Home » Folklore e Rievocazioni
Tempus est Jocundum a Gemona del Friuli 2027 - L'incendio del campanile e il Palio del Niederlech
Fonte: tempusestjocundum.it, letta il 19/09/2026.
Tempus est Jocundum si tiene a Gemona del Friuli, in provincia di Udine, il primo fine settimana di agosto, per quattro serate. Ogni sera i fuochi pirotecnici a caduta dalla torre del campanile del Duomo, l'incendio del campanile, danno il via ufficiale alla manifestazione, dopo che l'araldo ha letto l'editto sul sagrato; le borgate della città si sfidano nel Palio del Niederlech, che prende nome dal dazio preteso ai mercanti di passaggio, e dentro il perimetro della festa si paga con il Tallero di Gemona. La rievocazione è nata nel 1993 ed è organizzata dalla Pro Loco Pro Glemona insieme al Comitato Storico.
Il campanile che brucia ogni sera
Ogni sera, il momento più atteso: l'incendio del campanile del Duomo di Gemona. Uno spettacolo di fuoco unico nel suo genere che rappresenta il simbolo di Tempus Est Jocundum.
Sono i meravigliosi fuochi pirotecnici a caduta dalla torre del campanile del Duomo che ogni sera danno il via ufficiale alla manifestazione, «con fuochi, fiamme e musica».
Il campanile è isolato, «una struttura trecentesca che diventa protagonista di una narrazione visiva sulla resistenza e la rinascita della città». Il Duomo è quello di Santa Maria Assunta, «esempio di architettura gotico-romanica», e fa da fulcro all'apertura del corteo storico.
L'araldo legge l'editto
Dopo il corteo storico che attraversa le vie del centro si tiene l'inaugurazione sul sagrato del Duomo, dove l'araldo legge l'editto che dà inizio alla rievocazione, in Piazza del Municipio.
Da quel momento «tutti i vicoli e le vie si riempiono di figuranti in costume che coinvolgono attivamente lo spettatore che diventa attore e protagonista di divertenti scenette improvvisate», e le strade e i vicoli vengono illuminati dalla luce dei «ferali».
Una tassa medievale diventata gara
Il termine fa riferimento a un privilegio commerciale di matrice germanica concesso a Gemona, che imponeva ai mercanti in transito lo scarico delle merci e il pagamento di un dazio per il deposito e il trasbordo.
Durante la serata di venerdì in Piazza del Ferro, le borgate si sfidano in una serie di prove come la corsa sui ciocchetti di legno, l'arrampicata, il tiro al bersaglio e il gioco del carro, prove di equilibrio, di velocità e di precisione.
La borgata che totalizza il maggior numero di punti conquista il prestigioso Palio, un manufatto realizzato annualmente da un artista locale, simbolo «di onore, valore e supremazia per l'edizione in corso». Prima delle prove c'è anche la cena propiziatoria tra le Borgate.
La partita a dama con le persone
La squadra vincitrice del Palio e la seconda classificata poi si sfidano a una partita a dama con pedine viventi, su una grande scacchiera, per eleggere la Dama Castellana, la quale custodirà per l'anno venturo le chiavi della città.
Sulla grande damiera le pedine prendono vita e, mossa dopo mossa, una sola borgata conquista la vittoria: la sua dama viene proclamata dama castellana, simbolo della città di Gemona.
Dentro la festa si paga in talleri
All'interno del perimetro della festa vige l'obbligo di transazione tramite il Tallero di Gemona, ottenibile ai banchi di cambio: i visitatori «possono cambiare le proprie banconote in talleri, la moneta ufficiale della manifestazione, e utilizzare i tradizionali cocci in ceramica nelle taverne».
È stato introdotto anche il «sodal boccale»: prima di entrare in taverna serve il boccale dedicato, da ritirare nei banchi dei cocci indicati sulla mappa e da restituire poi con cauzione.
Uno scriptorium, un accampamento, un banchetto
Lo Scriptorium Foroiuliense è un'area dedicata alla produzione libraria medievale, dove vengono illustrate le fasi di preparazione della pergamena, l'uso degli inchiostri ferrogallici e la legatura dei codici.
L'accampamento nei giardini del Castello ospita la ricostruzione di tende di comando e armerie, con dimostrazioni di scherma storica e balistica tardomedievale. Nei giardini del Castello è stato allestito anche un accampamento vichingo.
Il Palazzo Boton (Municipio) e la sua Loggia diventano sede del banchetto nobiliare, dove l'allestimento segue i protocolli conviviali del Trecento, escludendo sistematicamente ingredienti extra-europei e prediligendo cereali antichi e selvaggina. Nel percorso non manca «la suggestiva grotta delle torture».
Il Trecento di una città-dogana
L'evento «non si limita alla spettacolarizzazione, ma ricostruisce l'assetto sociale e commerciale della città nel XIV secolo, epoca in cui Gemona fungeva da dogana obbligatoria per i traffici tra l'Adriatico e l'Europa centrale».
Un verso dei Carmina Burana
La locuzione «Tempus est Jocundum» è riportata nei Carmina Burana, corpus di testi poetici medievali dell'XI e del XII secolo, prevalentemente in latino, tramandati dal Codex Latinus Monacensis o Codex Buranus, proveniente dal convento di Benediktbeuern. In italiano suona «Il tempo è giocondo».
Nata nel 1993, da un gruppo di teatro
Dalla metà degli anni Ottanta, nelle serate estive gemonesi si respirava «l'aria di Medioevo» ma è solo nel 1993 che – durante l'Agosto Medioevale – viene deciso di separare le manifestazioni di intrattenimento e di svago dalle spettacolari rievocazioni storiche e dalla proclamazione della Bella Castellana.
Da quella separazione nasce la festa: la parte storica «fu aperta da una serata di animazione medievale che da allora prese il nome di Tempus est Jocundum, con taverne, mercati, musiche, cavalieri, giullari e dame». L'ideazione di Tempus fu merito del gruppo teatrale gemonese «I Rototrans» che nelle figure di Adriano Venchiarutti e Gianfranco Urbani trovò le sue menti creative e organizzative, e la frase che riassume l'intenzione è rimasta: «volevo ridare la luce di fiaccole e torce alle pietre di Via Bini».
Oggi la manifestazione si tiene ogni primo fine settimana di agosto, dura quattro serate ed è organizzata dalla Pro Loco Pro Glemona insieme al Comitato Storico. Fa parte di un cartellone più ampio, «Agosto Medioevale a Gemona» (dal 1º al 15 agosto). Fra i gruppi che animano le serate ci sono i Tamburi Medioevali di Cividale e i Musici e Sbandieratori Leon Coronato.
Il centro storico è quello ricostruito dopo il terremoto del 1976.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere della festa, a Gemona del Friuli, è alla portata di tutti. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Gemona del Friuli a un passo dal centro, 1,2 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce al casello di Osoppo-Gemona, e da lì restano 5,7 chilometri e 7 minuti.
Che altro succede in provincia di Udine
Se sei in zona, poco lontano si tengono anche queste.
- Messa del Tallero o Epifania del Tallero a Gemona del Friuli — gennaio
- Palio di San Donato a Cividale del Friuli — agosto
- Palio dei Turchi a Mortegliano — agosto