Home » Folklore e Rievocazioni
Palio delle Contrade a Fucecchio e la corsa di cavalli a pelo 2027
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: prolocofucecchio.it, letta il 19/09/2026.
Il Palio delle Contrade Città di Fucecchio si corre la penultima domenica di maggio a Fucecchio, in provincia di Firenze, in Toscana. Le dodici contrade cittadine si sfidano in una corsa di cavalli montati a pelo dai fantini, su una pista ad anello in sabbia ricavata nell'area verde della Buca del Palio, e chi vince porta a casa il Cencio, il drappo dipinto. La manifestazione rievoca una contesa tenutasi a Fucecchio intorno al 1200, chiamata Palio della Lancia, ed è il culmine di un'intera settimana di eventi.
Rinato con una corsa di pony
Nel 1980 fu il Gruppo donatori di sangue Fratres, con il presidente Tommaso Cardini, a ridare vita alla contesa organizzando una corsa fra pony per promuovere la donazione di sangue. Visto il successo, l'anno seguente si decise di dare vita a un vero e proprio Palio delle Contrade, con i cavalli montati da fantini.
Da lì la manifestazione è cambiata più volte. Dopo un'iniziale presenza di sedici contrade il numero scese definitivamente alle attuali dodici; del 1987 è la scelta di abbandonare la sella a favore della monta a pelo; nel 1995 il Fratres, visto quanto il palio era cresciuto, lo lasciò nelle mani dell'Amministrazione comunale. E fu dal palio straordinario per il Giubileo del 2000 — con il passaggio al sorteggio dei cavalli, che sostituiva l'ingaggio diretto da parte delle contrade, e con l'adozione di cerimonie fortemente mutuate da Siena — che il Palio di Fucecchio conobbe un forte incremento di notorietà, valicando i confini del comprensorio.
Il motivo del successo, dicono a Fucecchio, è semplice: nel paese mancava qualcosa che favorisse l'aggregazione fra cittadini, e niente meglio delle contrade ha risposto a quel bisogno. Le contrade sono passate dall'essere un gruppetto di appassionati a diventare macchine organizzative efficientissime, e le frazioni ne hanno approfittato per rispolverare la propria storia di castelli lungo la via Romea e di porti palustri.
Il Palio della Lancia, fino al 1863
L'antenato aveva un nome diverso: si chiamava Gioco o Palio della Lancia, e si svolgeva a Fucecchio già molti secoli fa, intorno all'anno 1200.
Col passare del tempo vennero organizzate vere e proprie corse di cavalli per le strade, dentro feste religiose e civili, come in quasi tutti i paesi della Toscana: «vincevano i singoli, ma di quando in quando uscivano le insegne di contrade», con iniziative sporadiche nel Settecento e nell'Ottocento.
Ancora nel 1855, poco prima del diffondersi del colera in città, si svolse l'annuale Palio della Lancia, che poi non fu organizzato per otto anni, per le vicende storiche e politiche dell'Unità d'Italia; l'ultima contesa, secondo i documenti conservati nell'archivio storico locale, fu disputata il 14 giugno del 1863.
Fucecchio nell'Ottocento organizzava palii da correre in via Dante per le feste religiose importanti, era terra di cavallai e della fiera annuale del bestiame, e allevava fantini che riuscirono ad approdare fino a Piazza del Campo, a Siena.
Un cavallo che chiamano cavalluccio
La settimana paliesca comincia il martedì con la presentazione del Cencio. La Tratta è l'assegnazione dei cavalli alle contrade tramite sorteggio, e si vive con trepidazione: i contradaioli, riuniti sotto i colori della propria bandiera, pregano perché la sorte non sia avversa, sperando di veder toccare alla propria contrada un cavallo vincente e alla contrada nemica un «cavalluccio», cioè un cavallo che non gode dei favori del pronostico. L'estrazione lascia il tempo a lacrime di gioia o di sconforto.
Il martedì i cavalli iscritti passano la visita della commissione veterinaria; il mercoledì si corrono nella Buca le batterie della tratta, con un maniscalco di servizio messo a disposizione dall'organizzazione; giovedì e venerdì ci sono le prove obbligatorie. Il sabato mattina, nella cornice del Parco Corsini, si tiene la cerimonia di presentazione dei fantini, che alla presenza del Sindaco ufficializzano con le proprie firme le «monte» per le contrade che li hanno ingaggiati, e nel pomeriggio ogni contrada celebra nella propria chiesa la benedizione del cavallo e del fantino.
Il Sindaco affida il Cencio al Capitano del Popolo
La domenica mattina la sfilata termina nell'antica Piazza Grande, oggi piazza Vittorio Veneto, e lì, sulla scalinata della Collegiata, viene celebrata la Benedizione del Popolo, durante la quale il Sindaco affida al Capitano del Popolo il Cencio, che dovrà custodirlo fino al momento in cui verrà consegnato alla contrada vincitrice.
Il regolamento prescrive per il Cencio altezza 180 centimetri e larghezza 90, e impone che contenga lo stemma del Comune, quello dell'Associazione Palio delle Contrade e gli stemmi di tutte e dodici le contrade, oltre ad attenersi al tema comunicato dal Consiglio di Amministrazione.
Due batterie e otto in finale
La corsa si tiene nel pomeriggio nella Buca, cioè la «ex cava d'Andrea»: un'arena naturale dove è stata realizzata una pista ad anello in sabbia. L'ovale è incorniciato da una tavolozza di colori che distingue i settori delle contrade.
La gara si articola in tre corse: due batterie da sei cavalli e una finale da otto, riservata ai primi quattro classificati di ciascuna batteria. Si corre in senso orario su due giri, con partenza dal canape presso la curva «arno» e arrivo al paletto con il bandierino; l'arrivo è validato al terzo passaggio del cavallo al bandierino, con lo scoppio del mortaretto che decreta la fine della corsa. La posizione dei cavalli fra i canapi e il cavallo di rincorsa vengono sorteggiati, e la mossa è «buona» quando il cavallo di rincorsa entra fra i canapi.
Il regolamento sulla sicurezza è dettagliato: casco di protezione omologato come per le corse al galoppo, casacca con i due colori di contrada, pantaloni lunghi e giubbetto antinfortunistico; ogni cavallo montato a pelo con due coccarde nei colori di contrada, una per lato della testa; divieto di speroni, divieto severo del frustino elettrico, frustino ammesso solo entro i 70 centimetri, e divieto di aiuti impropri o eccessivi tali da procurare sofferenza all'animale. Chi non rispetta queste condizioni non viene ammesso alla mossa.
Trenta figuranti minimo, novanta massimo
La sfilata storica si svolge la mattina del Palio, conta più di mille figuranti e ha un tema d'insieme: l'evoluzione dei costumi a Fucecchio dal Duecento all'Ottocento, con ogni contrada che sceglie un periodo e lo integra con arti e mestieri tipici del proprio territorio.
Anche qui il regolamento è preciso: l'insieme dei figuranti di ogni contrada non può superare i 90 né scendere sotto i 30, oltre ai due alfieri che portano insegne e bandiera; durante la sfilata è consentito il solo uso di chiarine e tamburi, o di uno strumento riferito all'epoca prescelta. Gli abiti sono creati dalle sarte di contrada su tessuti pregiati, ricamati nei minimi particolari.
Il corteo è aperto dal Gonfalone del Comune, seguito dallo stendardo dell'Associazione e dalla contrada che ha vinto l'edizione precedente; dietro sfilano le altre secondo un ordine sorteggiato pubblicamente. A chiudere è un gruppo di dodici figuranti, uno per contrada, che accompagnano il Cencio.
Cena in strada la vigilia
La sera prima della corsa, ogni contradaiolo è alla Cena della Vigilia, che si tiene in strada davanti alla sede di contrada: tavolate lunghissime allestite e addobbate con i colori ufficiali, canti per scaricare la tensione e la paura, brindisi che invocano la vittoria, e la festa che prosegue fino a notte fonda.
Il giorno del Palio, nelle ore fra la sfilata e la corsa, le tavole vengono apparecchiate di nuovo per il pranzo, in un'atmosfera in cui la tensione è così alta da far passare l'appetito.
Attorno alla settimana grande ruotano poi altre iniziative: le Corse di Primavera, circa un mese prima, che consentono alle contrade di valutare gli animali; la festa degli sbandieratori, con esibizioni di massimo dieci minuti e un gioco finale che coinvolge tutte e dodici le contrade; e il Palio in gioco, a una settimana esatta dalla corsa, che coinvolge i bambini delle scuole con la sfilata dei piccoli contradaioli e i giochi medievali, insieme al mercatino delle contrade. Le dodici sono Borgonovo, Botteghe, Cappiano, Ferruzza, Massarella, Porta Bernarda, Porta Raimonda, Querciola, Samo, San Pierino, Sant'Andrea e Torre.
Come arrivare alla festa
Raggiungere il Palio delle Contrade a Fucecchio richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di San Miniato-Fucecchio, a 4,4 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di San Miniato, e il tragitto è di 4,7 chilometri per 6 minuti di guida.
Altre feste in zona
Nella stessa provincia, altre feste antiche.
- San Romolo a Fiesole — luglio
- Palio di San Rocco a Figline Valdarno — settembre
- San Giovanni Battista a Firenze — giugno