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Rievocazione del Toson d'Oro a Vasto con corteo di cavalieri e sbandieratori 2027
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 19/09/2026.
La Rievocazione del Toson d'Oro si tiene ogni estate a Vasto, in provincia di Chieti, ed è curata dall'Associazione Culturale Amici del Toson d'Oro insieme al Comune di Vasto: la manifestazione intende rievocare il conferimento da parte del marchese del Vasto, Cesare Michelangelo D'Avalos, del «Collare del Toson d'oro» al principe romano Fabrizio Colonna nella prima metà del diciottesimo secolo; viene dunque messo in scena il corteo dei nobili radunatisi a Vasto in occasione della prestigiosa onorificenza, per accogliere il principe e il suo seguito.
L'ordine dell'ariete d'oro
Il collare che si consegna non è un'onorificenza qualunque: tra tutti gli ordini cavallereschi, quello del Toson d'oro è sicuramente uno dei più prestigiosi e forse l'unico la cui onorificenza può essere concessa sia dagli Asburgo sia dai Reali di Spagna.
Ha un emblema molto riconoscibile e una data di nascita precisa: il suo emblema è un ariete d'oro appeso a un anello e fu fondato a Bruges il 10 gennaio 1429 da Filippo detto il Buono, duca di Borgogna, sovrano dei Paesi Bassi, in occasione delle nozze con Elisabetta di Portogallo, sua terza moglie, e venne posto sotto l'invocazione di Maria Vergine e dell'apostolo Sant'Andrea. Fu poi approvato nel 1433 da Papa Eugenio IV e confermato nel 1516 da Leone X.
Perché la cerimonia si fece proprio a Vasto
L'incarico arrivò da Vienna con un dispaccio. A firmarlo fu Carlo VI (Vienna 1685-1740), imperatore del Sacro Romano Impero (1711-1740), Re d'Ungheria e Re di Napoli, secondo figlio di Leopoldo I e di Eleonora Neuburg: Carlo VI, con imperial dispaccio del 23 novembre 1722, commise al marchese del Vasto, Cesare Michelangelo D'Avalos D'Aquino D'Aragona, l'incarico di conferire il Toson d'oro al Connestabile Fabrizio Colonna, ottavo Principe di Paliano, duca di Tagliacozzo e dei Marsi.
Il motivo del riconoscimento era politico: la consegna dell'ordine del Toson d'Oro avvenne quale riconoscimento dei servigi che la Famiglia romana rese alla corte di Napoli, e l'avvenimento assunse anche un valore altamente morale, quale validissimo elemento per la diffusione del Cattolicesimo in Europa, visti i legami che intercorrevano tra il principe Fabrizio Colonna e suo zio, il cardinal Carlo Colonna.
Ma il luogo lo scelse il marchese, e la ragione era di prestigio personale: il marchese volle fare la cerimonia a Vasto, piccola capitale del suo stato feudale, per mostrare all'ospite romano e ai molti nobili invitati le ricchezze della sua casa e le magnificenze di cui amava circondarsi.
L'arrivo del principe, con 370 uomini e 57 cannonate
L'accoglienza cominciò fuori dai confini dello Stato: il 23 ottobre il governatore di Monteodorisio, alla testa di 370 uomini di truppa baronale, andò a ricevere il Connestabile ai confini dello Stato, nei pressi di Scerni.
Un'ora dopo si mosse il corteo del marchese, e la sua composizione dà la misura della cosa: formato da due forieri a cavallo, due trombe, quattro staffieri, il cavallerizzo maggiore, altri dodici staffieri a cavallo, un gentiluomo di camera, un buon numero di lacchè e poi le Loro Altezze Cesare ed Ippolita D'Avalos, seguiti dai Baroni d'Abruzzi e di Capitanata, dai Cavalieri di Camerata del Marchese, dalle damigelle della Marchesa, da alcuni gentiluomini e da un gran numero di nobili, notabili e cittadini a cavallo.
Il rientro in città fu rumoroso: appena il marchese col suo corteo fece rientro a Vasto con l'ospite, la città li accolse con grande fragore e gioia, con suono di campane, scoppio di mortaretti e sparo di 57 pezzi di artiglieria. La sera la cena fu splendida e in pubblico, come tutte le altre seguenti, ed alla fine fu servito un prelibato Tokaj.
Il rito della Collazione, passo per passo
La mattina dopo la cerimonia cominciò a un'ora precisa: la mattina del 24 ottobre 1723, alle ore dieci e trenta, il Segretario regio, Giovan Battista Castiglioni, marchese di Arielli, si recò a prelevare dalle sue stanze il candidato all'Ordine del Toson d'Oro, il Principe Fabrizio Colonna, Gran Connestabile del regno di Napoli.
Chi conferiva era vestito per l'occasione: nella Camera di udienza, seduto sotto il baldacchino, vestito alla spagnola col mantello di damasco nero e le insegne imperiali, il Marchese Commissario diede ordine al segretario d'introdurre il candidato.
Il rito è un interrogatorio formale prima di un giuramento: il Marchese domandò al candidato se perseverava nel desiderio, se ne aveva notizia degli Statuti e se era pronto a dare il giuramento solito e, avutane risposta affermativa, gli fece leggere la formula del ringraziamento, dell'accettazione e della promessa.
Poi arriva la spada: entrò nella sala il conte di Villamuri che, dopo aver preso la spada d'onore da un bacile d'argento, la porse, anch'egli inginocchiato, al Commissario, il quale con essa toccò tre volte l'omero sinistro del Candidato e pronunciò la formula latina «Efficiet te Deus bonum et honorabilem Equitem in nomine Domini nostri et S. Georgij».
Il giuramento si presta con due mani su due libri: il candidato si inginocchiò davanti al tavolino sul quale, in due grandi piatti d'argento, erano il Crocifisso ed il Messale aperto al vangelo di quel giorno e, mentre il Segretario leggeva la formula del giuramento, egli, tenendo le mani una sul Vangelo e l'altra sul Crocifisso, appena terminata rispose: «Ita juro, et sic me adjuvet et Deus et omnes Sancti ejus».
Infine il collare, con il motto degli Asburgo: il Segretario prese da un bacile d'argento la collana d'oro dell'ordine, su cui era inciso il motto Plus Ultra, e, inginocchiandosi a sua volta, la diede al Marchese, che la pose al collo del nuovo Cavaliere.
Subito dopo la parte religiosa: all'entrata del corteo marchesale il Vescovo di Trivento, vestito pontificalmente, intonò il Te Deum, seguìto poi dai musici, e al termine celebrò messa bassa con canto di mottetti e un'orazione latina dal pulpito.
Pani dal balcone e vino dalle fontane
Mentre dentro si giurava in latino, fuori si distribuiva da mangiare: dalle finestre e dal balcone centrale del palazzo vennero gettati al popolo minuto, accorso in piazza, gran quantità di pani, formaggi ed altri commestibili, mentre le sei cannelle della fontana grande davanti alla chiesa di Sant'Agostino versarono vino bianco e rosso per cinque ore consecutive.
I festeggiamenti popolari continuarono con giochi e con un finale di fuoco a tema: ai giochi della cuccagna e della tombola si aggiunse la distribuzione gratuita di lauto rinfresco a tutto il popolo e l'incendio di una macchina pirotecnica di 700 libbre di polvere, rappresentante il rapimento del Vello d'Oro, e si accesero da tutte le finestre del Palazzo centinaia di torce di cera da quattro libbre, lasciate poi ardere interamente.
I festeggiamenti non finirono in un giorno: la cerimonia si svolse a Vasto il giorno 24 ottobre 1723 ed i festeggiamenti si protrassero fino al 2 novembre.
Come si rifà oggi
Dal 1986 si svolge ogni anno la cerimonia del Toson d'Oro per le strade della città: negli anni Ottanta una mente creativa e appassionata di storia e cultura vastese, Francesco Paolo D'Adamo, diede vita a un'idea che sarebbe diventata un'icona della città di Vasto, il Toson d'Oro. D'Adamo ne ha spiegato il perché: «Noi abbiamo generato questa iniziativa per evidenziare l'orgoglio vastarolo».
Il corteo di oggi mette in strada tutta la corte: la manifestazione si svolge con la partecipazione di circa 200 figuranti che interpretano principi, dame di corte, nobili e prelati, cavallerizzi e popolani, convenuti a piedi o su carrozze, in corteo, lungo le strade della città imbandierata con i simboli delle casate dei d'Avalos e dei Colonna; tutti indossano costumi appositamente confezionati che ricalcano la moda del tempo.
Ci sono due gruppi contrapposti, e i più giovani stanno da una parte precisa: le comparse, in abiti settecenteschi ricchi e colorati, sfilano in due cortei: un gruppo rappresenta la famiglia d'Avalos e le altre famiglie importanti all'epoca, l'altro, al quale prendono parte i più giovani, interpreta la famiglia Colonna e il suo seguito.
L'ordine di uscita ha una regola: il corteo è composto da figuranti che rappresentano il grande dispiegamento della nobiltà locale nell'atto di accogliere l'arrivo del principe Colonna, ultimo a uscire dal Palazzo D'Avalos su una carrozza trainata da cavalli.
E la cerimonia finale si fa dentro ma si mostra fuori: il corteo rientra in Palazzo D'Avalos, dove si svolge la cerimonia della Collazione, che segue il cerimoniale dell'Ordine del Toson d'Oro, e si conclude con il conferimento dell'onorificenza; la cerimonia si svolge nella sala centrale del palazzo, ma viene annunciata dal balcone, in modo che il pubblico possa assistervi.
Il corteo prende il via preceduto dai soldati e dai tamburini e dallo stendardo dell'associazione Amici del Toson d'Oro, e attraversa le principali vie del centro cittadino; nella piazza si schierano sbandieratori e tamburini provenienti da vari territori, anche da fuori regione. Oltre ai figuranti partecipano sbandieratori, musici, mangiafuoco e cavalieri, e la sera, dopo la collazione, danze, artisti di strada, gruppi pirotecnici e sbandieratori colorano la festa, che si svolge davanti al Palazzo d'Avalos.
Partecipare è possibile a chiunque, e la selezione è per taglie: la partecipazione al grande corteo storico in abiti del Settecento è come sempre libera, e nell'assegnazione dei costumi del tempo viene data priorità a coppie di giovani e adulti e poi a giovanissimi e adolescenti, sino ad esaurimento taglie disponibili.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la festa a Vasto è facilissimo. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Vasto-San Salvo è a 5,5 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Vasto - Via Trave: da lì bastano 3 minuti di guida (1,5 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Nello stesso periodo, poco lontano
Se ti fermi qualche giorno, ci sono anche queste.
- Battaglia tra Turchi e Cristiani a Tollo — agosto
- Il Mastrogiurato a Lanciano — settembre
- Sagra dei Saraceni a Villamagna — luglio