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Folklore e Rievocazioni

Palio della Balestra a Gubbio e il tiro sul tasso a 36 metri 2027

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Si tiene
l'ultima domenica di Maggio — quest'anno 30 maggio 2027
Dove Palazzo del Bargello, Gubbio

Fonte: magazineart.net, letta il 19/09/2026.

Il Palio della Balestra si tiene a Gubbio, in provincia di Perugia, in Piazza Grande, l'ultima domenica di maggio, nel quadro delle feste in onore del patrono Sant'Ubaldo. I balestrieri di Gubbio e quelli della toscana Sansepolcro tirano con la balestra antica all'italiana contro il tasso, un bersaglio posto a 36 metri dalla linea di lancio, e vince chi piazza il verrettone più vicino al chiodo centrale. La manifestazione si disputa ininterrottamente dal XV secolo ed è organizzata dalla Società Balestrieri della Città di Gubbio.

Il tasso a 36 metri

Ogni anno, l'ultima domenica di maggio, Piazza Grande a Gubbio ospita l'antica sfida di tiro che da secoli contrappone i balestrieri eugubini a quelli della toscana Sansepolcro. È una gara di tiro con la balestra antica all'italiana, una rivalità rituale che si rinnova da generazioni e che, a turni alterni, si disputa nelle due città.

La competizione consiste in una cosa sola. Bisogna centrare il tasso — detto anche corniolo — un bersaglio posto a 36 metri dalla linea di lancio: vince chi piazza il verrettone più vicino al chiodo centrale.

Il premio è il Palio: un pregevole stendardo di bella e buona stoffa, realizzato ogni anno da un artista diverso e sempre dedicato a Sant'Ubaldo, il patrono della città. A Gubbio la gara si disputa in suo onore; a Sansepolcro, a settembre, in onore di Sant'Egidio, il santo fondatore della città toscana.

Acciaio, noce e quattro quintali

A Gubbio la costruzione delle balestre è un'arte raffinata, limata e perfezionata da secoli di studio e applicazioni. Ancora oggi i maestri d'armi impiegano più di due mesi per fabbricare una balestra, fatta di acciaio e legno di noce. Il risultato è un vero gioiello della tecnica bellica medievale: la corda, di lino purissimo e canapa, può imprimere ai dardi una spinta di oltre quattro quintali.

La balestra fu citata per la prima volta in Italia in documenti del Concilio Laterano II, nell'anno 1139, che la definì «micidiale»: fu un'arma da guerra molto efficace, e proprio per questo venne interdetta dai Papi e dai Vescovi. Con l'avvento della polvere da sparo, nella seconda metà del Quattrocento, la balestra perse interesse come arma e lo acquistò come strumento di gara.

Il palazzo del Bargello, costruito all'inizio del Trecento, è sede della Società Balestrieri e ospita l'Esposizione Permanente della Balestra, articolata in più sale: la Sala della Balestra, con esemplari da postazione e maneschi; la Sala del Costume, con riproduzioni di costumi rinascimentali; la Sala del Palio, con i modelli di balestre utilizzate per il palio moderno.

Battista Sforza e la cronaca del 1461

Il più antico documento relativo al Palio della Balestra risale al 1461. È un brano della Cronaca di Ser Silvestri Angelelli Manni de Campionibus, biografo del Duca Federico da Montefeltro, e racconta della visita a Gubbio di Madonna Battista Sforza, moglie del Duca, che nel maggio di quell'anno andò a vedere balestrare il Palio in Piazza Grande.

«La domenica se balestrò el palio, et la compagnia de sancta Crocie andò con molte donne a fare compagnia a madonna Batista Sforza la quale andò vedere balestrare.»

Nel 1508 un altro documento fa riferimento a edizioni precedenti, stabilendo che «el Palio che se Balestra nella festa de S.to Ubaldo sia de quindece braccia, commeera consueto; et de panno recipiente»; altre citazioni si hanno nel 1539. Il Palio più antico di cui si conosca il vincitore è quello del 1594, vinto da Andrea Beccafico, con Annibale Biscaccianti secondo.

I rapporti fra le due città rivali sono documentati a partire dal 1619, anno in cui i balestrieri di Sansepolcro invitarono quelli di Gubbio al Palio di Sant'Egidio, secondo un'usanza senz'altro anteriore.

Dalle Compagnie del popolo agli statuti

I Balestrieri o «Ballistari» a Gubbio, come in tutti i grandi Comuni e nelle Repubbliche del Medioevo, nacquero allo scopo di avere, in caso di bisogno, uomini pronti e adatti a servire la patria: erano le «Compagnie del popolo» o «Società d'Armi», che si mantennero sino all'epoca delle Signorie. Nei libri delle riforme, che per circa sette secoli registrano la vita politica e amministrativa di Gubbio, si osserva come i vari gradi della Magistratura cittadina avessero gran cura dell'istituzione dei Balestrieri. Nel 1537 la Comunità concesse loro un vero e proprio poligono di tiro, che poi ebbe la sua sede definitiva presso l'antica Porta del Marmorio, ora Porta Trasimeno; si stabilì anche di creare una «domuncula», piccolo edificio per conservare le balestre. Il campo di tiro, secondo antichi documenti, doveva essere tenuto sgombro da alberi, onde permettere ai balestrieri di compiere le loro esercitazioni.

Da esercitazioni militari eseguite a scopo di addestramento, gli allenamenti si trasformarono nel tempo in tornei, stabiliti e regolati da norme precise, a cui partecipavano contrade, quartieri o singoli cittadini. Il documento più antico finora rinvenuto in cui siano elencati i «Capitoli da osservarsi nel tirare delle Frezze o Balestre nella Festa del gloriosissimo Patre e Protettore nostro, S. Ubaldo» è del 1650, ma in questo si fa riferimento a regolamenti precedenti. Il primo «Statuto per il buon regolamento del giuoco delle Balestre» è datato 27 giugno 1729 e fu modificato il 26 maggio 1748; nel 1925 il notaio Lamberto Marchetti, podestà di Gubbio, istituì i «Capitoli della Società dei Balestrieri della città di Gubbio». Nel 1971 l'Associazione dei Balestrieri di Gubbio ha redatto lo Statuto Sociale della Società rielaborando i vecchi Statuti, ancora modificato e adattato il 9 gennaio 1999.

Alle regole di questa manifestazione si rifanno altre competizioni di tiro con la balestra «grossa» che si tengono in oltre venti città d'Italia. Insieme a Sansepolcro, Gubbio ha ottenuto il marchio «Palio della Balestra», con l'esclusivo diritto di uso di tali parole.

Abiti borghesi fino al 1950

Dal 1950 il Palio della Balestra si disputa in costume storico, mentre precedentemente i balestrieri gareggiavano in abiti borghesi.

Oggi i cortei storici contano oltre quattrocento figuranti, e i due schieramenti non vestono la stessa epoca: quelli di Gubbio indossano abiti medievali, quelli di Sansepolcro rinascimentali, questi ultimi realizzati in base agli affreschi del biturgense Piero della Francesca. I balestrieri, dal canto loro, indossano costumi storici che rievocano l'abbigliamento tipico del periodo medievale.

Cortei che convergono in piazza

La giornata prende avvio al mattino con il montaggio del campo di tiro e le prove dei balestrieri in piazza, mentre per le vie della città viene letto il Cartello di sfida.

Nel pomeriggio i cortei storici delle due città si muovono per convergere in Piazza Grande. Il saluto del Campanone segna l'ingresso ufficiale dei cortei, seguito dalla benedizione degli armati, dallo scambio dei doni tra le due Compagnie e dalla lettura dei bandi. Gli Sbandieratori di Sansepolcro animano la cerimonia di apertura, mentre quelli di Gubbio si esibiscono durante la gara. L'attuale Gruppo Sbandieratori si è costituito nel 1969 all'interno della Società Balestrieri Gubbio, con l'intento di tramandare e rendere ancora più attraente il secolare spettacolo del Palio della Balestra.

Poi i maestri d'armi incoccano i dardi. Un sibilo sinistro fende l'aria, seguito da un secco colpo di assesto: il primo verrettone è andato a segno, conficcato saldamente nel tasso.

Come arrivare alla festa

Raggiungere il Palio della Balestra a Gubbio richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Ex Stazione FAC di Padule, a 6,0 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Gubbio Centro - Viale Parruccini - Scheggia, e il tragitto è di 2,2 chilometri per 3 minuti di guida.

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