Le feste dell'Umbria
Le feste dell'Umbria sono più di 60, e quasi tutte nascono dentro i borghi: le corse e i giochi di Gubbio, i cortei di Orvieto e Perugia, i riti attorno al Trasimeno, le tradizioni di Assisi e Spoleto. Qui le trovi una per una, con la loro storia e il periodo in cui cadono.
Festività Nazionali
Feste Patronali
Festa di San Bernardino a Montefranco - Pane e vino
Palio di San Rufino ad Assisi e la gara di tiro con la balestra
San Costanzo a Perugia - L'occhiolino del santo alle nubili e il torcolo di consolazione
San Felice a Spello - La reliquia portata in spalla e il santo nato da una somiglianza di parole
San Fortunato a Todi - Il Palio dell'Aquila fra i sei rioni e il femore del goto
San Lorenzo a Perugia e l'ordinazione dei diaconi permanenti
San Ponziano a Spoleto e l'usanza di non tagliare il pane con il coltello
Sant'Anna a Sigillo - L'oratorio del Quattrocento sulla Flaminia e la processione con la banda
Sant'Ercolano a Perugia e il bue gettato dalle mura
Folklore e Rievocazioni
Agosto Corcianese a Corciano - Rievocazioni storiche tra Medioevo e Rinascimento
Calendimaggio di Assisi - La Nobilissima e la Magnifica
Canti del Maggio a Gubbio - Gruppi di cantori e canti augurali per la primavera
Corsa all'Anello a Narni - Torneo medievale a cavallo in Piazza dei Priori
Corsa dei Ceri a Gubbio - Nessun sorpasso, e il portone chiuso prima che arrivi San Giorgio
Corteo Storico Corpus Domini a Orvieto - La cappella aggiunta al Duomo per il reliquiario del 1338
Corteo Storico e Gara del carro a Monteleone d'Orvieto - I quattro rioni diventati due casati, dentro e fuori la Porta Nord
Donazione della Santa Spina a Montone e il dono della reliquia
Festa del Rinascimento ad Acquasparta - Rievocazione storica dell'arrivo del principe Federico Cesi
Festa degli Statuti a Fossato di Vico - Rievocazione storica degli Statuti medievali del 1386
Fuga del Bove a Montefalco - Dai mastini del Settecento alla corsa per il Falco d'oro
Giochi de le Porte a Gualdo Tadino - La corsa a pelo dei somari e il rogo della Bastola
Giornate Medioevali a Otricoli - L'editto di Leone X del 1518 e la liberazione dal vassallaggio di Narnia
Giostra dell'Arme a San Gemini - Il torneo finale tra i rioni Rocca e Piazza
Giostra della Quintana (Rivincita) a Foligno - Il bando che a settembre cambia una riga
Li Fauni a Norcia - La ginestra che scoppietta e i fuochi per il volo della Santa Casa
Mercato delle Gaite a Bevagna - Rievocazione medievale con quattro gare filologiche e palio
La Notte delli Luminari a Monteleone d'Orvieto - Un cero di cinque libbre che il Comune deve alla chiesa dal 1407
Ocriculum AD 168 a Otricoli
Offerta del Cero Votivo a Giove e il corteo dei cavalieri
Palio della Balestra a Gubbio e il tiro sul tasso a 36 metri
Palio delle Barche a Passignano sul Trasimeno e la corsa della barca a spalla
Palio della Brocca a Deruta
Palio dei Colombi ad Amelia - Il colombo liberato dalla verretta del balestriere
Palio del Cupolone a Santa Maria degli Angeli e il tiro alla fune a tre
Palio dell'Acuto a Casteltodino e la scritta «Da qui non si passa»
Palio dell'Assunta a Lugnano in Teverina e l'anello d'argento
Palio della Mannaja a Pietralunga e il carro dei condannati da 430 chili
Palio dei Quartieri a Nocera Umbra e la corsa della portantina
Palio delle Quattro Porte a Città di Castello e il tiro da stazione eretta
Palio dei Terzieri a Città della Pieve - La Caccia del Toro a 33 metri e la catapulta di borotalco
Perugia 1416 - L'ingresso notturno di Braccio e le chiavi consegnate sulle scale dei Priori
Presepe Vivente di Arrone - la natività nel castello
Rievocazione della Battaglia del Trasimeno a Tuoro sul Trasimeno con il castrum in legno
Le Rocche Raccontano a Ferentillo - Quattordici quadri viventi dai Naharki alla Grande Guerra
Torneo dei Quartieri a Gubbio - I quattro quartieri alla balestra dopo la Sonata del Campanone
Velimna gli Etruschi del Fiume a Ponte San Giovanni - La lancia col sauroter e la tomba riprodotta in scala
Sagre ed Enogastronomia
Festa del Bosco a Montone - Funambolo tra i campanili
Festa del Fuoco a Grello - Le tregge e le incije
Festa del Maggio a Gualdo Tadino - Il pioppo di trenta metri issato con scale e corde
Festa del Trattore a Montecastrilli - La benedizione dei trattori dietro l'immagine della Madonna
Festa del Tulipano a Castiglione del Lago - Carri allegorici rivestiti da un milione di petali
Festival dei Due Mondi a Spoleto - I due mondi non sono due luoghi, ma l'Europa e l'America
Giostra della Quintana a Foligno - Un otto di 754 metri e anelli che scendono a 5 centimetri
Mercatini di Natale
Tutti i Mercatini di Natale d'Italia »
I mercatini di Natale in Umbria
In Umbria il mercatino di Natale è uno, ed è a Perugia: dura da fine novembre al 6 gennaio e non si vede dalla strada, perché si tiene sotto la città, nei sotterranei della Rocca Paolina. Fuori, lungo corso Bersaglieri, corre la Via dei Presepi con oltre trenta presepi; nella regione altri tre paesi mettono in scena il presepe vivente.
Il mercatino che sta sotto la città
La Rocca Paolina è una fortezza cinquecentesca che fa da porta d'ingresso all'acropoli, e dentro conserva una città medievale nascosta: il mercatino attraversa quel labirinto di vie, fra i sotterranei e le sale del Centro Espositivo Paolina, e per l'occasione apre stanze che di solito restano chiuse. Gli stand sono oltre cinquanta, con espositori selezionati da tutta Italia: vetro, metallo, lana cotta, ceramica e pelle, candele decorate, saponi al latte di pecora, enogastronomia. Nella Sala Cannoniera i bambini fanno presepi, addobbi e giocattoli, e poi scelgono se portarseli a casa o regalarli.
Fuori dalla Rocca: corso Vannucci e le piazze
In superficie il Natale si distribuisce per il centro storico. Le casette di legno si allineano lungo corso Vannucci; piazza IV Novembre tiene le bancarelle dell'artigianato locale e i cantori delle canzoni di Natale; piazza Italia l'albero e gli stand gastronomici; in piazza Matteotti si monta la Christmas Arena, con i concerti gospel, e alla Terrazza dell'ex Mercato Coperto si pattina sul ghiaccio. Il mercatino perugino non è antico: è cominciato negli anni Novanta, quando si volle far vedere l'artigianato del posto e insieme i luoghi storici.
La Via dei Presepi, e due che valgono da soli
L'altra metà del Natale perugino sono i presepi, e hanno una strada tutta loro: a Borgo Sant'Antonio-Porta Pesa, lungo corso Bersaglieri, la Via dei Presepi ne allinea oltre trenta — il Presepe antico, quello delle Regioni d'Italia, il Presepe delle api, il monumentale Città di Perugia — e sulla stessa via apre la Cereria medievale, dove le candele e i presepi si fanno in cera d'api. Due hanno una storia a parte. Uno è un presepe napoletano, dono del Cappellano Militare ai soldati che a Natale non potevano tornare a casa, opera della famiglia Scuotto di Napoli, la stessa del presepe fatto per il re di Spagna. L'altro è il grande presepe di piazza: una sagoma di città in polistirolo colorato di sei metri per uno, con le colline davanti, la Sacra Famiglia in statue alte un metro e un cielo stellato di tela su cui si proiettano le luci.
I tre presepi viventi della regione
Fuori Perugia il presepe si recita. A Bettona, dal 2008, centocinquanta comparse in abiti d'epoca mettono in scena ventidue scene fra i vicoli del Duecento e del Trecento, illuminati soltanto dalle fiammelle delle torce, coi mestieri antichi del tintore, del cordaio e del fabbro. A Lugnano in Teverina il presepe esiste dal 1978 ed è passato da quattro scene a più di venti: Gesù Bambino è interpretato dai nuovi nati del comune, le corazze dei soldati romani sono copie fedeli di reperti archeologici, e dentro il percorso si paga in monete d'epoca. A Monteleone d'Orvieto, dal 1980, il borgo torna la Palestina dell'anno zero con arnesi veri che si possono toccare — telai, banchi da calzolaio, forni a legna.
Il lume che arriva da Greccio
Due dei tre presepi umbri non si accendono da sé: il loro fuoco arriva da Greccio, il luogo del primo presepe di san Francesco, e a Monteleone d'Orvieto il lume viene portato a piedi per trenta chilometri prima che il percorso cominci. È il dettaglio che spiega perché in questa regione i presepi contino quanto i mercatini.
Tortini, panforti e cavallucci
I dolci del Natale umbro si somigliano nell'impasto e cambiano nel nome: i tortini di Natale, piccoli e ripieni di frutta secca, i panforti e i cavallucci, tutti fatti con miele, noci, mandorle, spezie e frutta candita, e tutti buoni da portare via come regalo. Sul salato la cucina mette il cappone ripieno o il tacchino al forno con le patate al rosmarino; fra le bancarelle si beve il vin brulé e si mangiano le castagne arrostite, accanto all'olio e ai formaggi del posto. A Bettona, sul percorso del presepe, si danno gli arvotoli e gli zuccherini.
Domande frequenti
Dove sono i mercatini di Natale in Umbria?
Il mercatino di Natale umbro è quello di Perugia: si tiene nei sotterranei della Rocca Paolina e lungo corso Vannucci, dalla fine di novembre al 6 gennaio.
Che cos'è la Via dei Presepi di Perugia?
È il percorso di corso Bersaglieri, a Borgo Sant'Antonio-Porta Pesa, dove si allineano oltre trenta presepi, dal Presepe antico a quello monumentale della Città di Perugia.
Quali sono i presepi viventi dell'Umbria?
Sono tre: Bettona, con ventidue scene illuminate a torce; Lugnano in Teverina, dove Gesù Bambino è un neonato del paese; Monteleone d'Orvieto, con gli arnesi d'epoca che si possono toccare.
Che dolci si mangiano al mercatino di Perugia?
I tortini di Natale ripieni di frutta secca, i panforti e i cavallucci, con il vin brulé e le castagne arrostite fra le bancarelle.