Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Folklore e Rievocazioni

Folklore e Rievocazioni

Palio della Rana a Fermignano e la corsa con la rana viva in carriola 2027

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 10 al 12 aprile 2026

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: proloco-fermignano.it, letta il 19/09/2026.

Il Palio della Rana si corre a Fermignano, in provincia di Pesaro e Urbino, la Domenica in Albis, cioè tradizionalmente la prima o la seconda domenica dopo Pasqua, al termine di tre giorni di festa. Gli scarriolanti delle sette contrade spingono lungo via Martiri della Libertà, per circa 170 metri, una carriola con sopra una rana viva, e vince chi taglia il traguardo con la rana ancora a bordo. La manifestazione, ripristinata dalla Pro Loco nel 1966, rievoca i festeggiamenti della Domenica in Albis del 1607, quando Fermignano ottenne l'autonomia amministrativa dal Ducato di Urbino.

Una rana viva sopra la carriola

Ogni concorrente deve portare su una carriola di legno una rana viva, e non farla cadere, mentre corre verso il traguardo. I corridori si chiamano scarriolanti.

Il campo di gara è un percorso di circa 170 metri lungo una delle vie principali del paese, Via Martiri della Libertà, che passa per il Monumento ai Caduti e arriva in Piazza Garibaldi. A ogni Palio possono partecipare quattro concorrenti per ognuna delle sette contrade di Fermignano: Ca' L'Agostina, Calpino, La Pieve, La Torre, San Lazzaro, San Silvestro e Santa Barbara.

I concorrenti di ogni batteria e la relativa posizione di partenza vengono sorteggiati dal Magnifico Maestro di Campo, alla presenza dei Giudici d'Arrivo e di un rappresentante per contrada. I vincitori delle sette batterie, più il sorteggiato fra i secondi arrivati, accedono alle semifinali; alla finalissima vanno il primo e il secondo di ogni semifinale.

Vincere il Palio della Rana è una questione di fortuna, perché tutto dipende dalle intenzioni della rana di saltare giù dalla carriola, in cerca di libertà, o di starsene incollata al mezzo per godersi l'ebbrezza della velocità. Nessuno può prevedere se e quando la rana salterà, elemento fondamentale per decidere quale contrada taglierà per prima il traguardo.

Il veterinario visita le rane prima e dopo

Durante la manifestazione possono essere utilizzate esclusivamente rane di allevamento, tenute in appositi e adeguati contenitori. Prima di qualsiasi gara un veterinario visita ogni rana, verificando che sia immune da imperfezioni fisiche, e solo dopo la consegna ai Giudici di Partenza, che la posizionano sulla carriola in posizione di salto, il Maestro di Campo dà inizio alla corsa.

Durante la corsa la rana deve essere sempre in posizione di salto, e se si trova in una posa diversa il corridore deve immediatamente fermarsi e riposizionarla: se l'animale salta fuori dalla carriola va raccolto e rimesso al suo posto senza provocare traumi o ferite. All'arrivo ciascun corridore deve rientrare nella corsia assegnata e tagliare il traguardo spingendo la carriola con la rana ancora a bordo, non lanciandola verso l'arrivo e rimanendo arretrato rispetto a essa. È vietato ostacolare gli avversari, pena la squalifica.

Al termine della corsa tutte le rane vengono sottoposte di nuovo a visita veterinaria: se si riscontra una lesione o un qualsiasi artificio che ne abbia menomato o alterato la potenzialità nel saltare, il concorrente viene squalificato e segnalato alle Autorità competenti. Qualsiasi crudeltà fatta alla rana vale la squalifica.

La domenica mattina, prima di tutto questo, i figuranti si radunano per la funzione religiosa e per la benedizione delle rane.

L'autonomia del 1607 e la Domenica in Albis

Gli abitanti del «Castello» e delle «Ville» festeggiavano la Domenica in Albis, ovvero la domenica dopo Pasqua, con giochi popolari: la corsa coi sacchi, la rottura delle pignatte, l'albero della cuccagna e, appunto, la corsa delle rane in carriola.

Quei festeggiamenti avevano un motivo preciso. Nel 1607 Fermignano ottenne l'autonomia amministrativa dal Ducato di Urbino, per concessione di Francesco Maria II della Rovere, ultimo Duca di Urbino, e la festa nasce per rievocare proprio quella data.

Poi venne un periodo di oblio. Nel 1966 l'Associazione Pro Loco decise di ripristinare la gara più originale dell'epoca — la corsa delle rane in carriola — facendo rivivere alle generazioni di allora il clima di festa antico, e grazie alla creazione di un vero e proprio regolamento nacque l'evento ufficiale. Oggi il Palio è riconosciuto dalla Federazione Italiana Giochi Storici e da quella delle Rievocazioni Storiche, e si tiene la prima o la seconda domenica dopo Pasqua.

Donna Laura e i 26 testimoni

La sera del venerdì il paese rievoca un episodio di fine XVI secolo.

Il 1º agosto 1587 il priore del convento di San Martino e vicario foraneo Marco Serafini condusse un'inchiesta su 26 testimoni, per accertare se le voci che circolavano su una certa donna Laura fossero fondate. Gli interrogati furono chiamati a rispondere, «con la minaccia di scomunica», se nella corte del Castello di Farneta vi fosse una donna sospettata di essere una strega o malefica: risposero tutti che non ve n'era altra se non quella donna Laura.

È la storia di Donna Laura, detta «la strega di Farneta». Il venerdì sera Fermignano mette in scena l'assedio alla torre, con bombarde, armigeri, giochi di fuoco ed effetti speciali, e a seguire il processo e il rogo di Donna Laura. Le rievocazioni sono curate da compagnie del territorio della provincia di Pesaro-Urbino, e ciascuna porta la propria storia: la Compagnia del Corvo di Sassocorvaro rievoca la leggenda del cavaliere templare Corbarius di ritorno dalle crociate; la Compagnia d'Arme Città di Urbino mostra il campo d'arme, le battaglie e i tornei del XIV-XV secolo; la Pandolfaccia di Fano rievoca le gesta di Pandolfo III Malatesta, signore di Fano e condottiero vissuto fra il 1370 e il 1427, allestendo un accampamento militare con spaccati di vita medievale.

Dame alte 1,60 e niente orecchini

Il corteo storico del Palio della Rana conta circa trecento comparse, che rappresentano la nobiltà e il popolo di Fermignano.

Apre il gruppo del castello, con i musici del Palio, il vessillifero comunale e i mazzieri, i consiglieri comunali e i massari, la confraternita del gonfalone, le corporazioni, le dame e i popolani. Seguono i giudici — maestri di campo, giudici di campo, giudici di partenza — e le sette contrade, ciascuna con gonfalone e scorta, cavaliere, dama e damigelle, scarriolanti e alfieri con bandiera. Chiudono il gruppo dei cavalieri, gli arcieri e i popolani. Nel pomeriggio della domenica entra solennemente anche la delegazione del ducato di Urbino, i figuranti che rappresentano il duca e la sua corte, accompagnata da musici e sbandieratori.

Per partecipare non basta presentarsi. I figuranti devono attenersi a un regolamento di abbigliamento medievale: non sono ammessi orecchini, piercing, occhiali, capigliature moderne e altri accessori non attinenti all'epoca. I Putti non possono avere più di 12 anni; le Damigelle devono avere almeno 14 anni ed essere alte almeno 1,50 metri; le Dame almeno 16 anni e almeno 1,60 metri.

A conclusione del corteo si tiene la lettura del bando, e poi la visita veterinaria delle rane.

Le rane fritte, in porchetta e nelle tagliatelle

Ogni contrada ha la propria taverna, dove propone i piatti della tradizione, e ognuna ha la sua specialità. Una sola, però, ha le rane nel menù: la taverna di Ca' L'Agostina, che le serve fritte, in porchetta e nelle tagliatelle — e a cucinarle, da sessant'anni, è la stessa signora, che custodisce gelosamente la ricetta.

Attorno alla corsa grande ci sono tutte le altre. Il Palio dei Putti, introdotto nel 2010, è la sfida fra i più giovani contradaioli, che si misurano nella corsa coi sacchi, nel tiro alla fune, nella battaglia delle code, nella corsa alla fonte e in una versione ridotta del Palio della Rana. Dal 2015 c'è il torneo degli arcieri della compagnia Castrum Firmignani, e dal 2017 il torneo dei tamburini, detto anche torneo dei musici, che raduna tamburini da vari territori.

Il trofeo è un'opera artistica dello scultore Bruno Baratti di Pesaro: la contrada vincente lo custodisce per un anno e lo restituisce alla Pro Loco il giorno del Palio, e in caso di vittoria di due contrade ciascuna lo tiene per sei mesi.

La festa si chiude con uno spettacolo di fuochi d'artificio e musica che simula l'incendio dei due simboli più importanti del paese: l'Incendio della Torre e del Ponte.

Come arrivare alla festa

Raggiungere il Palio della Rana a Fermignano richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Pergola, a 33 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Acqualagna est, e il tragitto è di 9,3 chilometri per 10 minuti di guida.

Altre feste in zona

Nella stessa provincia, altre feste antiche.

Da leggere