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Torneo della Bigorda d'Oro a Faenza 2027 - Il Palio dei giovani corso di sera
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 19/09/2026.
Il Torneo della Bigorda d'Oro si corre a Faenza, in provincia di Ravenna, il secondo sabato di giugno, dopo il tramonto, allo stadio comunale Bruno Neri. È il Palio dei giovani: i cavalieri dei cinque Rioni cittadini che non hanno mai gareggiato per il Niballo si sfidano con la lancia secondo le stesse regole del Palio del Niballo, che si corre la quarta domenica dello stesso mese. Il torneo è nato nel 1997 e al rione vincitore va la Bigorda, una lancia in ceramica con il puntale d'oro.
Una giostra riservata a chi non ha mai corso il Palio
A questo torneo possono partecipare solo giovani cavalieri che non abbiano mai gareggiato per il Niballo, e la Bigorda «sempre di più negli anni passati è andata affermandosi come una prima occasione di sfida per i cinque Rioni cittadini, in attesa della Giostra tradizionale di fine giugno».
Una regola prevede però che i fantini già vincitori di un'edizione del Palio non possano partecipare alla Bigorda, favorendo così l'emergere di nuovi e freschi talenti, ai quali però è preclusa l'opportunità di gareggiare anche al Palio nello stesso anno.
Perché esiste: è la palestra dei fantini
Al loro interno le scuderie rionali formano quotidianamente giovani fantini che, allenandosi giorno dopo giorno, si preparano a disputare il Niballo. Per verificare e saggiare la loro bravura è nato il torneo della Bigorda d'Oro, che a differenza del Niballo viene disputato in orario serale nella seconda settimana di giugno.
La Bigorda «è la prima vera sfida tra i Rioni, che tiene alta e polarizza l'attenzione su quella che poi sarà la resa dei conti della quarta domenica di giugno».
Dal 1997, e sempre due settimane prima
Il Torneo della Bigorda d'Oro nasce nel 1997 come Palio dei giovani, disputato tra i cinque Rioni di Faenza secondo le stesse regole previste dalla giostra del Niballo.
Due settimane prima del Palio del Niballo, dal 1997 ha luogo un'altra competizione chiamata Bigorda d'Oro, e il mese di giugno faentino «si struttura in tre eventi specifici: 1) il Torneo della Bigorda d'Oro (il secondo sabato di giugno); 2) il Torneo degli Alfieri Bandieranti e Musici (il terzo sabato di giugno e la terza domenica di giugno); 3) il Palio del Niballo (la quarta domenica)».
I rioni che si sfidano sono cinque: «Rione Giallo, Rione Nero, Rione Rosso, Rione Verde e Borgo Durbecco», quest'ultimo «istituito come "Rione Bianco" nel 1959 per poter coinvolgere nella gara anche questa zona della città».
Due faretti sul bersaglio
Come sempre, in occasione della Bigorda, viene potenziata l'illuminazione dello stadio: due faretti sono puntati sul bersaglio del Niballo.
Lo Stadio Bruno Neri ospita il Torneo della Bigorda d'Oro, uno degli appuntamenti più attesi del calendario del Niballo Palio di Faenza, con «i giovani cavalieri dei cinque Rioni cittadini, impegnati in una spettacolare gara disputata secondo le stesse regole del celebre Palio del Niballo».
Il bando, la lancia, la bollatura del cavallo
Subito dopo la lettura del «bando» da parte dell'araldo municipale davanti alla tribuna centrale, ha inizio la disputa della contesa, con l'entrata in campo dei cinque cavalieri, per il ritiro della lancia e la «bollatura» del cavallo, che da quel momento non può più essere sostituito.
Prima, davanti ai cinque raggruppamenti rionali riuniti in Piazza del Popolo, ciascun fantino che corre la Bigorda giura fedeltà al suo rione; subito dopo il giuramento i rioni escono dalla piazza e si dirigono in corteo allo stadio, «attraversando Corso Giuseppe Mazzini per poi svoltare in via Medaglie d'Oro, sede dello stadio Bruno Neri». Dentro ogni rione, prima della gara, si mangia: ciascuna sfida, la Bigorda e il Niballo, è sempre preceduta da una Cena Propiziatoria di buon auspicio per l'esito delle gare all'interno di ogni rione.
Venti corse in cinque batterie
La gara dura circa un'ora e mezza e prevede che ciascun fantino sfidi gli altri quattro per poi, a sua volta, rispondere alle sfide degli avversari: «si ha così un insieme di venti corse, ripartite in cinque batterie», e l'ordine delle sfide è fatto in base al posizionamento dei rioni stabilito nel Palio dell'anno precedente.
La pista è costituita da due percorsi che, partendo dai box dove vengono fatti introdurre i cavalli, arrivano alla macchina del Niballo, posta perpendicolarmente al box. Il cavaliere che colpisce prima il braccio del Niballo alzato nella sua direzione di corsa e che contiene lo scudo da colpire vince lo scudo della sfida: il Maestro di Campo prende uno scudo del colore del rione battuto e lo consegna al rione vincitore, che lo issa in alto sul retro del proprio palco.
Prima dell'uscita dei rioni dallo stadio, l'araldo e il Maestro di Campo procedono con le premiazioni alla miglior dama e al miglior costume.
Trecento figuranti, dame giovani
Poi c'è la sfilata per il centro cittadino, con un numero di figuranti ridotto rispetto al Palio, circa 300, tra cui molti giovanissimi.
Le dame sono «molto ammirate, come sempre… nell'occasione tutte scelte fra le giovani frequentanti i rioni», e a fine serata viene premiato il miglior gruppo giovani presente in un corteo storico.
Una lancia di ceramica col puntale d'oro
Il nome Bigorda deriva dal provenzale – la lingua parlata dai trovatori medievali – e più precisamente dall'antico termine «beort», che significa armeggiare in torneo, e lo stesso termine «si riferisce alla lancia di tipo leggero usata nelle moderne giostre cavalleresche». Il termine «ha nella sua radice anche la derivazione del termine latino vigor, che indica forza e robustezza fisica, necessarie per il combattimento e per le competizioni».
Il premio per la vittoria del Palio dei giovani è una lancia in ceramica, con puntale d'oro, «una lancia artigianale interamente realizzata in ceramica faentina, adornata da un puntale d'oro».
Al rione vincitore viene consegnata la «Bigorda», la lancia in ceramica con il puntale d'oro realizzata dal ceramista Romano Cortesi; al cavaliere va il premio a «testa di Cavallo», trofeo in ceramica dono della Pro Loco, e la gioielleria Baravelli offre un cronografo pregiato al cavaliere rionale che ottiene il miglior tempo.
Come arrivare alla festa
Raggiungere il Torneo della Bigorda d'Oro a Faenza è facilissimo. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Faenza è a 1,4 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Cotignola: da lì bastano 15 minuti di guida (15 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Che altro succede in provincia di Ravenna
Nella stessa zona, altre feste con una loro storia.
- Niballo Palio di Faenza — giugno
- Fiera di San Rocco a Faenza — novembre
- Feste Medioevali a Brisighella — giugno