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Palio della Marciliana a Chioggia e la gara con le balestre grandi 2027
Fonte: marciliana.it, letta il 19/09/2026.
Il Palio de La Marciliana si tiene a Chioggia, in provincia di Venezia, nel terzo fine settimana di giugno, lungo il Corso del Popolo. Le cinque contrade cittadine — Montalbano, Sant'Andrea, San Giacomo, San Martino e San Michele Arcangelo — si contendono il Palio con il tiro delle balestre grandi da banco, cinque balestrieri per contrada, dentro una rievocazione della Chioggia del Trecento e della guerra combattuta fra Venezia e Genova. La data viene dal 24 giugno 1380, quando il doge entrò trionfalmente nella città liberata.
I forestieri potevano tirare, non vincere
Il Torneo della balestra di Chioggia non è nato con il Palio della Marciliana, che è molto più recente: ha origini antiche, risalenti all'epoca della guerra di Chioggia. Ed è uno dei più antichi d'Italia, tanto che in città si conserva la delibera del Consiglio che lo regolamenta.
Nel XV secolo, in mancanza di uno specifico riferimento in merito, ci fu una disputa: potevano partecipare al palio balestrieri non originari di Chioggia, o che non fossero almeno veneziani? Nel 1414 il Gran Consiglio cittadino adottò una scelta a metà strada: fu deliberato di limitare a un numero minimo la partecipazione dei balestrieri forestieri, precludendo però a questi l'aggiudicazione di un qualsiasi premio. Potevano tirare, insomma, ma non vincere.
Un codice in pergamena con la trascrizione fedele di quella delibera medievale è conservato nell'antico archivio storico cittadino.
Oggi la gara si tira ancora con le balestre grandi da banco, dette anche grosse o da posta. Il Palio è una gara a squadre fra le cinque contrade: per ognuna tirano cinque balestrieri, ogni verretta è contraddistinta con il nome di riconoscimento del balestriere che l'ha scagliata, il turno di tiro delle contrade è estratto a sorte e l'ordine dei balestrieri al banco è deciso dal Maestro d'arme di contrada. Vince il Palio la contrada che totalizza il miglior punteggio.
Una nave che diventava magna
Il nome della manifestazione viene da una barca.
La marciliana era una nave di piccolo cabotaggio in uso nel Medioevo, costruita prevalentemente nei cantieri clugiensi e utilizzata per il trasporto di mercanzie in Adriatico e nelle rotte verso i porti del Mediterraneo orientale. Quando raggiungeva tonnellaggi di considerevole proporzione, assumeva la dignità del nome magna.
Nel tempo è diventata emblema del coraggio e del valore dei marinai chioggiotti, e apre il corteo: il primo vessillo che sfila è il gonfalone della Marciliana, con la rappresentazione dell'antica nave.
La capitale del sale d'Europa
Nel Trecento Chioggia era seconda solo a Venezia per importanza, e lo doveva a una merce sola: il sale.
La città era uno snodo commerciale strategico per la Serenissima grazie alla produzione e al commercio del prezioso «oro bianco», trasportato lungo l'Adriatico fino al sud Italia proprio dalle marciliane. La manifestazione si rifà alle antiche fiere del sale clugiensi, e nelle giornate del Palio le attività lavorative dell'epoca che si rievocano sono principalmente quelle delle saline e degli orti della laguna.
Il sale spiega anche la geografia militare. Alla bocca dove il Meduaco Bacchiglione entrava in laguna sorgeva il castello detto di Monti Albano, e sin dai tempi più remoti c'era un appostamento di custodi per riscuotere i dazi delle merci da introdursi a Chioggia; i padovani ebbero controversie e guerre con Chioggia proprio per la conquista dei fondamenti di saline.
L'assedio e l'ingresso del doge
La guerra di Chioggia, combattuta fra la Serenissima Repubblica di Venezia e la Repubblica di Genova per ottenere l'egemonia negli scali commerciali d'Oriente, occupa gli anni fra il 1378 e il 1381.
Conquistato il porto di Chioggia nel 1379, i genovesi — grazie all'aiuto di una coalizione costituita da padovani, ungheresi e dal Patriarca di Aquileia — espugnarono la città riducendola in fortezza per resistere agli attacchi dei veneziani sopraggiunti in soccorso. Poi l'assedio si rovesciò: furono i genovesi a restare chiusi dentro, e dopo un anno, il 21 giugno, furono costretti alla resa, dopo aver saccheggiato e distrutto numerosi monumenti della città.
Il 24 giugno 1380 il doge entrò trionfalmente in Chioggia, accolto dai pochi clugiensi sopravvissuti. È da quella data che deriva la scelta delle giornate in cui si tiene il palio, il terzo fine settimana di giugno.
Il periodo storico più fiorente per Chioggia terminò lì: la città fu assediata e distrutta, e con essa tutte le fortezze, compresa Montalbano.
Vaio e ermellino che cambiano colore
Le contrade in gara sono cinque, e rappresentano la comunità clugiense trecentesca. Ognuna riunisce in media dalle cinquanta alle ottanta persone, ha una parte della piazza per allestire i mestieri antichi, e lavora tutto l'anno a costumi, scenografie e attività culturali.
Montalbano era la contrada i cui rioni erano maggiormente ricchi di saline e valli da pesca, protette militarmente dalla torre di Nassaruolo, custodita ufficialmente dal novembre 1299; il simbolo sono le tre torri di Montalbano, Saline e Nassaruolo. Sant'Andrea comprendeva le calli del settore nord-occidentale, l'antica ultra platheam, e nord-orientale, l'ultra Venam, la parte al di là del Canal Vena; il simbolo è il decusse, la croce di Sant'Andrea, strumento del martirio dell'apostolo, e il suo gonfalone è troncato di rosso e verde — il rosso rappresenta il fuoco e l'amore verso Dio e il prossimo, l'audacia, il valore e la generosità, il verde richiama la speranza, la franchezza e l'amicizia. San Giacomo costituiva il cuore dell'area urbanistica, con il palazzo pretorio sede del Podestà, su cui nei giorni di festa venivano issati i vessilli comunali e marciani; il simbolo è la conchiglia. San Martino conglobava le contrade di quella che ora è Sottomarina, l'antica Clugia minor, e ha per simbolo la cappa. San Michele Arcangelo è la contrada periferica, e ha come simbolo la spada e la bilancia.
C'è un dettaglio araldico che si nota solo il giorno della gara. Il colore di Montalbano è il vaio, che diventa argento durante il palio; quello di San Michele è l'ermellino, che si trasforma in nero. Le altre portano il verde, l'oro e il rosso.
Moresca tornata dall'archivio
I gruppi storici della manifestazione non si limitano a indossare un costume.
I Milites Castri Salinae, gli uomini d'arme del Castello delle Saline, sono un gruppo di sedici elementi costituito nel 1995: aderiscono alla Federazione Italiana Scherma Antica e Storica e preparano le tecniche di combattimento su trattati riguardanti la scherma, il costume e le armi del periodo medievale, qui riprodotte dopo essere state forgiate appositamente per il palio da maestri artigiani. I costumi vengono cuciti a Venezia sulla base di bozzetti originali. Nella dotazione hanno scudi triangolari e boccolieri — scudi di dimensioni ridotte e di forma arrotondata — oltre a diversi tipi di spade, fiaccole, asce e bastoni, fra cui i bastoni da fuoco, che costituivano una sorta di prototipo dello schioppo, il futuro fucile.
I Musici de Clugia sono dieci elementi di ambo i sessi, con costumi riprodotti sulla base di dipinti. La loro musica non è dotta ma vicina al comune sentire popolare, ed è eseguita con strumenti antichi: ghironde, pive, zampogne, cromorni, piffari, ciaramelle, flauti, cornamuse e cornetti. Ad accompagnarli sono i rulli dei Tamburini di Chioggia, che scandiscono lo scambio dei colpi di spada dei Milites.
E poi c'è la Moresca veneziana, una danza armata di antiche tradizioni che veniva rappresentata in particolari occasioni di festa nel territorio della Serenissima. Decaduta nel 1797 assieme alla Repubblica, è stata recuperata per il Palio della Marciliana sulla base di documenti storici depositati all'Archivio di Stato di Venezia.
Conchiglie che esentavano dai pedaggi
Nei tre giorni il Corso del Popolo, la via principale, si riempie di banchetti e taverne, con accanto la Torre di Montalbano e gli accampamenti degli armigeri, mentre tutto intorno si svolgono danze, canti, simulazioni di combattimenti e di artigianato antico. Ci sono i mercanti e i pellegrini, gli osti, gli artigiani, i nobili, le danzatrici, i frati predicatori, i cordai, i venditori d'acqua, i candelai. I figuranti in abiti del Trecento non sfilano per essere fotografati: lavorano, commerciano, danzano, cucinano.
Ogni contrada porta il suo mestiere, e i mestieri raccontano. La capasanta raffigurata nel gonfalone di San Giacomo era il simbolo che identificava chi si era recato in pellegrinaggio a Santiago di Compostela: veniva cucita sul mantello o sul cappello, oppure portata come una collana, e le conchiglie venivano custodite gelosamente perché servivano, durante il viaggio di ritorno, a esentare dai pedaggi e dalle tasse una volta rientrati nella città natale. La stessa contrada si distingue per il forno medievale, e anche lì c'è una gerarchia: con il pane bianco di frumento si cibavano i ricchi, e al pane chiaro erano attribuite anche qualità taumaturgiche, mentre la povera gente si sfamava con il pane d'avena o di crusca; a Chioggia, per marinai e pescatori, era diffuso il «pan biscotto», la galletta.
Il venerdì si apre con la benedizione delle contrade e dei balestrieri ai Santi Protettori, poi il corteo storico, il giuramento dei capitani di contrada e il Ballo dei Nastri in onore del Podestà. Il sabato è la giornata della città medievale. La domenica si tira il Palio delle balestre grandi, seguito dall'ingresso del Doge nella città liberata e dall'assegnazione del drappo.
Nella tarda serata arrivano l'incursione genovese e l'incendio della torre di Sant'Andrea, e la città cade di nuovo.
Come arrivare alla festa
Raggiungere il Palio della Marciliana a Chioggia è facilissimo. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Chioggia si trova a un chilometro dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Padova Zona Industriale dista 38 chilometri, cioè 37 minuti di strada.
Eventi nei dintorni
Altre feste della provincia di Venezia.
- Festa del Pesce Azzurro a Chioggia — giugno
- Sagra del Pesce a Chioggia — luglio
- Palio di Noale — giugno