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Folklore e Rievocazioni

Palio del Torrione di Bubano a Bubano 2027 - Le torri spinte dai cavalieri e l'ingresso di Caterina Sforza

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Si tiene
due giorni nel terzo fine settimana di giugno — quest'anno dal 19 al 20 giugno 2027
Dove Via Lume

Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 19/09/2026.

Il Palio del Torrione si corre nella terza settimana di giugno a Bubano, frazione del comune di Mordano, in provincia di Bologna. I quattro borghi del paese — Rocca della Signora, Campo de Urso, Prati Riari e Runco di Frabi — si sfidano in prove di abilità, e la manifestazione si chiude la domenica con la disputa del Palio e la proclamazione del borgo vincitore. La rievocazione, nata nel 1997, attinge a due episodi della storia locale: la leggenda del drago che infestava il territorio attorno al XIII secolo e la figura di Caterina Sforza, che alla fine del Quattrocento fece fortificare Bubano.

La lancia la impugnava la dama

Dalla nascita sino al 2019, ognuno dei quattro rioni in cui è suddiviso il paese doveva designare una dama e quattro cavalieri per la disputa del Palio. Le dame dei due rioni sorteggiati salivano, munite di una lancia, sul castello — una struttura in legno con due torri — e dovevano trafiggere un drago posto al centro delle due torri.

Il compito degli uomini era un altro: i cavalieri alla base del castello spingevano la torre della propria dama il più vicino possibile al drago, affinché la dama lo potesse trafiggere, ostacolando nel frattempo l'avanzata del rione avversario. La gara si svolgeva in due manche, e in caso di parità si procedeva allo spareggio; i due rioni vincitori della propria manche si sfidavano per la vittoria del Palio.

Con la ripresa nel 2022, dopo il Covid, per motivi di sicurezza e con la volontà di coinvolgere sempre più il paese, il Palio è passato da gara di forza a gara che combina velocità, abilità, destrezza e fortuna.

Un drago e una contessa

La rievocazione attinge a due episodi della storia e della leggenda locale: il mito del drago che secondo la tradizione infestava il territorio attorno al XIII secolo — forse un serpente, o il simbolo di un'epidemia di peste — e la figura di Caterina Sforza, la celebre «signora di Forlì e Imola» che alla fine del Quattrocento fece fortificare Bubano, punto strategico del suo feudo, con la costruzione di una rocca.

Di quella rocca resta poco, e proprio quel poco dà il nome alla festa: del «Castello della Contessa» oggi restano solo alcune porzioni del mastio e un torrioncello dell'antica scuderia. I bubanesi lo chiamano «il Torrione», e da qui ha origine il nome del Palio.

Sfida a colpi di mattarello

Il giovedì i rioni si fronteggiano con la «Sfoglia di Caterina»: una sfida a colpi di mattarello fra dame e cavalieri, con la sfoglia tirata a mano. Il venerdì è di scena il Palio dei bambini, con tre squadre di giovanissimi per ogni rione, provenienti dalla scuola materna, primaria e secondaria del paese, impegnate in gare di abilità e destrezza; le prime serate sono dedicate alla convivialità, con la cena propiziatoria dei borghi e i momenti musicali.

L'ingresso di Caterina Sforza

Il sabato sera il paese aspetta l'arrivo della sua signora.

Il sabato è il giorno dell'ingresso solenne di Caterina Sforza, che la sera entra in paese accompagnata dal corteo storico, fra giocolieri, sbandieratori, musici e spettacoli. Nel pomeriggio il paese ha già preso vita con l'allestimento dell'accampamento rinascimentale, con tende, armi, dimostrazioni di tiro e momenti di vita militare del passato insieme agli Arcieri di San Sebastiano, con la tintoria, il mercato medievale e l'angolo dei giochi di un tempo, e la serata si chiude nel campo sportivo con uno spettacolo fra fuochi, trampoli, effetti pirotecnici, danze aeree e acrobatiche. La domenica si arriva al culmine, con la disputa del Palio e la proclamazione del borgo vincitore.

Quattro borghi con nomi antichi

Il paese si divide in quattro borghi che si contendono il Palio: Rocca della Signora, Campo de Urso, Prati Riari e Runco di Frabi.

Per tutta la durata della festa il centro di Bubano si trasforma in un borgo medievale, con antichi mestieri, mercatini artigianali e diversi punti ristoro che propongono i piatti della tradizione romagnola, con menù pensati anche per vegetariani e per chi ha intolleranze alimentari.

Da un'idea del 1995

La festa ha un ideatore, due anni di preparazione e una data di partenza.

«Tutto è cominciato nel 1995 da un'idea di Carlo Brunori della compagnia teatrale La Quasi Stabile», raccontano gli organizzatori: due anni di progettazione e la partenza datata 1997, attingendo alla leggenda del drago di Bubano e dal dominio sul territorio dei Riario Sforza con Caterina.

Si tiene nella terza settimana di giugno, a Bubano, frazione del comune di Mordano in provincia di Bologna, e rappresenta oggi uno degli eventi identitari più sentiti del territorio imolese e dell'intera provincia, con lo scopo dichiarato di rivitalizzare il senso di appartenenza ai quattro rioni della frazione. L'organizzazione è della Pro Loco di Mordano, e per i costumi è stato fatto un importante lavoro di ricerca e realizzazione sartoriale, per ricreare fra gli altri l'abito del castellano.

Come arrivare alla festa

Il Palio del Torrione a Bubano si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Massa Lombarda, a 6,6 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Imola, e il tragitto è di 6,7 chilometri per 7 minuti di guida.

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