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Palio della Botte ad Avellino: far rotolare una botte di 2 quintali 2027
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 19/09/2026.
Il Palio della Botte si tiene ad Avellino, in Campania, il 12 agosto, preceduto il giorno prima dalle eliminatorie del Palio dei Piccoli. Le sette contrade cittadine fanno rotolare in salita lungo Corso Umberto I una botte di circa due quintali, spingendola e colpendola con un ferro ricurvo, dalla Chiesa di Monserrato alla Fontana di Bellerofonte, e vince chi arriva nel minor tempo. La competizione risale alla seconda metà del XVI secolo e fu riportata in auge nel 1997 da don Emilio Carbone, parroco della Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli.
La botte da due quintali
Il Palio della Botte è una prova di forza, velocità e abilità, e consiste in una cosa sola. Bisogna far rotolare una botte di circa due quintali, spingendola e colpendola con un ferro ricurvo, lungo Corso Umberto I — tutto in salita.
La partenza è alla Chiesa di Monserrato, l'arrivo alla Fontana di Bellerofonte, nota più comunemente con il nome di Fontana dei Tre Cannuóli. La vittoria va alla contrada che l'ha raggiunta nel minor tempo.
I partecipanti sono quattro per ogni contrada: la durezza della gara, sommata a una pavimentazione stradale non regolare, fa sì che i quattro si diano il cambio lungo il percorso. Si corre il 12 agosto, dentro il Ferragosto avellinese, con una prima gara selettiva da cui escono i due tempi migliori che si contendono la finale.
Tinai e bottai in via delle Puglie
La tradizione risale alla seconda metà del XVI secolo, e nasce da una questione di mestiere. Tinai e bottai gareggiavano tra loro lungo Via delle Puglie, facendo rotolare pesanti botti di legno in salita per dimostrare a tutti la solidità e la perfezione dei loro manufatti.
La manifestazione celebra due eventi: l'arrivo dei Caracciolo, principi di Avellino — di cui il Palio rievoca due secoli e mezzo di governo, durante i quali la città visse uno sviluppo senza precedenti — e il ritrovamento, in contrada Tuoppolo, dell'affresco della Madonna di Costantinopoli, che richiama ancora oggi numerosi fedeli.
Proprio perché protagonisti erano i ceti più umili della popolazione avellinese, molte notizie sulla gara non hanno una documentazione certa. Quello che si sa è che il percorso di allora era molto simile a quello di oggi. E si sa chi l'ha riportata in vita: nel 1997 don Emilio Carbone, parroco della Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, che ha sempre creduto nella gara come strumento per rilanciare il centro storico e aggregare i cittadini.
Le sette contrade e i loro colori
A sfidarsi sono sette contrade, ognuna con il suo colore e la sua parte di città.
Bellezze è contrassegnata dal rosa e prende il nome dalla frazione di Bellizzi Irpino. Parco del Principe porta il verde: è l'antica contrada del feudo dei principi Caracciolo, caratterizzata dall'abbondante presenza di acqua e verde, ed era il luogo di caccia e di ozio dei nobili. Porta Beneventana ha il rosso, e si fregia del nome della porta da cui partiva la strada che portava a Benevento. Porta Napoli ha il blu, e deve il nome a uno degli accessi alla città, uno degli ultimi a resistere insieme a Porta Puglia. Porta Puglia è gialla, e il nome le viene dall'antica porta che conduceva alla feconda Puglia, famosa per il grano, i cereali e altre primizie della terra: è anche la contrada che, durante il Palio, gioca in casa. Terra è marrone, e comprende il Duomo, via Nappi e Piazza Libertà, cioè il nucleo storico di Avellino. Tuoppolo è bianca, e il suo nome viene dalla collina vicina dove, secondo la leggenda, venne miracolosamente ritrovata l'effigie della Madonna.
Il Carro con il Tesoro
La giornata si apre con la sfilata della Corte: i personaggi indossano sfarzosi costumi d'epoca, e nel corteo sfilano il principe Caracciolo e la sua famiglia, in carrozza.
Dietro di loro sfila il Carro con il Tesoro, che è la rievocazione dell'antico Monte di Pietà: quello che anticamente forniva la dote alle ragazze meno abbienti della città. Chiudono il corteo cinquanta sbandieratori e cavalieri toscani, oltre ai Trombonieri di Cava de' Tirreni.
Il corteo parte da Piazza Castello e arriva fino a Piazza Libertà, poi torna indietro; tutti i figuranti, dopo aver sfilato per il centro storico, si recano al Duomo per omaggiare la Madonna Assunta con una corona di fiori. Al termine la rappresentanza in costume prende posto davanti alla Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, e lì il Principe legge il bando che annuncia l'inizio del Palio.
Nei giorni che precedono ci sono il sorteggio delle contrade con la preghiera nel piazzale della stessa chiesa, la benedizione delle contrade da parte del Vescovo in Cattedrale, gli spettacoli degli sbandieratori e il torneo degli arcieri.
Botti ridimensionate per i bambini
Prima degli adulti corrono i più piccoli. Il Palio dei Piccoli è nato nel 2004, grazie alla volontà di alcuni animatori dell'Azione Cattolica parrocchiale, che nel Palio avevano intravisto un'opportunità per insegnare ai bambini e ai ragazzi i valori della sana competizione, del gioco di squadra e del rispetto delle regole.
Le botti sono opportunamente ridimensionate per le giovani braccia dei partecipanti, e anche il percorso è ridotto: si parte dall'incrocio di Corso Umberto I e si arriva al piazzale antistante la Chiesa di Costantinopoli. Ci sono due fasce d'età, una di bambini e una di ragazzi; ciascuno deve far rotolare la propria botte, le eliminatorie si corrono il giorno prima e i due migliori tempi di ogni fascia si sfidano nella finale, che si svolge dopo il corteo storico e prima del Palio degli adulti.
Il primo giorno, intanto, il centro storico ospita momenti dedicati ai bambini e alle famiglie, con la riproposizione di giochi antichi: alcuni conosciuti a livello nazionale, altri più legati al territorio avellinese, come il gioco con i tappi di bottiglia di sughero o metallo.
Una piccola botte in foglia d'oro
Alla contrada vincitrice viene assegnato il Palio, che non è uno stendardo: è una piccola botte di legno rivestita in foglia d'oro.
Come un tempo il Monte di Pietà raccoglieva donazioni per fornire una dote alle fanciulle povere, così oggi l'organizzazione del Palio raccoglie una somma da destinare in beneficenza.
Come arrivare alla festa
Raggiungere il Palio della Botte ad Avellino è facilissimo. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Avellino si trova a 2,6 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Avellino San Tommaso dista 1,9 chilometri, cioè 3 minuti di strada.
Eventi nei dintorni
Poco lontano, altre tradizioni dello stesso territorio.
- Mercatini di Natale ad Avellino — dicembre
- San Modestino ad Avellino — febbraio
- Nostra Signora della Neve a Casalbore — agosto