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Ocriculum AD 168 a Otricoli: il cambio di moneta all'ingresso 2027
Fonte: ocriculum.it, letta il 19/09/2026.
Ocriculum AD 168 è la rievocazione storica che si tiene ogni anno alla fine di maggio, per tre giorni, nell'Area Archeologica di Ocriculum, nei pressi del borgo di Otricoli, in provincia di Terni. L'area torna a essere il municipio romano del 168 d.C., al tempo dell'imperatore Marco Aurelio: all'ingresso l'euro si cambia in aurei, sesterzi e assi presso l'argentarius, e da quel momento tutto, dai cibi alle interazioni con i figuranti, avviene secondo le regole dell'epoca. L'organizzazione è dell'Associazione Ocriculum con il Comune e la Pro Loco, sotto il patrocinio della Soprintendenza dell'Umbria.
Un anno preciso: il 168 d.C.
L'euro si trasforma in aurei, sesterzi e assi, scambiati presso i tavoli degli argentarii, allestiti nella ricostruzione dell'arco monumentale d'ingresso dell'antica città. Con quelle monete si acquistano cibi, bevande e prodotti artigianali nei mercati allestiti come nell'antica Roma.
L'anno rievocato è il 168 d.C., quando l'imperatore in carica era Marco Aurelio e Ocriculum era un centro strettamente collegato con Roma tramite intensi scambi commerciali. Al regno di Marco Aurelio la tradizione fa risalire il martirio a Damasco del santo patrono di Otricoli, il giovane tribuno ocriculano Vittore. La scena è l'Area Archeologica di Ocriculum, uno dei siti meglio conservati dell'Umbria, fra teatri, terme e basiliche: qui si ricreano spazi perduti e si riabitano gli edifici monumentali dell'antica città. A muoverla sono oltre 200 figuranti locali, molti dei quali residenti a Otricoli o nei paesi vicini, affiancati da rievocatori storici provenienti da altre parti d'Italia. La manifestazione rientra nella rete nazionale di Anticae Viae. Il venerdì è dedicato all'apertura, con un convegno scientifico e i primi spettacoli; il sabato e la domenica l'area archeologica si anima dalla mattina con scene di vita quotidiana, accampamenti militari, visite guidate, riti religiosi, giochi gladiatori e spettacoli serali.
La nave che riporta a casa un morto
Al Porto fluviale approda, alla luce delle fiaccole, una nave che riporta in patria le spoglie mortali di un eroico soldato otricolano: i familiari, tutta la comunità e i commilitoni lo accolgono sulla banchina e assistono alla consegna delle spoglie. È il ritorno dei legionari con il corpo dei commilitoni caduti. Al porto i festeggiamenti sono organizzati da una delle familiae otricolane, in attesa del ritorno delle spoglie di un proprio figlio.
Un corteo funebre con canti e musica, nella dolce notte rischiarata da lumini, parte dal Porto e, attraversando l'intera città di Ocriculum, accompagna l'eroico soldato alla tomba di famiglia, dove si celebra il funus, il rito funebre.
Il porto, i cereali e l'uomo che li pesa
Ocriculum era un importante snodo commerciale grazie alla Via Flaminia e al porto fluviale sul Tevere, noto come «Porto dell'Olio», rimasto attivo fino alla metà dell'Ottocento. La città stessa, probabilmente per agevolare gli scambi, fu trasferita nelle vicinanze del fiume. Alla città romana sono legati due episodi tramandati dagli storici antichi: Livio racconta l'incontro nei pressi della città, durante la seconda guerra punica, fra gli eserciti consolari di Fabio Massimo e Servilio; Tacito riferisce che nel 69 d.C., durante la battaglia fra le forze di Vespasiano e quelle di Vitellio, Antonio Primo, dopo aver radunato le insegne a Carsulae ed essere passato indenne a Narni, raggiunse Ocriculum e si fermò per festeggiare i Saturnalia.
La ricostruzione del porto comprende scene di navigazione, sbarco di merci e contrattazione, la vita dei nautae e dei pescatori. Compare anche il mensor frumentarius, il magistrato preposto al controllo e alla tassazione dei cereali per conto dell'Annona, il pubblico servizio di distribuzione del pane ai cittadini romani, e ogni carico prende poi la sua strada dentro la città: al pistrinum il grano per la panificazione, al Castrum il farro per la birra, al Thermopolium l'orzo per la zuppa. Sui tavoli didattici si parla delle merci trasportate, a cominciare dal famosissimo garum. Il pescato del giorno non veniva portato al mercato ma al tempio del dio Vulcano, perché quei pesciolini ancora vivi venivano offerti al dio in favore delle anime umane.
Caserme, botteghe e una pompa antincendio
L'area rievocativa è divisa per zone. C'è il Castrum Legionis, protetto dalle palizzate in legno e con l'ingresso sormontato dalle torri di guardia, dove si ripropongono tutte le attività della vita di un legionario, dall'addestramento militare alle funzioni quotidiane, con laboratori che vanno dall'alimentazione agli armamenti, e un corpo di auxilia, gli arcieri ausiliari, con laboratorio sull'arco e sulla caccia. C'è l'Excubitorium, la caserma dei vigiles, con dentro l'ufficio del magistrato: si vedono lo spegnimento di un incendio, l'arresto di un malfattore, la scorta al magistrato, e una ricostruzione di carro pompa antincendio perfettamente funzionante.
Nell'Emporium lavorano i mestieri, ciascuno con il proprio banco: il medicus, il pharmacopolium — la farmacia e l'erboristeria dell'antichità — il pistrinum, l'unguentarius con profumi ed essenze, i crustula ovvero gli antichi pani votivi, e poi l'architetto, l'ingegnere, l'armatore, il falegname, l'apicoltore e il ceraiolo. Le Ocriculanae Gentes mettono in scena quattro nuclei di importanti familiae otricolane — Iulia, Cominia, Iunia, Cluvia — con il trucco e le acconciature delle dominae e la filiera della lana; il Ludi Magister tiene la scuola romana con tavolette cerate, abachi, giochi e giocattoli. Altre aree ospitano il campo dei cacciatori, con il tiro con l'arco e l'esposizione delle pelli conciate, il campo dei mercanti di schiavi greci e le scene di vita contadina della De Re Rustica, con le botteghe del pane, della frutta e degli ortaggi. Per mangiare ci sono il Thermopolium «ad Flaminiam», con i cibi caldi in uso nel II secolo e il vino speziato romano, il mulsum, la Popina «ad Portum Olei» sulle rive del Tevere, con cibi freddi antichi e carni alla brace, e le cauponae.
Riti sul fiume e ghirlande sulle insegne
La manifestazione si apre con il rito del suovetaurilia per la triade poliadica, purificatorio e insieme propiziatorio, alla presenza di tutte le più importanti figure del Municipio e di tutte le legioni. Fra le divinità protettrici c'è Valentia, il cui culto e la cui devozione sono attestati a Ocriculum da Tertulliano e da un'epigrafe oggi collocata nella piazza del palazzo comunale; di Giove, invece, è conservato ai Musei Vaticani un noto busto proveniente da Otricoli.
Sul fiume si celebra il Navigium Isidis: un corteo solenne raggiunge il Porto dell'Olio e, con musiche, danze e figure in maschera, si accoglie la Dea Iside e il suo Carrus Navalis. Ai militari toccano i Rosalia Signorum, con la solenne incoronazione delle insegne delle legioni con ghirlande di fiori, e subito dopo i Ludi Legionum: le unità si sfidano davanti ai Castra in giochi militari — lancio del giavellotto, tiro della pietra, tiro della fune — e il pubblico viene coinvolto dalle diverse squadre in un tifo sfrenato, con i vincitori celebrati da tutti e incoronati.
Nell'arena si tengono i ludi gladiatori, con una panoramica completa delle principali figure, maschili e femminili, che popolavano l'arena in epoca imperiale — Reziario, Trace, Mirmillone, Secutor, Hoplomaco, Provocator, Scissor e i Pugili — insieme alle figure non combattenti: arbitri, caloni, lanista e il Caronte. Il teatro ospita musica, canto e danza antica dentro una cavea ricostruita nel monumento romano, mentre alle terme si allenano le palaestritae, atlete abbigliate secondo l'iconografia musiva di Piazza Armerina. Fra le azioni sceniche c'è «I Martyres ocriculani», che ripropone l'arresto di due dei martiri cristiani di Ocriculum, Eufridio e Ianuario. Ci sono paesi che scelgono altri secoli: sono le feste che rifanno la storia.
Come arrivare alla festa
La festa a Otricoli si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Civita Castellana-Magliano, a 11 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Magliano Sabina, e il tragitto è di 5,5 chilometri per 6 minuti di guida.
Da vedere qui intorno
Da queste parti si festeggia anche cosi'.
- Giornate Medioevali ad Otricoli — luglio
- Corsa all'Anello a Narni — maggio
- Corteo Storico Corpus Domini ad Orvieto — giugno