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Folklore e Rievocazioni

Palio delle Zattere a Valstagna e il tiro della slitta 2027

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
Penultima domenica di luglio
Dove Valstagna (VI), Veneto, Valstagna (valbrenta, Vi)

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 19/09/2026.

Il Palio delle Zattere si corre a Valstagna, oggi parte del Comune di Valbrenta, in provincia di Vicenza, la penultima domenica di luglio. Le zattere delle nove contrade partono simultaneamente da San Gaetano e percorrono tre chilometri di fiume Brenta, fra rapide insidiose e prove intermedie di forza e abilità, fino al traguardo sotto il Ponte di Rialto. Nato nel 1987 per iniziativa della Pro Loco, il Palio rievoca il mestiere degli zattieri che portavano il legname dell'Altopiano dei Sette Comuni fino all'Arsenale navale di Venezia.

I 4444 scalini della Calà del Sasso

Prima di arrivare al fiume, il legname doveva scendere dalla montagna. E il modo in cui scendeva è ancora lì, si può percorrere a piedi.

È la Calà del Sasso, la via di 4444 scalini costruita per far scendere il legname dall'Altopiano dei Sette Comuni fino a Valstagna, borgo sorto sulle rive del Brenta nel tratto in cui il torrente Frenzela si immette nel fiume.

Valstagna era il naturale porto fluviale di tutto il legname proveniente dall'Altopiano e destinato ai mercati di Bassano, Padova, Venezia e delle principali città della pianura veneta. Il centro della vallata era diventato la stazione principale per il deposito e il commercio del legname — da cui il nome locale «Stazi» — e lì i tronchi venivano legati in zattere e condotti sul fiume fino all'Arsenale navale di Venezia.

Faggi che davano i remi a Venezia

I famosi faggi di Valstagna rifornirono per secoli di remi l'Arsenale di Venezia, già a partire dal Duecento; e ancora oggi la località dell'Altopiano da cui provenivano si chiama «Col dei Remi».

Sulle zattere non viaggiava solo legname: erano anche mezzo di trasporto per le altre merci prodotte in montagna e destinate alla pianura — il carbone di legna, i formaggi dell'Altopiano, il cuoio, le lane e tutto quanto poteva essere venduto. Quest'economia del legname è legata alla Serenissima Repubblica di Venezia dagli inizi del Duecento al 1797.

Nel 1733, 750 boschieri e 150 zattieri

Quanto contasse quel mestiere lo dicono i censimenti.

Da un documento del 1733 risulta che, su una popolazione di circa duemila abitanti, erano censiti settecentocinquanta «boschieri» e centocinquanta zattieri. Dai registri sappiamo anche che nel 1640 erano attivi diciotto zattieri a Valstagna e quattordici a Oliero. Fin dal Cinquecento era attiva in paese la Confraternita di San Nicolò, patrono degli zattieri di tutto il mondo e in generale dei naviganti.

Era un lavoro pericoloso due volte. Lo era la navigazione, con un fiume che poteva riservare sorprese; ma lo era anche il ritorno, perché una volta consegnato il carico gli zattieri tornavano a piedi portando con sé l'incasso in denaro, e potevano essere vittime dei briganti che li attendevano per derubarli: per questo si organizzavano e facevano i trasporti in piccoli gruppi.

Tronchi forati e legati col nocciolo

La costruzione delle zattere era un lavoro da specialisti, e il procedimento è descritto con precisione.

I tronchi, tutti molto simili per diametro e lunghi poco più di 4 metri, venivano forati alle estremità, e attraverso quei fori si facevano passare i polloni di nocciolo — duttili e resistenti — che li tenevano insieme durante il tragitto. Ogni zattera era composta da diciotto o venti tronchi, costruita sui piazzali di deposito, poi fatta scivolare in acqua con l'aiuto di uno strumento appuntito e uncinato detto sapìn.

Ma una zattera sola non bastava: ogni «copula» o «testa» veniva legata alle altre fino a formare dei treni, generalmente da tre a sei elementi, per una lunghezza complessiva di circa 30 metri. Prima delle zattere si usava la fluitazione libera, le cosiddette «menade»: tronchi lasciati scendere sciolti lungo il fiume e accompagnati da squadre che potevano contare anche cento operai, muniti di particolari attrezzi detti «anghieri».

Tre chilometri fra le rapide

La gara di oggi si corre la penultima domenica di luglio, e ricalca quel tragitto.

Le zattere delle nove contrade partono simultaneamente da San Gaetano e affrontano tre chilometri di fiume Brenta, fra rapide insidiose e prove intermedie di forza e abilità, fino al traguardo sotto il Ponte di Rialto. Le contrade in gara sono Oliero, Londa, San Marco, Torre, Mori, Fantoli, San Gaetano, Sasso Stefani e Costa, e ogni equipaggio è formato da tre zattieri più una damigella; si usano soltanto remi in legno, e i partecipanti sono in costume storico della propria contrada.

Prima della partenza c'è la presentazione degli equipaggi, che stabilisce l'ordine di partenza con due prove di mestiere: il tiro della slitta e il taglio del tronco.

Il premio è un drappo di velluto rosso con lo stemma del Comune, custodito dalla contrada vincente per un anno. Sul drappo c'è il Leone di San Marco, che tiene il libro chiuso — a significare l'esenzione dai dazi.

Riconciliarsi col fiume

Il Palio è nato nel 1987 per iniziativa della Pro Loco, ed è riconosciuto come rievocazione storica dalla Regione Veneto. Ma la data in cui si corre non è casuale.

La manifestazione ricorda le due piene che seminarono distruzione nella vallata: il «Brentanon» del 31 luglio 1851 e la più recente alluvione del 4 novembre 1966, e si tiene a fine luglio proprio in ricordo della prima.

La gente della valle, prima con le canoe e ora con le zattere, sembra riconciliarsi con il fiume dopo quelle alluvioni. Per il suo valore storico-culturale, dal 12 giugno 2005 Valstagna ha ricevuto dall'associazione internazionale degli zattieri il titolo di «Paese delle Zattere».

Come arrivare alla festa

Farsi avvolgere dalle atmosfere del Palio delle Zattere, a Valstagna, è alla portata di tutti. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Carpanè - Valstagna a un passo dal centro, 700 metri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce al casello di Bassano Ovest, e da lì restano 18 chilometri e 21 minuti.

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