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Folklore e Rievocazioni

Palio Storico di Albenga 2027 e la sfida dei quattro quartieri

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
La terza settimana di Luglio
Dove Piazza del Popolo, Albenga

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: scoprialbenga.it, letta il 19/09/2026.

Il Palio Storico di Albenga si tiene in luglio ad Albenga, in provincia di Savona, e per quattro giorni trasforma il centro storico in una grande città medievale a cielo aperto. I quattro quartieri cittadini — San Giovanni, San Siro, Santa Maria e Sant'Eulalia — si sfidano fra cortei storici, spettacoli, antichi mestieri e giochi come il tiro alla fune, il tiro con l'arco e la sassaiola. La rievocazione viene ambientata nel 1227, anno in cui l'imperatore Federico II si trova a Cremona e invia ad Albenga il Legato Imperiale Ottone I, Duca di Baviera, in segno di vicinanza tra l'Impero e la Città, come protezione e tutela contro Genova, che in quel tempo si stava espandendo verso il Ponente.

Quattro quartieri, quattro chiese

La sfida è fra le quattro parti in cui il centro è diviso da sempre: il Palio Storico di Albenga nasce come una sfida tra i quattro quartieri in cui era ed è diviso il centro storico albenganese. Sono Sant'Eulalia, San Giovanni, Santa Maria e San Siro, e ognuno prende il nome da una chiesa — che in due casi non esiste più.

San Giovanni, o Torlata, a nord-ovest, prende il nome dal Battistero o chiesa di San Giovanni. San Siro comprende la parte sud-occidentale della città e prende il nome da una chiesetta oggi scomparsa, dedicata al vescovo genovese Siro. Sant'Eulalia comprende la parte sud-orientale del centro antico e prende il nome da una chiesetta oggi scomparsa, ricordata dalla via Sant'Eulalia.

L'ultimo ha una sorgente sotto l'altare: Santa Maria comprende la parte nord-orientale della città e prende il nome dall'antica chiesa medievale, ricostruita nel Seicento, di Santa Maria in Fontibus, dalla sorgente che si trova sotto l'altar maggiore.

Il tiro alla fune, la sassaiola, la famiglia che va in guerra

Le gare hanno nomi che dicono già che cosa succede: le sfide tra i quartieri sono il tiro alla fune, il tiro con l'arco, «La famiglia medievale va in guerra», «abbatti le torri», e fra i giochi tra i quartieri compare anche la sassaiola.

Poi ce n'è una che non si vince con la forza: tra le sfide c'è anche la Pulcherrima Puella, cioè la più bella delle ragazze dei Quartieri, che viene votata da una giuria selezionata, in base alla bellezza e in base all'accuratezza storica del vestito.

Il tiro con l'arco ha avuto una promozione: non è soltanto una delle competizioni del Palio, ma è il primo momento agonistico ufficiale dell'intera manifestazione, e inaugura di fatto la sfida fra i quattro quartieri, con le prove ufficiali degli arcieri dei Quartieri e la prima assegnazione di punti validi per la classifica generale. Attorno al campo si spiega anche il perché di quell'arma: visitatori e appassionati possono assistere alle gare, conoscere le tecniche dell'arcieria e approfondire il ruolo che il tiro con l'arco ebbe nella società del XIII secolo, sia in ambito militare sia civile.

Una città medievale a cielo aperto

Per qualche giorno il centro cambia mestiere: il centro storico ingauno torna a trasformarsi in una grande città medievale a cielo aperto, con due distinti momenti dedicati rispettivamente alla rievocazione storica e alla competizione tra Quartieri.

La parte di ricostruzione mette in fila cose molto concrete: Nundinae e mercati medievali, antichi mestieri e botteghe storiche, accampamenti, mercanti e pellegrini, musica, spettacoli e animazioni medievali, appuntamenti culturali e momenti divulgativi, investitura ufficiale dei Capitani dei Quartieri, cortei storici e cerimonie pubbliche.

La parte di gara, invece, si apre con una sfilata che ha un ospite d'onore: cortei storici, apertura dell'evento con le grandi sfilate in abiti d'epoca con il passaggio di Innocenzo IV. Il papa non è scelto a caso: la figura di riferimento è quella di Papa Innocenzo IV, Sinibaldo Fieschi, protagonista di uno dei momenti più importanti della storia medievale europea e profondamente legato alla città di Albenga.

Le sere sono di spettacoli: musici, mangiafuoco, giullari, danze, duelli e altri artisti itineranti. E si mangia in due posti diversi, dentro e fuori le mura: ci sono le taverne dentro le mura, con moltissime proposte culinarie per gustare il Medioevo a cura dei commercianti del centro storico, associazioni locali e altre attività aderenti, e il Palio Extramoenia: artigiani, degustazioni, gastronomia e prodotti tipici in Piazza del Popolo. I mercatini a tema stanno in largo Doria e in via Enrico d'Aste.

Ci sono anche le mostre, e una riguarda i vestiti e il ferro: mostra di sartoria del XIII secolo, esposizione di armi e armature del XIII secolo, musica con strumenti storici, didattica sulla vita in una compagnia d'arme. Dietro c'è un lavoro dichiarato: un percorso che porta allo studio e alla ricostruzione completa di una figura militare del XIII secolo partendo dalle fonti storiche, sino ad arrivare alla creazione degli abiti e degli equipaggiamenti utilizzati per rievocare un armigero o un cavaliere.

Ogni quartiere porta anche i suoi giochi: giochi medievali in legno a cura del Quartiere San Giovanni, e lo schiaccianoci dell'Unicorno e il Cavaliere spaccabarattoli, a cura del Quartiere Sant'Eulalia.

Uno stendardo che si vince con la ricerca

Il premio più significativo non va a chi tira più forte: lo Stendardo del Palio, simbolo artistico e culturale della manifestazione, è assegnato al Quartiere vincitore della competizione dedicata alla Storicità, valorizzando così il lavoro di ricerca, ricostruzione filologica, realizzazione degli abiti storici, degli allestimenti e dei percorsi tematici sviluppati dai Quartieri.

A farlo funzionare è tanta gente che non viene pagata: il Palio Storico coinvolge centinaia di volontari, figuranti, artigiani, artisti e associazioni provenienti da tutta la Liguria e dal nord Italia, con particolare attenzione dedicata alle attività didattiche, ai percorsi per le scuole, alla valorizzazione del patrimonio storico cittadino.

Come arrivare alla festa

Raggiungere il Palio Storico ad Albenga è facilissimo. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Albenga è a un chilometro dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è il casello di Albenga: da lì bastano 6 minuti di guida (4,2 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

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