cannonade de Bard faisait un tapage effrayant; c'était le sublime, un peu trop voisin pourtant du danger». Il fragore spaventoso, il sublime, e il pericolo un po' troppo vicino.

Tre giorni di assedio rifatto

Il programma si muove tra il borgo e la cima. C'è la grande parata delle truppe dagli accampamenti fino al Forte, accanto al mercato storico di oggettistica napoleonica; nel borgo medievale si rievoca l'episodio con scaramucce e cannoneggiamenti tra francesi e austro-piemontesi, e c'è la rievocazione del tentativo notturno di attraversamento, con spettacolo di luci e racconto dal vivo. La simulazione dell'attacco al Forte si svolge a più riprese durante il giorno e anche al calar delle tenebre, insieme a gare di velocità per fucilieri, parate militari, alzabandiera dei piemontesi e salve di artiglieria francese e austriaca.

Nella Piazza di Gola del Forte apre il mercatino a tema storico, con stampe d'epoca e cimeli originali, sartorie storiche, soldatinai e artigiani; le taverne aprono al pubblico insieme alla mostra di costumi d'epoca, e ci sono letture di testi storici, musiche itineranti, dimostrazioni di duello alla pistola e di medicina militare. Chi preferisce camminare può seguire l'escursione storica lungo i sentieri utilizzati dai soldati dell'avanguardia di Napoleone per aggirare l'ostacolo inespugnabile del Forte, con guide escursioniste e rievocatori, arricchita da letture storiche e testimonianze. Fra le dimostrazioni c'è anche quella del telegrafo ottico Chappe, il sistema di comunicazioni con simboli e barre avviato dal 1780 che nel 1794 permise di conoscere a Parigi la conquista di Condé-sur-l'Escaut meno di un'ora dopo, all'origine di tutti i successivi sistemi di segnalazione visiva e abbandonato solo con l'avvento del telegrafo elettrico Morse.

La sera, spettatori e rievocatori cenano insieme nell'imponente Piazza d'Armi, e poi si balla al Gran Bal des Citoyens, con balli tradizionali che coinvolgono il pubblico accompagnati da suonatori di strumenti e musiche della tradizione franco-provenzale. La domenica pomeriggio si torna in campo per la battaglia finale: raggruppamento delle truppe nella fortezza, resa delle austro-piemontesi, firma con gli onori delle armi, ammainabandiera austro-piemontese e alzabandiera francese.

Chi sono quelli in divisa

I gruppi di rievocatori sono selettivi: «per entrare si deve seguire un certo comportamento, garantire la sicurezza e non ci si può vestire come per fare carnevale». Per procurarsi abiti fedeli a quelli dell'epoca ci si rivolge a sarti di alto livello e ad artigiani per le scarpe, non alla produzione industriale: un rievocatore racconta che il suo vestito è costato 700-800 euro «e io sono andato sul leggero», e che alcuni indossano capi o accessori originali — i suoi occhiali sono dell'Ottocento. Lo stesso vale per le armi: qualcuno usa pezzi originali, chi le compra può arrivare a spendere anche 2000 euro, e per utilizzarle si firmano apposite autorizzazioni.

Si è cominciato a rievocare in Inghilterra cinquanta-sessant'anni fa, ed è un hobby che costa parecchio sia in denaro sia in tempo, perché comprende una continua ricerca e documentazione. Parecchi tra loro sono militari o ex militari, gente preparata e seguita, non improvvisata. Un rievocatore che si impegna in queste attività da 25 anni mette in chiaro: «non è assolutamente vero che chi rievoca azioni belliche è un guerrafondaio, anzi, è qualcuno che odia la guerra perché conosce la fatica che si prova in un campo di battaglia vero. Replicare una battaglia implica tempi di istruzione molto lunghi, necessari anche per evitare di farsi e fare male.»

Come arrivare alla festa

Partecipare alla festa a Bard è davvero semplice. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Hône-Bard si trova a 1,9 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, il casello di Pont Saint Martin dista 4,2 chilometri, cioè 6 minuti di strada.

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