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La Veillà a Etroubles 2027 - La veglia nella stalla e le due infornate di pane nero
La Veillà si tiene in agosto a Etroubles, in Valle d'Aosta, nella valle del Gran San Bernardo, ed è la rievocazione degli antichi mestieri del paese. Per una sera gli abitanti riproducono dal vivo, nella strada principale del borgo medievale e nelle stradine laterali, il lavoro dei campi, l'artigianato e le scene della vita sociale di un tempo, in abiti d'epoca. La Pro Loco di Etroubles la propone dal 1984.
La veglia nella stalla
Prima di diventare una festa, le veillà erano serate invernali in cui gli abitanti del paese si ritrovavano in una stalla. I giovani avevano occasione di conoscersi, di ballare e cantare, mentre gli anziani potevano ricordare i tempi passati.
Erano anche serate di lavoro. In autunno e in inverno i valligiani si riunivano intorno al fuoco e passavano il tempo a svolgere piccoli lavori e a chiacchierare: gli uomini intagliavano il legno, le donne cucivano gli abiti della festa e si raccontavano gli ultimi pettegolezzi, gli anziani narravano ai più piccoli leggende e storie di streghe e diavoli.
Il borgo che torna indietro
La Pro Loco di Etroubles propone la Veillà dal 1984, ad agosto. Per una sera il borgo medievale torna indietro nel tempo, e le sue vie diventano un percorso fra scene di vita contadina e antichi mestieri.
Non c'è un palco. I mestieri si riproducono dal vivo nella strada principale e nelle stradine laterali, e ogni angolo del borgo diventa parte di un racconto corale fatto di abiti d'epoca, strumenti tradizionali e gesti tramandati da generazioni. Chi arriva cammina dentro la scena, in un centro della valle del Gran San Bernardo che per una notte smette di essere quello di adesso.
Tosatori, sarte e lavandaie
I mestieri si dividono per mondi. C'è quello dell'agricoltura, con il casaro e la lavorazione della fontina, la produzione del burro, la battitura del grano, la tosatura e l'allevamento delle pecore, l'allevamento delle mucche, il ciclo di lavorazione della lana e i fieni; e alcuni raccolgono le patate, altri insaccano le salsicce.
C'è poi l'artigianato: il maniscalco e la battitura del ferro, il fabbro, la lavorazione del cuoio, i segantini, i boscaioli, l'impagliatore, le cardatrici di lana, e alcuni filano e altri tessono. Le sarte confezionano le landzette, i tipici costumi di carnevale della Coumba Freida, e c'è perfino la dimostrazione di come si realizza un muretto a secco.
Il terzo mondo è quello della vita sociale, ed è il più affollato di piccole scene: le lavandaie con il bucato alla fontana, i giocatori alla morra, i giocatori di Fiolet — tipico sport valdostano —, i contrabbandieri, gli spazzacamini, l'antica farmacia, i pompieri di una volta, e la maestra con i suoi scolari indisciplinati.
Due infornate di pane nero
Il pane nero non si compra: due infornate vengono preparate nei giorni precedenti e offerte durante la festa. La lavorazione del pane nero, con la cottura nel forno a legna, è essa stessa uno dei mestieri rappresentati.
Il resto della tavola è sparso per il borgo. Nel piazzale del Comune il punto ristoro serve polenta, salsiccetta e formaggi; lungo il borgo ci sono la seupetta e il minestrone, il cervo, la carbonada con polenta, la salsiccia e la trippa con patate bollite, le grigliate miste con verdure. C'è la seuppa freida, che è pane nero raffermo imbevuto nel vino. E per finire la panna con i lamponi, le bugie fatte in casa, le merveilles, il caffè fatto alla vecchia maniera e i vini valdostani.
Intanto gli artigiani espongono e vendono: oggetti di cuoio e di legno, ferro battuto, composizioni floreali, pizzi al tombolo — le dentelles — e i prodotti alimentari della valle, lamponi, miele, marmellate, salumi, formaggio e vino.
Musicisti erranti e maschere di carnevale
La musica non sta ferma in un punto: sono i musicisti erranti a girare per le vie del borgo, con musica tradizionale franco-provenzale dal vivo. Al Padiglione centrale c'è invece la serata danzante, con l'Orchestra Erik et les Poudzo Valdotain.
E a un certo punto passa il carnevale, fuori stagione: le maschere tradizionali di carnevale di Etroubles sfilano in mezzo ai mestieri, nella stessa sera in cui le sarte confezionano le landzette.
Come arrivare alla festa
La Veillà a Etroubles si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Aosta / Aoste, a 16 chilometri da Etroubles, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il più comodo è l'automobile: uscendo al casello di Traforo del Gran San Bernardo restano 14 chilometri, che in 14 minuti portano a destinazione.
Altre feste in provincia di Valle d'Aosta
A agosto, nei paesi vicini, ci sono anche queste feste.
- Veillà di Arnad — agosto
- Festa Medievale Torneo Le Cors dou Heralt a Fénis — luglio
- Medioevo nella Terra degli Challant ad Issogne — luglio