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Palio di Noale 2027 e la faccia dipinta con il carbone
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: proloconoale.it, letta il 19/09/2026.
Il Palio di Noale si corre nel secondo o terzo fine settimana di giugno a Noale, in provincia di Venezia, e dura tre giorni. Le sette contrade cittadine — Bastia, Cerva, Drago, Gato, San Giorgio, San Giovanni e Sant'Urbano — si sfidano in una staffetta uomo-donna di 1.600 metri attorno alla Rocca dei Tempesta e nel centro storico: al vincitore va il drappo dipinto ogni anno da un pittore noalese, all'ultimo arrivato viene dipinta la faccia con il carbone. La manifestazione rievoca il Palio indetto dai signori Tempesta nel Trecento, documentato in atti del 1339 e del 1347.
L'onta per chi arriva ultimo
Al vincitore della corsa viene consegnato il Palio, realizzato ogni anno da un diverso pittore noalese, mentre all'ultimo arrivato viene dipinta la faccia con il carbone. È una regola antica: già nel Palio medievale al primo arrivato spettava un drappo di velluto o una somma di denaro, mentre all'ultimo toccava l'onta di essere dipinto con colore nero o carbone.
Vale ancora oggi. All'ultima coppia arrivata spetta di ritrovarsi il viso imbrattato di nero, a suggello dell'esito della sfida — anche se, spiegano gli organizzatori, quel gesto vuole essere un invito positivo: a non mollare mai, a non smettere di inseguire i propri obiettivi.
Una staffetta uomo-donna di 1.600 metri
Il Palio odierno consiste in una corsa a piedi lungo un percorso di circa 800 metri da ripetersi due volte, con la formula della staffetta uomo-donna, per un tracciato complessivo di 1.600 metri — un miglio — che si snoda attorno alla Rocca e nel centro storico.
A correre sono le sette contrade noalesi: Bastia, Cerva, Drago, Gato, San Giorgio, San Giovanni e Sant'Urbano. La partenza arriva dopo il giuramento degli atleti, ed è il Signor Meladusio Tempesta a darla. In palio c'è il «pallium», il drappo dipinto da cui deriva lo stesso termine «palio».
Dodici ducati per la dote
Accanto alla corsa c'è una cerimonia che, nella Noale medievale, decideva il futuro di quattro ragazze.
Le ragazze in tempo di maritarsi, di Noale e delle frazioni vicine, venivano invitate a estrarre da un recipiente delle sfere, o «bale», di legno: fra queste solo quattro erano d'oro, e procuravano alle quattro fortunate — due del paese e due delle frazioni — una dote di dodici ducati offerta dall'Ospedale Noalese dei Frati Battuti.
Oggi la cerimonia della «Bala d'Oro» è riservata alle ragazze diciottenni di capoluogo e frazioni, che si affidano alla sorte per vincere la dote; i loro nomi vengono impressi nello storico registro del Palio, di cui è responsabile e stilatore, come da usi e costumi medioevali, l'amanuense di corte.
Mille figuranti e l'incendio della Rocca
Il corteo storico coinvolge oltre mille figuranti in costume, appartenenti alle sette contrade, al Gruppo Storico Tempesta e alla Pro Loco: sfila attorno al castello scandendo i passi a ritmo di tamburi e fisarmoniche, e mostra anche uno scorcio di quotidianità, perché dopo i sontuosi abiti dei nobili a chiudere sono l'esercito e i rappresentanti del popolo, con le tintinnanti armature e le umili vesti. Fra i protagonisti ci sono arcieri, donzelle, nobili, popolani, concubine, appestati e l'immancabile boia.
La chiusura è pirotecnica: l'ultima sera scenografici giochi pirotecnici simulano l'incendio della torre, o della Rocca dei Tempesta, e scandiscono la fine della manifestazione.
Sette accampamenti, sette taverne
Il mercato medievale non è un'unica area: ogni contrada allestisce il proprio villaggio, con mestieri e cucina diversi.
Alla Bastia ci sono il banco delle pelli, del castagnaccio, dei dolci, della frutta caramellata e della carne di cinghiale, più un campo giochi per i più piccoli. Alla Cerva si trovano formaggio, tisane, birra, arrosticini e i tradizionali ipocrasso, idromele e alchermes, e si può fare un giro in barca nel canale che circonda la Rocca o provare il tiro con l'arco.
Altrove compaiono il banco dei mulini, il cerusico, le spezie e le salsicce; il boia, le lavorazioni a mosaico, i frati con la loro birra artigianale e il laboratorio di stampe realizzate a torchio; i cesti, la carta, i tessuti e le lane, i ricami, i pellami, il sale, lo scalpellino e i giochi antichi; la conceria delle pelli, la lavorazione del ferro e delle candele e i monaci amanuensi. Una taverna propone il pane unto con una salsa segreta tramandata fra i più vecchi contradaioli, un'altra le famose frittelle di pomi, cioè di mele.
Fra i vicoli si incontrano falconieri, mangiafuoco, duellanti, musici, sbandieratori, giullari e teatranti, e un monaco amanuense intento ad arricchire di ghirigori un manoscritto.
Documenti del 1339 e del 1347
Fra i più antichi documenti storici che fanno riferimento al Palio di Noale ce ne sono due datati rispettivamente 1339 e 1347, conservati nella Biblioteca del Capitolo di Treviso. Quello del 1347 riferisce un Palio indetto dai Tempesta in occasione della festività della Pentecoste.
La competizione veniva indetta dai signori Tempesta — signori di Noale e avogari del Vescovo di Treviso — in occasione di vittorie sui nemici, di scampate pestilenze o di importanti feste religiose. Durante tutto il Medioevo gli abitanti delle contrade e dei borghi cresciuti fuori dal castello accorrevano a vedere le feste e i tornei che si svolgevano nella piazza dentro la cinta muraria, e la gara poteva essere pedestre o equestre, con lotta, tiro con l'arco e lancio di aste a seconda del tipo di Palio. Le contrade di allora avevano altri nomi: la Dirondella, la Sorgata, Ca' Mata, il Gato e Bastia.
Dalla Pro Loco all'associazione delle contrade
La rievocazione è stata rappresentata per la prima volta nel 1996, dopo alcuni anni di feste medievali e competizioni fra squadre. Fu il presidente della Pro Loco Lodovico Martini a incoraggiare l'iniziativa, e le ricerche approfondite che seguirono portarono alla definizione delle sette contrade, ognuna con il proprio capitano, e allo studio dei costumi d'epoca.
Fino al 2014 a organizzare era la Pro Loco; nell'aprile 2015 è nata l'associazione Palio di Noale, che riunisce le sette contrade cittadine e oggi promuove la manifestazione insieme al Gruppo Storico Tempesta e alla Pro Loco stessa. Si tiene nel secondo o terzo fine settimana di giugno, dura tre giorni ed è la manifestazione che coinvolge il maggior numero di noalesi: durante la sfilata storica sfilano bambini, giovani, uomini e donne, anziani, senza alcuna eccezione.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere del Palio, a Noale, è alla portata di tutti. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Noale-Scorzé è a 800 metri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è il casello di Spinea: da lì bastano 12 minuti di guida (12 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Nello stesso periodo, poco lontano
Chi passa di qui a giugno trova anche questi appuntamenti.
- Palio della Marciliana a Chioggia — giugno
- Festa del Pesce Azzurro a Chioggia — giugno
- Sagra del Bisat a Teglio Veneto — giugno