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Folklore e Rievocazioni

Palio di Sant'Agapito a Palestrina e la Giostra della Scifa 2027

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 16 al 18 agosto 2025
Dove Centro Storico di Palestrina, Palestrina

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: comune.palestrina.rm.it, letta il 19/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.

Il Palio di Sant'Agapito si tiene ad agosto a Palestrina, nella Città metropolitana di Roma, in onore del patrono festeggiato il 18 agosto. Le quattro porte storiche della città si sfidano in una serie di gare popolari — la Giostra della Scifa, il Gioco della Palla, il Tiro con l'Arco, il Gioco della Fune e le gare del Fuso e della Conca — e il rione vincitore conquista un drappo dipinto con l'immagine di Sant'Agapito. Le Taverne del Palio aprono nei quattro quartieri storici dal 7 al 12 agosto, e dal 16 al 18 si tengono i bandi di sfida, i cortei in costume, le gare fra le porte e le celebrazioni religiose.

Una giostra sotto il tagliere del pane

La prova più attesa del Palio di Palestrina si gioca su un oggetto che non c'entra niente con la cavalleria: viene dalla cucina.

Nella Giostra della Scifa il cavaliere lanciato al galoppo deve infilare con l'asta un anello sospeso sotto una scifa, l'antico recipiente di legno usato per impastare il pane.

È la gara più spettacolare e più attesa, e generalmente è quella che chiude la manifestazione: quattro cavalieri al galoppo a caccia dell'anello sospeso sotto la scifa di legno, prima della proclamazione del rione vincitore.

Il fuso e la conca sono delle donne

Le altre prove vengono tutte dalla vita quotidiana di un tempo, e due sono riservate alle donne dei rioni.

Le gare del Fuso e della Conca sono prove di destrezza affidate tradizionalmente alle donne dei rioni, con la filatura e il trasporto della conca in equilibrio sul capo.

Le altre sono più muscolari: il Gioco della Palla, sfida di squadra, fisica e concitata, lontana parente del calcio storico; il Tiro con l'Arco, prova di precisione disputata in Piazza Regina Margherita; il Gioco della Fune, il tiro alla fune fra i rioni, dove conta la forza collettiva. Tutte affondano le radici nella vita quotidiana della Palestrina di un tempo.

Quattro porte, quattro soprannomi

I rioni si chiamano come le porte della città, ma in paese hanno un altro nome.

Le quattro porte storiche sono Porta San Martino, detta San Rocco; Porta San Giacomo, detta la Piazza; Porta San Cesareo, detta lo Scacciato; Porta San Biagio, detta lo Borgo, ognuna con i propri colori e il proprio seguito di famiglie che si tramandano l'appartenenza di generazione in generazione. Ogni rione schiera i propri atleti, sbandieratori, figuranti e cavalieri.

Il premio è un drappo: il rione vincitore conquista il palio vero e proprio, un drappo dipinto con l'immagine di Sant'Agapito, esposto per un anno intero come trofeo d'onore.

Le taverne aperte dal 7 al 12 agosto

Prima delle gare c'è una settimana in cui i rioni si presentano alla città a tavola.

Si comincia il 7 agosto con l'apertura delle Taverne del Palio nei quattro quartieri storici, attive fino al 12 agosto: è la fase conviviale. Ogni rione apre la propria taverna con tavolate all'aperto nei vicoli e nelle piazzette dei quartieri, cucina prenestina semplice e genuina, vino dei Castelli e dei Monti Prenestini, musica e intrattenimento.

Fra i prodotti da assaggiare non manca il giglietto, il dolce simbolo di Palestrina, celebrato in città anche da un festival dedicato a fine luglio.

I bandi di sfida in piazza

Le ostilità fra le porte si aprono con una lettura pubblica.

La lettura dei bandi di sfida in Piazza Regina Margherita apre ufficialmente le ostilità fra le porte, e nei giorni del Palio il centro storico si riempie di cortei in abito d'epoca: nobili, popolani, armigeri, dame, musici e cavalieri sfilano lungo le vie che salgono verso il Duomo, con il Corteo Storico di Praeneste e centinaia di figuranti fra le salite del centro medievale.

Il cuore agonistico e devozionale va dal 16 al 18 agosto, con i bandi, i cortei, le gare fra le porte e le celebrazioni religiose; le gare si tengono nel centro storico, con Piazza Regina Margherita come cuore della manifestazione.

Nata nel 1981, attaccata a Praeneste

La rievocazione è recente, ma il filo che tira è lunghissimo.

Nata nel 1981, la rievocazione lega indissolubilmente la devozione per il santo patrono — Sant'Agapito, martire quindicenne festeggiato il 18 agosto — alla memoria dell'antica Praeneste, una delle città più potenti del Lazio preromano, celebre per il Santuario della Fortuna Primigenia.

A essere esaltate sono la tradizione, la storia e la cultura di Palestrina, con il senso di gratitudine verso Dio per i frutti della terra, il lavoro e le varie vicende storiche, rappresentate nelle diverse manifestazioni, nei cortei e nelle taverne. Organizzano il Comune di Palestrina, la Pro Loco e i comitati dei rioni, dentro il cartellone dell'Estate Prenestina, che da giugno a settembre porta in città concerti, sagre, sport e spettacoli.

E il 18 agosto, il patrono

Accanto alla parte laica corre quella religiosa, ed è la ragione per cui tutto questo esiste.

I festeggiamenti in onore del santo patrono hanno luogo ogni anno il 18 agosto, giorno del martirio di Sant'Agapito, e la messa solenne e la processione con le reliquie segnano il giorno della ricorrenza, e ricordano che il Palio nasce prima di tutto come festa patronale.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Palestrina per il Palio di Sant'Agapito chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Zagarolo, a 6,7 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Valmontone, e il tragitto è di 9,7 chilometri per 12 minuti di guida.

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