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Folklore e Rievocazioni

Palio di San Donato a Cividale del Friuli e la gara della staffetta con l'anello 2027

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 21 al 23 agosto 2026
Dove Cividale del Friuli, Cividale del Friuli

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: paliodicividale.it, letta il 19/09/2026.

Il Palio di San Donato si tiene a Cividale del Friuli, in provincia di Udine, il sabato e la domenica più vicini al 21 agosto, giorno del patrono. I cinque borghi storici della città — Duomo, San Pietro, San Domenico, Brossana e di Ponte — si sfidano nella corsa pedestre a staffetta e nelle gare di tiro con l'arco e con la balestra, e il borgo che somma più punti conserva per un anno il Palio, un gonfalone con la figura del santo. Nei tre giorni della rievocazione la popolazione e i visitatori che accedono alle aree di gara sono tenuti all'uso di abiti coerenti con il XIV secolo.

Il costume non è per i figuranti

Durante i tre giorni dell'evento, la popolazione e i visitatori che accedono alle aree di gara sono tenuti all'uso di abiti coerenti con il XIV secolo.

E la coerenza non finisce con i vestiti: la pavimentazione stradale viene coperta con fieno e l'illuminazione elettrica è ridotta o sostituita da torce e candele. Oltre 500 figuranti animano ambientazioni sceniche trecentesche, con musici, tamburini, giullari, giocolieri e sputafuoco, e l'intera città diventa un palcoscenico d'epoca.

Niente di quello che è arrivato dopo il 1492

La stessa regola vale a tavola. Presso le taverne e i chioschi è vietata la vendita di prodotti importati dalle Americhe dopo il 1492: non sono ammessi pomodori, patate, mais, peperoni, caffè o cioccolato.

Quello che resta è un menu ridotto a cereali — farro, orzo —, polenta di grano saraceno, carni alla brace, pesci di fiume, sidro, ipocrasso e vinconcio. Le taverne aprono dalla tarda mattinata e offrono prelibatezze medievali con bevande e infusi aromatizzati, mentre le voci dei mercanti attirano i visitatori verso i banchi dei mercatini dislocati lungo le vie e le piazze.

Cinque borghi, cinque famiglie nobili

I contendenti sono cinque, e ognuno porta i colori di un casato.

Borgo Duomo ha colori e stemma della nobile famiglia De Portis; Borgo Brossana dei Formentini; Borgo San Domenico dei Canussio; Borgo San Pietro dei Boiani; Borgo di Ponte dei Conti. La competizione si svolge interamente entro le mura della città, e in gara possono esserci esclusivamente residenti nel comune di Cividale del Friuli.

Il Palio è vinto dal borgo che ottiene più punti sommando la gara pedestre e quella dell'arco; il borgo vincente conserva il Palio — un gonfalone con la figura del santo — nella propria chiesa, per l'intero anno.

Sei campioni e il tiro alla celata

Il regolamento del tiro è dettagliato fino al diametro dei cerchi.

Ciascun borgo dispone di sei campioni: due arcieri, un balestriere pesante — balestra a martinetto — accompagnato dal suo pavesaro, e due balestrieri leggeri, con balestra a staffa. Nei preliminari e nelle qualificazioni, per ogni bersaglio i balestrieri hanno due verrettoni e gli arcieri tre frecce. Ogni borgo propone due bersagli, dieci in totale, e un sorteggio decide i cinque — uno per borgo — che saranno oggetto della sfida.

Il bersaglio è fatto di tre anelli concentrici di diametro progressivamente più ridotto: il più grande misura tre palmi, quello medio due, il più piccolo uno, e almeno una freccia o un verrettone deve entrare in uno degli anelli per accedere alla fase successiva.

Quella fase è il pezzo forte: il bersaglio diventa una celata in acciaio, fedelmente riprodotta, fissata su una sagoma di cavaliere in grandezza naturale, a sua volta collocata dentro una garitta in foggia di torre. Ogni freccia o verrettone che entra nella celata assegna cinque punti al campione. A seguire c'è la Tenzone della Celata, la sfida fra i campioni dei borghi sostenuti dai rumorosi e coloratissimi borghigiani.

Un anello come testimone

Il «testimone» è un anello sul quale è avviluppato un drappo con i colori distintivi del borgo: va passato di volta in volta al frazionista successivo e portato al traguardo dall'ultimo concorrente.

La gara ha due fasi. La prima è riservata ai ragazzi, con squadre di due ragazzi o ragazze sotto i 16 anni e un itinerario di circa 600 metri, un solo giro per concorrente; la seconda è degli adulti, con squadre di quattro concorrenti che abbiano già compiuto 16 anni e un itinerario di circa 2.600 metri. Partenza, passaggio del testimone e arrivo sono in Piazza Duomo, e il quarto frazionista chiude la gara per il proprio borgo.

La porcellina all'ultimo classificato

Nel Palio antico anche l'ultimo tornava a casa con un premio. L'ultimo classificato riceveva la proverbiale porcellina, oppure uno sparviero o un gallo. Il primo, invece, aveva un trofeo di valore: nel 1484 il palio del Comune, esposto il giorno di San Donato per essere balestrato, era di panno, ma poteva trattarsi anche di damasco cremisino, damasco giallo o altro, sempre della migliore qualità — perché fosse adeguato al prestigio della città non si badava a spese.

Le corse a cavallo si svolgevano di preferenza su un percorso che andava dal campanile del Duomo fino alla pietra detta della corsa, oltre l'abitato di Gagliano: quel cippo esiste tuttora. E i contendenti venivano da lontano: oltre a una massiccia presenza di udinesi, arrivavano rappresentanti da Treviso, Venezia e Muggia, mentre i cividalesi a loro volta partecipavano ad altri palii friulani e veneti.

Il camerlengo che nel 1361 pagò per pulire le strade

La prima notizia documentata risale al 1361, quando il camerlengo annotava le spese sostenute per «lu palit», il Palio di San Donato — fra cui quelle per pulire le strade dove si sarebbe svolta la gara. Nel 1365 arriva un regolamento: si stabilisce che il cavallo vincitore del palio non possa più concorrervi, e lo stesso vale per il vincitore della corsa pedestre.

Poi la città lo mette per iscritto per sempre: il 20 agosto 1368 la magnifica Città di Cividale decretava che il Palio di San Donato si ripetesse «in perpetuo», decisione riconfermata nel 1408. Non si hanno notizie precise dell'inizio, ma è opinione diffusa che abbia messo radici almeno nel XII secolo, e uno studio della Società Filologica friulana lo fa risalire al 1128. Nei primi anni consisteva in gare a cavallo, «palit da chaval», e a piedi, «palit da pit», cui seguirono il tiro con l'arco e la balestra e infine le armi da fuoco.

Il Palio si ripeté fino al 1797, quando si interruppe per l'occupazione napoleonica. La rievocazione di oggi è stata riproposta a partire dall'anno 2000, ed è ambientata nella seconda metà del XIV secolo, più precisamente nel periodo in cui governò il Patriarca Marquardo von Randeck, dal 1368 al 1382.

Il busto reliquiario e le campane dei borghi

La parte religiosa apre e chiude tutto, e comincia il venerdì sera.

Il 21 agosto ricorre la festa di San Donato, patrono della città. Per l'occasione, nella chiesa è esposto il busto reliquiario del santo, opera di oreficeria del XIV secolo, e la rievocazione si apre con l'ingresso del Palio nel Duomo e la benedizione della città con le reliquie del patrono.

Il sabato pomeriggio è la volta del corteo patriarcale; la domenica mattina gli onori al Palio, che, scortato da tamburi e armigeri e accompagnato da cortei di nobili e popolani, attraversa i borghi aprendo ufficialmente il torneo. Dai campanili dei vari borghi le campane vengono suonate a festa dagli Scampinotadôrs di Rualis. Alla fine arrivano le premiazioni, la consegna del Palio al borgo vincitore e, per il trionfo, i fiori di fuoco e il Te Deum laudamus.

Accanto al palio principale si svolgono tornei satelliti che attirano specialisti della rievocazione da Austria, Slovenia e Croazia, in una città longobarda Patrimonio dell'Umanità UNESCO, fra il Ponte del Diavolo, il Duomo e il Tempietto Longobardo.

Come arrivare alla festa

Farsi avvolgere dalle atmosfere del Palio di San Donato, a Cividale del Friuli, è alla portata di tutti. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Cividale del Friuli a un passo dal centro, 1,2 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Udine-Via Martignacco, e da lì restano 19 chilometri e 24 minuti.

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