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Palio delle Botti a Corropoli 2027 - Le botti si pesano e si marchiano prima della gara
Fonte: demo.paliodellebotti.com, letta il 19/09/2026.
Il Palio delle Botti si corre a Corropoli, in provincia di Teramo, nell'ultimo sabato e domenica del mese di luglio, dentro la Rievocazione Storica della Pentecoste Celestiniana. Le contrade fanno rotolare botti di legno di circa 70 chili in salita lungo le vie del centro storico, dalla Porta di Levante alla Chiesa di San Giuseppe, e vince quella che impiega il minor tempo. La gara rievoca il «Ludo de le Botti», gioco popolare che dal 1450 al 1800 circa si svolgeva a Corropoli in occasione della Festa di Pentecoste; il ripristino rievocativo risale al 1983.
Le botti si pesano e si marchiano
Le botti vengono pesate, controllate e marchiate in Piazza Piè di Corte, alla presenza dei Feudatari, del Magistrato delle Contrade e del Capitano di Fiera. L'operazione si svolge in pubblico, davanti alle autorità della festa, al termine del corteo storico che si snoda per le vie del centro storico fino a Piazza Piè di Corte.
Poi si corre. Le botti di legno pesano circa 70 chili e vanno fatte rotolare in salita lungo le vie del centro storico, dalla Porta di Levante fino alla Chiesa di San Giuseppe; ogni contrada schiera una squadra con due spingitori e la gara si corre a staffetta. Vince la contrada che impiega il minor tempo, su un percorso di 900 metri dopo la modifica del 2010, in due manche i cui tempi si sommano.
Il rumore tipico delle botti che rotolano è accompagnato dal tifo fortissimo dei contradaioli.
Un gioco durato dal 1450 al 1800
Il palio di oggi rievoca un gioco che è esistito davvero, e per secoli.
Il «Ludo de le Botti» era uno dei giochi popolari che dal 1450 al 1800 circa si svolgeva come consuetudine annuale, in occasione della Festa di Pentecoste, nel prato antistante l'Abbazia Celestiniana di Santa Maria di Mejulano. Il gioco coinvolgeva le dieci contrade rurali del paese, che alla gara hanno sempre preso parte fin dall'inizio.
Nel 1498 il Ludo si svolse a margine della festività di Pentecoste alla presenza dei feudatari dell'epoca, il duca Andrea Matteo III e la duchessa Isabella Piccolomini d'Aragona, e quella presenza solennizzò l'insediamento dei Monaci Celestini nell'abbazia.
Il ripristino rievocativo della Festività di Pentecoste risale al 1983, e da allora la sfida fra le contrade si è spostata nel centro storico di Corropoli. La rievocazione, pur essendo legata alla Pentecoste, si svolge a luglio.
Quello che i saccheggi hanno bruciato
La realtà storica del Palio è suffragata in gran parte dalle fonti della tradizione, e non dai documenti: nelle vicende storiche medievali — saccheggi, razzie, incendi, manipolazioni — molti documenti come statuti e regolamenti comunali sono andati dispersi o completamente distrutti.
Di quelle che in passato erano le modalità di svolgimento, in effetti, si conosce pochissimo.
Noci nell'imbuto e spaghetti senza mani
Fra le contrade si disputano anche giochi popolari.
Nel gioco dello schiaccianoci una contradaiola deve buttare una noce per volta dentro un imbuto collegato a un tubo, per un totale di quindici noci: la noce scende lungo il tubo e all'uscita il contradaiolo la deve schiacciare con un martello, e vince chi ne schiaccia di più. Nella riempitura delle bottiglie gareggiano un uomo e una donna per contrada: lui preleva il vino da una damigiana con un apposito travasatore, lei tappa subito con la macchinetta, e si contano quattro bottiglie. Nella pesca della bottiglia si usa un bastoncino lungo cento centimetri, alla cui estremità è legato uno spago lungo ottanta centimetri con un anello tondo, da infilare sul collo della bottiglia. Nella gara del magna magna, tutte le contrade sulla stessa tavolata, si mangiano più spaghetti possibile senza l'aiuto né delle posate né delle mani, e vince chi vuota per primo il piatto.
Poi ci sono le due gare che non si vincono con la forza ma con l'occhio: nella gara della stima del peso bisogna avvicinarsi il più possibile al peso reale di una botticella, che si può prendere in mano; in quella della stima dell'altezza bisogna indovinare a quale altezza da terra è stata posizionata una botte, sistemata a caso subito prima del gioco. In entrambe vince chi si avvicina di più, in eccesso o in difetto.
Quattro quadri di corteo
La gara è preceduta da un corteo storico in costume medievale che si snoda per le vie del centro, e ha una struttura in quattro momenti.
Il primo vede trombettieri e tamburini, gli sbandieratori con il Capitano di Fiera, il Magistrato e l'Alfiere, che annunciano la festività. Il secondo è la sfilata dei personaggi chiave della festa di Pentecoste: donna Isabella Piccolomini d'Aragona, duchessa di Atri e padrona di Corropoli, il marito Andrea Matteo III Acquaviva e il corteo principale. Il terzo quadro è rappresentato dai Monaci Celestini e dall'Abate dell'Abbazia, a significare la grandezza e la potenza che quei monaci ebbero per oltre tre secoli. Il quarto è l'insieme delle contrade, precedute da gonfaloni, signorotti e contradaioli, che erano solite partecipare per rendere grazie a Dio del buon raccolto.
Nella giornata ci sono anche l'annuncio dell'apertura del Palio per bocca di araldi a cavallo in tutte le contrade, l'ingresso dei duchi nel borgo con corteo fino al Santuario Mariano e la consegna delle chiavi della città ai duchi. Durante il solenne pontificale le contrade offrono alla chiesa i prodotti della terra, e la duchessa accende il cero votivo; seguono la benedizione del Palio, degli spingitori e delle contrade, e il lancio della sfida.
Dai tre anni in su
Il Palio non è solo degli adulti, e le categorie coprono praticamente ogni età.
C'è il Mini Palio, diviso in due fasce — 8-11 anni e 12-16 — con i giovani spingitori che si contendono il palio di categoria; c'è la gincana con la botte per i più piccoli, dai 3 agli 8 anni, in cui due concorrenti percorrono circa 40 metri facendo lo slalom fra i birilli, con una penalizzazione di 2 secondi per ogni birillo fatto cadere; e c'è il tiro a segno per bambini sotto gli 8 anni, che da circa 3 metri hanno tre tiri per far cadere il maggior numero di dieci barattoli.
E all'altro capo della vita c'è il Palio «Vecchie Glorie», riservato ai contradaioli che hanno spinto nei primi anni del Palio.
Come arrivare alla festa
Il Palio delle Botti a Corropoli si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Alba Adriatica-Nereto-Controguerra, a 8,9 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Val Vibrata, e il tragitto è di 7,7 chilometri per 10 minuti di guida.
Eventi nei dintorni
Poco lontano, altre tradizioni dello stesso territorio.
- Sant'Agnese a Corropoli — gennaio
- Notarisco Anno Domini 1514 a Notaresco — luglio
- Palio del Barone a Tortoreto — agosto