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Folklore e Rievocazioni

Sbarco del Dragut a Rapallo 2027 - Maggiocco libera Giulia alla Porta delle Saline

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Si tiene
Secondo fine settimana di luglio — quest'anno dal 10 al 11 luglio 2027
Dove Rapallo (GE), Liguria, Rapallo

Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 19/09/2026.

La rievocazione dello Sbarco del Dragut si tiene a Rapallo, in provincia di Genova, nel mese di luglio, in una data il più vicino possibile a quella reale: il 4 luglio 1549, quando quattro galee e diciassette galeotte al comando del pirata turco Dragut assalirono la città. Durante gli sbarchi ci sono scontri in armi con fucileria e artiglieria, e al termine si rievoca l'atto eroico di Bartolomeo Maggiocco, che nei pressi della Porta delle Saline liberò dai turchi la ragazza amata, Giulia Giudice. La rievocazione è dell'Associazione Pro Loco Capitaneato e dell'Associazione Culturale La Cipressa, con le associazioni cittadine che hanno deciso di aderire.

Il finale che la città rimette in scena ogni anno

Di una giornata che a Rapallo si ricorda come una sciagura, la rievocazione sceglie l'unico momento in cui qualcuno vince.

L'unico episodio positivo che emerse da questa triste giornata fu l'intervento del giovane rapallino Bartolomeo Maggiocco che riuscì nei pressi della Porta delle Saline a liberare la ragazza amata, Giulia Giudice, che già era stata catturata dai turchi.

Nella messa in scena di oggi quel gesto ha un dettaglio che lega il 1549 al presente: al termine c'è un grande scontro e la rievocazione dell'atto eroico di Bartolomeo Maggiocco, che salva l'ultima discendente di Giulia Giudice.

Al giovane la città ha dedicato una strada: a Bartolomeo Maggiocco venne intitolata la via che, guardando le colline, corre alla destra del torrente San Francesco.

Chi la organizza, e dove si spara

La rievocazione non è una sfilata silenziosa: si combatte con le armi da fuoco di scena.

L'Associazione Pro Loco Capitaneato e l'Associazione Culturale La Cipressa, con l'aiuto di tutte le Associazioni cittadine che hanno deciso di aderire all'iniziativa, intendono riportare alla memoria questo evento, ricostruendolo e rievocandolo in una data che sia il più vicino possibile a quella reale, nel mese di luglio.

Il programma prevede la battaglia: durante gli sbarchi ci sono scontri in armi con fucileria e artiglieria, e il luogo indicato è la Porta delle Saline. La città, dopo aver festeggiato la patrona, si appresta a rievocare lo sbarco del sanguinoso pirata con una spettacolare esibizione in costumi d'epoca.

Quattro galee e diciassette galeotte

Il fatto rievocato ha una data precisa.

All'alba di questo giorno, quattro galee e diciassette galeotte al comando del pirata turco Dragut assalirono la città — il 4 luglio del 1549.

Gli uomini presero terra in tre posti diversi: lo sbarco avvenne in tre punti diversi identificabili con la zona delle Nagge, il centro del Lungomare e la zona della Porta delle Saline.

La città non aveva difese: l'invasione fu resa estremamente semplice dall'assenza di fortificazioni di difesa e guarnigioni, e fu così improvvisa che i cittadini non riuscirono a organizzare una qualsivoglia forma di resistenza; l'unica possibilità fu la fuga verso le colline. Le truppe genovesi e quelle locali, di numero esiguo, colte di sorpresa, nulla poterono contro i pirati arrivati dal mare.

Quanti furono portati via

Furono rapite dai turchi circa cento persone, e numerose furono le uccisioni. I rapiti furono poi sbarcati ad Algeri e fatti schiavi dai pirati saraceni: per loro cominciarono indicibili sofferenze, e per i parenti il tormento di tentarne il riscatto a prezzo di enormi sacrifici. Ingenti furono anche i danni materiali subiti dal borgo per la devastazione delle botteghe, dei laboratori artigianali e delle case.

Il podestà di Rapallo Pietro Calvo Semestraro sfuggì due volte ai turchi e si salvò per miracolo mentre, tra i tanti, perse la vita anche il prevosto della Chiesa di Santo Stefano Domenico della Torre.

Il pirata si chiamava Torghud

Dietro il nome che a Rapallo fa ancora impressione c'è un uomo con una biografia documentata.

Il nome, che nei documenti dell'epoca è storpiato in Droguth, Draguto, Dragute, Dorghutto e in tante altre forme, appartiene a quel Torghud che, catturato nel giugno del 1540 da Giannettino Doria nella baia di Giralata presso Aiaccio, era finito incatenato al banco dei rematori a bordo d'una delle galee genovesi del grande ammiraglio Andrea Doria.

A tirarlo fuori di lì fu un altro corsaro: in questa miserevole condizione avrebbe certamente terminato le sue avventure se Khair-Ad-Din, il più potente corsaro barbaresco, tristemente noto col nome di «Barbarossa», non avesse posto fine, dopo qualche anno, alla sua prigionia provvedendo al pagamento del cospicuo riscatto.

Poi la carriera riprese: nella primavera del 1549, tornato libero, era pronto a iniziare una nuova serie di scorrerie, e la sua ascesa lo portò prima a essere il più temuto pirata tra gli «infedeli» e poi al governo della città di Tripoli. La fine arrivò sedici anni dopo l'assalto a Rapallo: una palla di cannone lo uccise il 25 giugno 1565 sotto le mura di Malta da lui assediata.

L'assalto raccontato dai pirati

Il giorno non fu scelto a caso.

«Capimmo che la scelta di assalirli all'alba successiva alla Festa del paese era una delle tante intuizioni del nostro Reis che, con noi, si era imbarcato sulla prima lancia che avrebbe toccato terra».

Lo scopo non era la distruzione: la flotta assaltò Rapallo nel tentativo di catturare quanti più abitanti possibile per rivenderli come schiavi o rilasciarli su pagamento di un pesante riscatto. Brandendo le armi, i pirati si gettarono assetati di preda sulle abitazioni, dilagando in ogni direzione.

Il castello costruito l'anno dopo

Il monumento simbolo di Rapallo esiste per via di quella mattina.

L'Antico Castello sul mare di Rapallo, simbolo della città, fu iniziato nel 1550, un anno dopo lo sbarco del pirata turco Dragut che con i suoi uomini devastò la cittadina uccidendo e rapendo donne e bambini, e la costruzione ebbe scopi difensivi dopo il saccheggio e la distruzione dell'abitato.

Anche i borghi vicini chiesero protezione: il tragico e improvviso sbarco spinse gli impauriti abitanti di San Michele a chiedere che il borgo fosse messo in maggiore sicurezza.

Quanto pesi quel giorno nella memoria della città lo dice un confronto: l'episodio, tanto inaspettato quanto sanguinoso, entrò nella storia di Rapallo secondo nel ricordo solo all'apparizione della Madonna di Montallegro, il 2 luglio 1557.

Il castello che va a fuoco il 3 luglio

C'è un'altra sera d'estate in cui il castello è protagonista, e in quella lo si incendia per finta.

La sera del 3 luglio, serata conclusiva delle celebrazioni religiose, il castello viene dato simbolicamente «alle fiamme» con un collaudato programma pirotecnico e di fumogeni, al passaggio dell'arca argentea della Madonna di Montallegro nei pressi del maniero sul lungomare rapallese.

L'ordine dello spettacolo è fisso: prima vengono innescati i celebri mortaretti o mascoli liguri che detonano lungo il breve percorso che separa il castello dalla terraferma; poi, terminato il fragoroso scoppiettare, il castello si colora con l'ausilio di fumogeni di un rosso intenso, fino alla conclusiva «cascata bianca» dalla torretta e lungo il perimetro della fortezza.

Lo spettacolo ha un nome suo, «la sparata dei ragazzi».

Il quadro nel salone del Comune

Dell'assalto esiste un'immagine dipinta, e sta dove si riuniscono i consiglieri.

L'evento storico venne ritratto in una tela dal pittore Giovanni Grifo e si trova nel Salone Consiliare del Comune di Rapallo.

Il soggetto è lo stesso della rievocazione: il quadro raffigura Bartolomeo Maggiocco, il giovane che alla Porta delle Saline strappò ai pirati la sua Giulia e la portò in salvo.

Come arrivare alla festa

Farsi avvolgere dalle atmosfere della festa, a Rapallo, è alla portata di tutti. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Rapallo si trova a 900 metri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, il casello di Rapallo dista 2,1 chilometri, cioè 2 minuti di strada.

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