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Palio della Quadra a Chiari: la staffetta podistica sul percorso della processione 2026
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: giornaledibrescia.it, letta il 19/09/2026.
Il Palio delle Quadre si corre a Chiari, in provincia di Brescia, il sabato sera di una settimana di settembre, di solito la prima o la seconda del mese. La Disputa del Palio è una staffetta podistica di 1.380 metri lungo il percorso della processione, per le vie del centro cittadino: le quattro quadre — Cortezzano, Marengo, Villatico e Zeveto — schierano quattro atleti ciascuna, che si danno il cambio in piazza Zanardelli al termine di ogni giro. La prima edizione fu disputata nel 1979, e alla quadra vincitrice spetta il diritto di custodire il Palio presso la propria chiesa fino all'anno successivo.
Una staffetta sul percorso della processione
La Disputa del Palio consiste in una staffetta podistica, corsa per le vie del centro cittadino di Chiari. Ma non su un tracciato qualsiasi: si corre lungo il percorso della processione.
Sono 1.380 metri. Le quadre in gara sono quattro e ciascuna schiera quattro atleti, che si danno il cambio in piazza Zanardelli, sempre gremita per l'occasione, al termine di ogni giro — quattro giri del centro storico, quattro squadre di corridori. Si corre il sabato sera, a perdifiato, attraverso migliaia di persone.
La prima edizione fu disputata nel 1979. Se gli eventi al contorno sono molto cambiati nel tempo, la staffetta è rimasta invariata, e così pure — al netto di qualche dettaglio — il suo regolamento.
Il Palio si custodisce in chiesa
Alla quadra vincitrice spetta il diritto di custodire il Palio presso la propria chiesa, fino all'anno successivo.
E non lo tiene per sempre. La quadra che si aggiudica la corsa per tre anni, anche non consecutivi — erano due fino al 1986 — vince il Palio in via definitiva; a quel punto, per l'edizione successiva, un artista clarense ne dipinge uno nuovo da assegnare. Dal 1979 a oggi il Palio è stato aggiudicato dieci volte: sei alla Quadra Marengo, due a testa a Villatico e Zeveto, una a Cortezzano.
Ci sono poi i palii straordinari dei decennali, consegnati in un'unica edizione. Quello del decennale andò a Marengo, quello del ventennale a Villatico, e per il trentennale il drappo fu dipinto da Michael Rice, artista della città irlandese gemellata di Downpatrick, e se lo aggiudicò ancora Marengo.
Quattro zone tagliate da due strade
Per capire perché a Chiari si corre in quattro bisogna risalire all'urbanistica.
Le quadre si rifacevano probabilmente alla suddivisione romana del castrum, e stavano a indicare le quattro zone in cui era diviso il territorio di Chiari dalle due strade principali che lo intersecavano: Cortesano — poi Cortezzano —, Malarengo, contratto in Marengo, Villatico e Zeveto. Sono nomi ripetuti ancora oggi nelle quattro vie principali che attraversano il centro storico.
Non nacquero dal nulla: erano sovrastrutture locali che si innestavano in modo naturale su preesistenti forme di aggregazione sociale, come le societas armorum, fondate sulla base dell'antica divisione cittadina per porte e degli antichi obblighi di difesa delle mura. I documenti d'archivio non offrono citazioni di quadre se non a partire dal Trecento, e il loro definitivo assetto istituzionale è documentato solo verso la metà del XV secolo — quando le quadre sono organismi separati che si riuniscono e si amministrano per proprio conto — dopo la conquista del Bresciano da parte dei veneziani.
La serrata degli «originari»
Le quadre nacquero per tutelare dalla minaccia dei forestieri gli interessi economici delle famiglie locali che potevano vantare ascendenti dal XIV secolo. Nel corso dei secoli XVI e XVII cambiarono natura: da organismi di quartiere a fini civili e religiosi divennero strumenti di governo amministrativo e di tutela degli aderenti nei confronti dei forestieri. Costruirono consistenti patrimoni terrieri di pertinenza esclusiva dei clarensi Originari, impedendo così passaggi di proprietà che avrebbero favorito acquirenti forestieri.
Il meccanismo economico era preciso: ogni quattro anni la terra veniva affittata ai componenti della quadra con appalto, e il ricavato veniva suddiviso fra loro in proporzione al censo. E poiché delle quadre, che inizialmente comprendevano tutti gli abitanti residenti, in seguito poterono far parte solo gli «originari», si realizzò una vera e propria serrata a favore delle famiglie originarie.
Ogni quadra eleggeva dieci rappresentanti, e i quaranta componenti del Consiglio comunale erano dieci per ognuna.
Vicinia e Arengo presso la chiesa
Ogni quadra costruì la propria chiesa, e sono chiese suburbane, edificate al di fuori della città murata di epoca viscontea: appartenevano rispettivamente alle quadre di Villatico, Cortezzano, Marengo e Zeveto.
Presso la chiesa si riuniva, fino alla fine del XVIII secolo, la vicinia degli appartenenti alla quadra, mentre i capi delle famiglie originarie facevano capo all'Arengo della comunità.
I nomi dicono ancora da dove viene ciascuna. Villatico prese il proprio nome dalla porta omonima, da cui partiva la strada per Brescia, identificata come la «Villa» per eccellenza; e come bandiera e colore la quadra ebbe il rosso.
Dal lunedì, ogni quadra apre il suo sito
La Disputa è il sabato, ma la settimana comincia prima. A partire dal lunedì precedente, ciascuna quadra organizza tutte le sere spettacoli nelle proprie sedi, attrezzate con bar e cucina, con padiglioni gastronomici e specialità della tradizione.
In programma ci sono anche gare di salto con l'asta, femminile e maschile. Prima della corsa del sabato sera il Gruppo Teatro Quadre in strada allestisce in piazza Zanardelli una rappresentazione scenografica legata a fatti o personaggi della vita clarense, e c'è la sfilata storica, che dal tardo pomeriggio tocca tutti i quartieri — Cortezzano, Marengo, Villatico e Zeveto — con una sosta in ciascuno, prima di sfociare in piazza Zanardelli.
I colori sono quattro: l'azzurro di Cortezzano, il verde di Marengo, il rosso di Villatico, il giallo di Zeveto. La manifestazione si svolge ogni anno in settembre, di solito nella prima o nella seconda settimana del mese, e dura sette giorni.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere del Palio della Quadra, a Chiari, è alla portata di tutti. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Chiari è a 700 metri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Chiari - Castelcovati: da lì bastano 4 minuti di guida (2,5 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Altre feste in zona
A poca distanza, altre feste che vale la pena conoscere.
- Madonna Grande a Berzo Demo — settembre
- Sant'Alessandro ad Ono San Pietro — settembre
- San Rocco a Berzo Demo — agosto