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Palio di Sant'Anselmo a Bomarzo e la distribuzione del biscotto 2027
Il Palio di Sant'Anselmo si corre a Bomarzo, in provincia di Viterbo, ogni anno il 25 aprile, giorno del patrono. Cinque rioni — Dentro, Borgo, Poggio, Croci e Madonna del Piano — si contendono un drappo dipinto ogni anno da un artista diverso, mentre la Sagra del Biscotto si apre nella tarda serata del 23 aprile. Il dolce che si distribuisce a fette per le strade non è una ciambella qualunque, è una ciambella bagnata: è una sorta di ciambella dolce che viene preparata con un impasto lievitato naturalmente e bagnato da un intingolo — la «zozza» — di liquori, olio, vino, zucchero, limone e anice.
Il pane per chi andava a Roma
Quel dolce ricorda un gesto di carità. Il «biscotto» ricorda il pane che il vescovo amava offrire ai poveri e ai pellegrini diretti a Roma sulla via Francigena, e il vescovo è quello a cui la festa è intitolata: Anselmo, vescovo-signore di Bomarzo vissuto secondo la tradizione nel VI secolo.
Sulle origini prime il paese racconta più di quanto le carte possano provare: si narra, addirittura, che le prime testimonianze risalgano al V secolo dopo Cristo, quando l'allora vescovo della città fece produrre un pane dolce — il Pane di Sant'Anselmo — da distribuire a poveri e pellegrini che, sulla Via Francigena, transitavano a Bomarzo diretti verso la città santa di Roma.
La ricetta, da allora, non ha cambiato mani: questa tradizione si è mantenuta, usando la stessa ricetta tramandata gelosamente di madre in figlia, ed è custodita dalle donne del posto che si occupano della «facitura» e della realizzazione del Biscotto che sarà poi offerto in degustazione. Ogni anno a Bomarzo ne vengono prodotte grosse quantità, e il dolce è riconosciuto dal marchio di qualità italiano PAT, Prodotti agroalimentari tradizionali.
Il 23, il 24, il 25
La festa si distende su più giorni, e ogni giorno ha il suo gesto. Si comincia la sera del 23 aprile, e si comincia in chiesa: la Sagra del biscotto si apre ogni anno nella tarda serata del 23 aprile, dopo la presentazione del Palio e il giuramento dei Priori dei cinque Rioni in cui è divisa Bomarzo.
Il 24 il drappo resta esposto in chiesa. In paese si apre la Fiera del Palio, il biscotto va in degustazione, e la sera c'è una solenne fiaccolata nel centro storico con la partecipazione dei cinque rioni.
La mattina del 25 si decide chi corre su quale cavallo, per estrazione: al Fossatello si tengono la tratta e la scelta dei cavalli, in località Gelsetti il sorteggio e l'abbinamento ai Rioni, in piazza Duomo la benedizione dei cavalli e dei fantini.
Accanto alla corsa corre la parte religiosa, che è la ragione di tutto: le manifestazioni religiose consistono nella veglia dell'urna del Santo e nella processione con un reliquiario del XVIII secolo che custodisce un frammento delle sue ossa.
Il corteo che esce dal Castello Orsini
Il pomeriggio del 25 aprile si apre con una sfilata in costume cinquecentesco, accompagnata dalla locale banda musicale, che esce dal Castello Orsini. La sfilata rievoca i personaggi del romanzo «Bomarzo» dello scrittore Manuel Mujica Lainez, e mette in scena la corte di Vicino Orsini e Giulia Farnese nel giorno delle loro nozze.
Lungo il percorso il corteo si ingrossa, e si capisce chi è chi: lungo il percorso la sfilata si arricchisce di nuovi figuranti, ragazzi e ragazze in costume del luogo che portano il famoso «Biscotto di S. Anselmo», che a fette viene distribuito ai presenti, gli sbandieratori, i Priori dei Rioni con i loro stendardi, i fantini a cavallo, il Capitano del Popolo e i figuranti del corteo delle città provenienti da zone limitrofe.
In fondo arriva la cosa che tutti aspettano: il trionfale carroccio trainato da una coppia di candidi buoi, che porta il nuovo «Palio», preludio di quella sospirata contesa che di lì a poco si celebrerà.
Quanta gente ci sia dentro lo dice un dato d'archivio: il corteo, che nel 2004 ha raggiunto le 250 persone, percorre le vie del paese addobbate a festa fino a giungere alla pista del Fossatello.
Il canapo, il mossiere, cinque giri
Chi conosce Siena, a Bomarzo si ritrova in casa: l'antico palio di Sant'Anselmo ha forti affinità con quello di Siena: anche a Bomarzo, proprio come nella città toscana, la partenza della corsa avviene quando i cavalli si trovano tutti dietro a una corda tesa, detta canapo.
E come a Siena, la partenza non la dà un cronometro ma un uomo: a dirigere la gara c'è un «mossiere», che non solo orchestra le fasi di allineamento ma decide quando la corda tesa dovrà cadere per dare il via ai cavalli: la cosiddetta mossa. L'altra analogia è il terreno: la pista circolare in terra battuta dove i cavalli e i loro fantini si sfidano all'ultimo zoccolo.
La corsa è fra cinque, e si corre senza sella: è una corsa di cavalli con fantino a pelo tra i cinque rioni di Bomarzo, che sono Dentro — la più antica —, Borgo, Poggio, Croci e Madonna del Piano. Prima della gara viene estratto l'ordine di partenza, e vince chi per primo termina cinque giri dell'anello del circuito.
Non è un rito inventato di recente. La corsa del Palio è stata ripristinata da poco, ma da antiche fonti sappiamo che si correva già nel 1600, quando si tenevano due palii, il 24 e il 25 aprile, in onore del santo patrono Sant'Anselmo. Nella forma di oggi, il Palio di Bomarzo, istituito nel 1985, è un evento che si svolge ogni anno il 25 aprile, preceduto dal Corteo Storico, che risale al 1978; la sagra invece è stata ideata nel 1973, dalla Pro Loco.
Il drappo finisce nella chiesa del rione
Il premio è doppio, e la parte che conta non è quella in denaro: la disputa prevede, per il vincitore, un premio in denaro e per il rione l'assegnazione dello stendardo detto appunto «Palio», dipinto ogni anno da un valente artista e poi gelosamente custodito nella Chiesa del rione.
Quello che succede subito dopo vale un anno di attesa: la preparazione del Palio, durata circa un intero anno, si consuma brevemente: le trombe squillano, i figuranti del rione vincitore abbandonano i loro posti, il pubblico va in delirio, il fantino vincitore viene portato in trionfo, il cavallo è accarezzato, baciato, quasi idolatrato, si ride, si piange. E con la gioia iniziano gli allegri sfottò ai rioni perdenti.
Poi il paese torna dov'era partito. Le campane suonano e si rientra festanti in chiesa — dove il palio la sera del 23 era stato presentato e il 24 era stato posto in mostra — e lì si ringrazia il Santo. La giornata si chiude a tavola: segue una cena nella piazza del rione vincitore, a cui sono invitati tutti gli abitanti del borgo.
Come arrivare alla festa
Il Palio di Sant'Anselmo a Bomarzo si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Attigliano-Bomarzo, a 7,0 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Soriano - Bomarzo, e il tragitto è di 3,3 chilometri per 5 minuti di guida.
Altre feste in zona
Nei paesi della provincia di Viterbo, altre tradizioni.
- Palio dei Borgia a Nepi — giugno
- Palio della Tonna a Civita di Bagnoregio — giugno
- Sagra delle Castagne a Soriano nel Cimino — ottobre