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Palio del Tributo a Priverno e l'anello appeso alla Camilla 2027
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: lazionascosto.it, letta il 19/09/2026.
Il Palio del Tributo si svolge a Priverno, in provincia di Latina, fra maggio e luglio, e si chiude con la corsa all'anello la prima domenica di luglio. È una rievocazione ambientata negli ultimi decenni del XVI secolo, quando i castelli dei dintorni pagavano un tributo alla città, e si svolge in tre tempi: il corteo storico per le vie di Priverno, l'offerta del vino agli armigeri con la consegna del tributo nella gradinata della piazza del Comune, e infine la corsa all'anello, disputata con cavallo sellato e lancia militare senza ferro. In pista scendono otto cavalieri, due per ciascuna delle quattro Porte cittadine, e cercano di infilzare in corsa l'anello appeso su un supporto in rame chiamato Camilla, in ricordo della Regina dei Volsci.
Il denaro, il vino e una torcia di cera
Il Palio del Tributo di Priverno è una rievocazione ambientata negli ultimi decenni del XVI secolo, quando i castelli dei dintorni dovevano pagare un tributo a Priverno. Era una festa che si svolgeva in occasione della consegna di un tributo in denaro e vino per gli armigeri da parte dei castelli, per i territori su cui erano sorti e che erano di competenza del Comune di Priverno: i paesi limitrofi pagavano un tributo alla città in cambio di protezione e si alleavano celebrando l'unione con giornate di tornei e festa.
Su chi pagasse, le carte sono chiare fino a un certo punto: si sa con certezza che i castelli di Sonnino, Maenza e Prossedi pagavano il tributo annuale, mentre poco si sa nei riguardi di Roccagorga e Roccasecca dei Volsci. Per quei tre comuni esiste una seria documentazione che attesta la consegna del tributo dal XVI secolo fino all'Unità d'Italia, quando decaddero le consuetudini di origine medievale.
Il giorno era sempre lo stesso. La manifestazione risale alla seconda metà del XVI secolo e si è svolta il giorno della Festa di San Pietro, il 29 giugno, fino all'Unità d'Italia; nel corso dei secoli i castelli versarono, più o meno regolarmente, il tributo in moneta il giorno di san Pietro, protettore della città prima di san Tommaso.
Di un obbligo di questo genere resta anche una carta ottocentesca: un documento del 15 luglio 1828 descrive l'assegnazione di parte del territorio di Priverno al comune di Sonnino, con la riserva dell'annuo tributo in denaro e una torcia di cera zaura, da pagarsi il giorno della festa di san Pietro apostolo.
Le origini della festa sono più antiche ancora: la ricostruzione locale le fa risalire alla formazione delle comunità partecipanti, intorno al IX-X secolo, in seguito all'abbandono dell'antico sito della pianura di Mezzagosto, dove sorgeva la Privernum romana.
La parata militare diventata corteo
La consegna avveniva con una certa solennità: erano previste una parata militare e una corsa di cavalli da Porta Posterula a Porta Caetana, e al vincitore di queste gare veniva offerto un pezzo di tessuto di colore e formato diverso, secondo le occasioni.
Da lì viene la forma di oggi, che si regge su tre gesti: la rievocazione storica si svolge in tre tempi: corteo storico per le vie di Priverno con evidente riferimento all'antica parata militare; offerta del vino agli armigeri e consegna del tributo nella gradinata della piazza del Comune; e infine la corsa all'anello con cavallo sellato e lancia militare senza ferro.
Il corteo storico rinascimentale con fiaccolata in notturna si sviluppa negli antichi vicoli e piazzette illuminati dalle torce, e dentro ci sono gli sbandieratori Le Aquile della Camilla e quelli di Carpineto Romano, le danze rinascimentali del gruppo Carola Privernensis, gli artisti del fuoco. La serata porta anche la benedizione dei cavalieri, dei figuranti, degli artisti e degli spettatori, l'esecuzione dell'Inno del Palio e l'assegnazione dell'ordine di partenza dei cavalieri per la corsa.
Il Corteo Storico porta la narrazione storica del Palio, la cerimonia dell'offerta del vino e la consegna del Tributo, e a conclusione la fatidica Corsa all'Anello.
In quei giorni la città cambia popolazione: la rievocazione storica entra nel quotidiano, e non è strano vedere per le vie del centro cavalieri, dame, armigeri, ufficiali, governatori e altri personaggi riuniti per la celebre corsa all'anello; Priverno si popola di nobili, cavalieri, centurioni, ufficiali e armigeri delle antiche casate privernate.
Otto cavalieri per quattro Porte
A darsi battaglia sono le antiche contrade privernate, cioè le quattro «Porte» della città: Porta Campanina, Porta Posterula, Porta Romana e Porta Paolina, ciascuna rappresentata in pista da due cavalieri — otto in tutto.
Il premio è un drappo, e cambia ogni anno senza cambiare forma: è una rivisitazione dell'antico palio, affidata ogni anno a un artista diverso che, nell'esprimere la propria creatività, deve rispettare la forma e le misure originarie del drappo; viene presentato a maggio e consegnato al cavaliere vincente nella corsa all'anello, e al termine il cavaliere vincitore consegna il drappo alla propria Porta.
La corsa si disputa su un tracciato ricoperto di sabbia rossa, e l'anello è quello sostenuto dalla storica «Camilla» — lo stesso nome che porta uno dei gruppi di sbandieratori, Le Aquile della Camilla.
Un mese e mezzo di feste
Nel periodo del Palio la città di Priverno, per trentotto giorni, viene avvolta in una scenografica rievocazione storica. Si comincia a maggio, con la presentazione del drappo, dipinto ogni anno da un artista diverso, e in mezzo ci sono le feste propiziatorie delle Porte.
Le Feste delle Antiche quattro Porte di Priverno — Paolina, Posterula, Romana e Campanina — animano la città con musica popolare, drappi colorati e bandiere, cortei storici rionali, e degustazione di prodotti enogastronomici tipici del territorio. Ci sono anche la presentazione della pubblicazione storico-culturale dedicata al Palio e le mostre fotografiche e artistiche.
Tutto si chiude la prima domenica di luglio, con il palio, e con la festa finale per il cavaliere vincitore.
Lo scenario non è solo il centro medievale: il Palio è ambientato nel centro storico di Priverno, a cui si affiancano il complesso dell'abbazia di Fossanova e l'area archeologica dell'antica Privernum.
Chi l'ha riportata in vita
La rievocazione è stata ideata dal compianto storico locale Edmondo Angelini, che l'ha descritta come la festa della consegna di un tributo in denaro e vino.
L'associazione che la organizza è del 1993: l'omonima associazione storica fu fondata quell'anno dai compianti Edmondo Angelini, Vittorio Sulpizi e Vincenzo Lattao, in collaborazione con il Comune di Priverno. Il Palio del Tributo, istituito nel 1993, è la rievocazione storica di avvenimenti documentati dal XVI al XIX secolo, e si svolge con il patrocinio della Regione Lazio, della Federazione Manifestazioni Storiche del Lazio e della Federazione Italiana Giochi Storici.
L'intento dichiarato è più largo di una gara: il progetto «Palio del Tributo» vuole essere la rievocazione del giorno commemorativo di san Pietro con i suoi vari risvolti sociopolitici, religiosi, militari e sportivi di fine XVI secolo, quando Priverno conobbe un particolare risveglio culturale e sociale.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Priverno per il Palio del Tributo chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Priverno-Fossanova, a 7,7 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Priverno Ovest, e il tragitto è di 4,7 chilometri per 6 minuti di guida.
Che altro succede in provincia di Latina
Altre feste di maggio nella stessa zona.
- Palio della Madonna del Soccorso a Cori — giugno
- Palio dell'Anello a Cisterna di Latina — agosto
- Carosello Storico dei Rioni a Cori — giugno