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Rievocazione Storica Rinascimentale a Cormòns 2026 - L'Editto del 1518 che esentò la città dalle tasse
Fonte: friulioggi.it, letta il 20/09/2026.
La Rievocazione Storica Rinascimentale anima Cormòns, comune della provincia di Gorizia, in Friuli-Venezia Giulia, nella seconda domenica di settembre. Circa quattrocento figuranti fra nobili, cavalieri, giullari e Lanzichenecchi sfilano in corteo dietro il carro dell'Imperatore fino al campo sportivo, dove si legge in pubblico l'editto e si disputa un torneo cavalleresco in armatura. La festa rievoca l'Editto imperiale del 1518, firmato di suo pugno da Massimiliano I d'Asburgo, custodito in originale nel Municipio di Cormòns, con cui l'imperatore esentò i cormonesi dal pagamento delle tasse per sei anni, «affinché potessero risollevarsi dalle miserie che la guerra aveva portato».
Le lunghe guerre contro Venezia avevano messo a ferro e fuoco la città, riducendola allo stremo. Da lì comincia quello che la rievocazione mette in scena: con Massimiliano I, nel 1518, ebbero inizio ben quattro secoli di storia asburgica per Cormòns e per queste terre.
Un imperatore che disputò 64 tornei
La scelta di costruire la festa attorno a un torneo equestre non è arbitraria, e la ragione è nel personaggio. Massimiliano, nato nel 1459 vicino a Vienna, fu «personaggio di carattere multiforme, amante dell'arte, della musica e della letteratura, ma anche della caccia, dell'arte militare e dei tornei»: disputò ben 64 tornei, guadagnandosi il titolo de "l'Ultimo dei Cavalieri".
Visse a cavallo fra due epoche e lo si vede anche nelle armi: sperimentò il passaggio dalle armi bianche alle prime armi da fuoco, e il suo famoso esercito dei Lanzichenecchi sostituì lance e spade con i primi cannoni e moschetti. Fu, scrivono, il primo sovrano d'Asburgo di statura veramente europea, e «attuò il grande progetto unificatore degli Asburgo, e ciò gli riuscì più con i matrimoni che con le armi». Morì a soli 60 anni alle porte di Innsbruck, città dove esiste ancora il suo mausoleo con gigantesche statue di bronzo.
C'è poi una ragione molto locale del suo affetto per queste terre: era «molto affezionato ai territori di Cormons e del Collio, di cui ammirava l'operosità e la maestria dei vignaioli», e secondo una fonte l'esenzione fu concessa «in virtù degli ottimi vini che rifornivano le mense imperiali». Per riconoscenza la città, capitale vitivinicola del Collio, gli innalzò una statua, fra le pochissime in Italia dedicate a monarchi stranieri.
I gonfaloni, il corteo e i Lanzichenecchi
La giornata comincia presto: fin dal mattino tutto il centro viene imbandierato con enormi gonfaloni rappresentanti gli stemmi delle antiche casate della Contea di Gorizia. Nel pomeriggio parte il corteo, che si snoda a passo di parata lungo le vie del centro fino al campo sportivo.
Nel corteo ci sono la coppia sovrana, con Massimiliano d'Asburgo e la sua consorte, i musici, i saltimbanchi, i trampolieri e i cavalli; e ci sono i Lanzichenecchi, il corpo militare costituito dall'imperatore, con il loro accampamento militare e le salmerie. Gli spadaccini della Scuola di Scherma del Friuli Venezia Giulia si cimentano in duelli e battaglie, mentre gli sbandieratori «rendono omaggio a Massimiliano I» coi lanci coreografici. Una cronaca registra anche il momento più divertente: l'arrivo di due cavalieri sopra un destriero finto, «avente le quattro zampe sostituite da bastoni», che ha fatto ridere il pubblico.
Il torneo cavalleresco è la parte che gli organizzatori considerano il tratto distintivo: si disputa in armatura, con attori professionisti e gruppi internazionali specializzati nell'uso delle armi bianche, che rappresentano il torneo cavalleresco come nell'epoca di Massimiliano I, ed è unico nella regione, «un'originale prerogativa della Rievocazione storica».
Il mercato di fine Quattrocento e le taverne
Accanto al corteo si ricostruisce l'ambiente d'un tempo, con i mercati della fine del Quattrocento e le tipiche taverne. Nel mercato degli antichi mestieri le botteghe lavorano dal vivo: fabbricanti di ceri e candele, cestai, impagliatori di sedie, coltellinai, tessitori. Le bancarelle sono una sessantina, disposte lungo via Matteotti, piazza Libertà, via Udine, l'incrocio con via Sauro e piazza XXIV Maggio — «ad essere toccato dalla festa sarà dunque davvero tutto il centro città» — e il mercatino resta aperto fino a notte fonda, insieme ai giochi storici con armi di legno.
Le taverne si allestiscono ai Giardini della Pace, l'ex Caserma Amadio, e nelle vie del centro, «addobbate per l'occasione a locande rinascimentali», con prodotti e cibi legati al territorio; nell'accampamento del gruppo storico si servono degustazioni di vini speziati e cucina medievale. Le serate sono animate da giocolieri, trampolieri, mangiafuoco, cartomanti e spettacoli di falconeria, e in Palazzo Locatelli si proietta un documentario sulla vita dell'imperatore.
Chi la organizza
La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco Castrum Carmonis, con il sostegno del Comune di Cormòns, della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e del Comitato Regionale FVG dell'UNPLI, e fu ideata più di trent'anni fa dall'allora presidente della Pro Loco, Patrizia Caneparo, oggi scomparsa. Per anni si è tenuta nell'ultimo fine settimana di agosto; è poi tornata alla tradizionale seconda domenica di settembre.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere della Rievocazione Storica Rinascimentale, a Cormòns, è alla portata di tutti. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Cormons è a 1,3 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Gradisca d'Isonzo: da lì bastano 10 minuti di guida (8,9 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Feste vicine, in altri paesi
Qui intorno, nello stesso periodo, si festeggia anche cosi'.
- Luci e Ombre sul Carso della Grande Guerra a Fogliano Redipuglia — luglio
- Una giornata estiva al villaggio longobardo a Romans d'Isonzo — giugno
- Festa della Contea a Gorizia — aprile