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Folklore e Rievocazioni

Lo Sbarco dei Saraceni a Laigueglia e la battaglia a palline di gommapiuma 2027

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Si tiene
ultimo venerdì di luglio/primo venerdì di agosto — quest'anno 30 luglio 2027
Dove Piazza del Bastione, Laigueglia

Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 21/09/2026.

Lo Sbarco dei Saraceni si tiene a Laigueglia, in provincia di Savona, a luglio. Quando si fa completamente buio dal largo arrivano gli invasori in costume, il bastione difensivo viene incendiato scenicamente e sulla spiaggia accanto al Molo Centrale i partecipanti — divisi fra «autoctoni» in tuniche bianche e «invasori turchi» in vesti nere e rosse — si scontrano in una battaglia di palline di gommapiuma, sotto uno spettacolo piromusicale. La rievocazione ricostruisce il saccheggio di Laigueglia del 1546 a opera dei saraceni capitanati dal corsaro Dragut.

Il 1546 di Dragut

L'evento è realmente accaduto. Nel 1546 il corsaro Dragut arrivò di notte sulla costa del borgo marinaro, depredando e saccheggiando la cittadina, e non era un caso isolato: a metà del XVI secolo il pirata Dragut — il turco Dorghut — imperversava nelle marine del Ponente Ligure, e non ci fu borgo marinaro che non venisse attaccato. Era un pirata moro temibile, addestrato e disciplinato, tanto intelligente quanto risoluto nella sua opera di depredazione.

Secondo la tradizione i saraceni sbarcarono sulla spiaggia e misero a ferro e fuoco la città, razziando tesori e facendo prigionieri.

Un racconto laiguegliese immagina quella notte dalla riva: «Cerco di immaginare quella notte del 25 luglio del 1546, e quelle famiglie che da questa stessa spiaggia guardavano questo stesso mare»: eccoli tutti lì, a cercare un movimento o un segno di quelle barche che sanno essere là da qualche parte nel buio. Se ne avvicina una sola, lenta, impavida, con un uomo in piedi sulla prua, le braccia incrociate sul petto, la pelle scura. Viene per proporre una resa incondizionata, che ovviamente sarà rifiutata. «Conoscono tutti quell'uomo: gliene parlavano i nonni quando non volevano dormire o disubbidivano, e gli dicevano che sarebbe venuto a prenderli. È Dragut, e questa volta è venuto a prenderli davvero.»

Il seguito di quell'incursione si vede ancora sulla costa. Gli assalti costrinsero la Repubblica di Genova a prepararsi ad altri attacchi costruendo bastioni di difesa, e Laigueglia ne costruì tre: uno con funzioni d'avvistamento sulla collina di Capo Mele, uno sulla costa verso Andora che non esiste più, e la «Torre del Cavallo», di fronte al molo, che aveva funzione anche di prigione.

Quando si fa buio del tutto

La rievocazione comincia con un'attesa. Quando si fa completamente buio, dal largo arrivano gli invasori in costume, e all'orizzonte compaiono le imbarcazioni dei predatori che si dirigono verso la costa: barche e golette fedelmente riprodotte secondo i canoni estetici del tempo, la «Pandora» e l'«Amore Mio», mentre davanti al borgo un grande veliero ancorato fa da set galleggiante. La Pandora è una goletta lunga circa trenta metri, scelta come scenografia per alcuni film, da «Elisa di Rivombrosa» a «Hornblower». La storica torre saracena torna simbolicamente a vivere: il suo incendio viene ricreato scenicamente.

Sulla riva il paese mette in scena la propria resistenza. I partecipanti sono divisi in due schieramenti, gli «autoctoni» in tuniche bianche col simbolo cristiano e gli «invasori turchi» in vesti nere e rosse, e la spiaggia accanto al Molo Centrale diventa il teatro della battaglia finale, interpretata da decine di volontari in costume. Lo scontro si combatte a palline di gommapiuma.

Intorno, la scenografia lavora su tre fronti. I fuochi d'artificio illuminano la Baia del Sole e divampano verso il cielo da due punti diversi, dal mare e dal molo; risuonano le note dei tamburi e delle musiche di guerra che incitano alla battaglia; il bastione e i tetti dei palazzi del centro storico sono avvolti dal fuoco e da un denso fumo rosso. La gente guarda disposta lungo un cordone di centinaia di metri, e le imbarcazioni si avvicinano lentamente, celate dal buio della notte.

Il momento finale si tiene sul Molo Centrale, con i fuochi accompagnati dalla musica, melodie che sembrano seguire il ritmo delle esplosioni in un rincorrersi continuo. Quello che va in scena è una parabola di conquista e riconquista, coercizione e liberazione: il borgo esorcizza la sua paura antica trasformandola in festa collettiva.

Chi fa il saraceno

Allo sbarco possono partecipare tutti, uomini e donne, residenti e turisti, ma più facilmente sono i locali ad avere una barca, e quindi a vestire i panni dei saraceni, mentre i forestieri per lo più fanno i difensori.

Il tutto diventa così un gioco dello scambio dei ruoli. I laiguegliesi, in una notte d'estate, con i loro gozzi e una frenetica battaglia di palline di gommapiuma, cercano di riconquistare ai turisti un pezzettino di spiaggia, fallendo immancabilmente.

È una tradizione irrinunciabile per i laiguegliesi da ormai più di trent'anni.

Molti pirati da cinema e pochi corsari

Dragut apparteneva a un altro mare: era un corsaro ottomano del Cinquecento, con vesti ampie e copricapo orientale; ma alla rievocazione, naturalmente, ci sono molti pirati da cinema e pochi corsari.

Del resto Dragut è una figura ricorrente nelle feste legate alla marineria in Liguria.

La settimana prima dello sbarco

La rievocazione è preceduta da una settimana di attività ed eventi dedicati alla storia e alle tradizioni del borgo. Nei giorni che precedono lo sbarco il centro storico si anima con la «Pesca con la Sciabica», la «Notte dei Saraceni» e la caccia al tesoro «Cerca l'indizio», in un percorso che unisce storia, leggenda e partecipazione.

Le giornate di «Aspettando lo sbarco» portano nelle piazze del centro stand gastronomici e attività per i bambini, e accanto all'evento principale c'è la «Notte bianca del Saraceno» nel centro storico. Nella Settimana dello Sbarco trova posto anche la processione in onore di Santa Maria Maddalena, patrona di Laigueglia, momento di devozione e tradizione.

C'è poi un'anticipazione culturale che mette insieme racconto storico, tradizione popolare, arte figurativa e nuove tecnologie: un filmato che dà vita, in forma spettacolare e moderna, all'antico racconto dello Sbarco, reinterpretando con gli strumenti dell'intelligenza artificiale un episodio che appartiene da secoli alla memoria della comunità laiguegliese. Accanto al filmato Felice Schivo ricostruisce il contesto storico dell'evento, distinguendo ciò che appartiene alla documentazione storica da ciò che, nel tempo, è entrato nella leggenda e nell'immaginario collettivo.

La regia dello Sbarco dei Saraceni è curata da Massimo Spinetti in collaborazione con Gabriele Riolfo, mentre la direzione artistica è della Eccoci Eventi; l'organizzazione è del Comune di Laigueglia insieme all'Associazione Turistica Pro Loco.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Laigueglia per la festa non è complicato. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Laigueglia si trova a 800 metri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, il casello di Andora dista 4,9 chilometri, cioè 9 minuti di strada.

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