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La salita a Faliesi a Contrada e i sette giri intorno all'altare 2027
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: rainews.it, letta il 21/09/2026.
La salita a Faliesi si tiene l'8 maggio a Contrada, in provincia di Avellino, in Campania, ed è il pellegrinaggio a San Michele Arcangelo sul monte Faliesi. I fedeli salgono a piedi, perché il sentiero non consente altro, per un'ora di cammino su pendenze che in alcuni tratti arrivano al 30 per cento, fino a una grotta scavata nella roccia dai guerrieri longobardi. Dai due versanti di Forino e di Contrada salgono le due statue dell'Arcangelo, portate a spalla dalle rispettive parrocchie, che si incontrano sul monte.
L'8 maggio sul Sacro Monte
Da secoli l'8 maggio è il giorno della salita al monte Faliesi per i fedeli di Avellino, Contrada e Forino. Alcuni cominciano dalle prime luci dell'alba, altri aspettano la fine della Messa.
Ai piedi del monte si arriva da due parti: da Avellino, per il Bosco dei Preti, e da Contrada; una terza mulattiera sale da Petruro di Forino. Il monte Faliesi è uno dei sette che circondano Forino, sede arcaica del culto micaelico, e la sua giornata è duplice: una parte dei fedeli sale in cima, un'altra resta a valle.
La grotta scavata dai Longobardi
Il luogo di culto è antichissimo e d'origine longobarda, e resta caro alle popolazioni irpine sparse fra Contrada, Forino e Petruro. Sul lato sinistro dell'ingresso una lapide ricorda perché: a memoria della vittoria, i Longobardi «… ad locum cui Forinus nomen est…» scalarono il monte Faliesi e lì scavarono nella roccia una grotta. L'esercito la scavò in onore del proprio santo protettore, l'Arcangelo Michele, e vi eresse un altare che si venera ancora oggi, oltre 1.300 anni dopo.
Lo scontro è quello fra i Longobardi guidati da Romualdo, figlio di Grimoaldo duca di Benevento, e i Bizantini dell'imperatore Costante II; il ducato longobardo di Benevento era stato fondato nel 571. La cruenta Battaglia di Forino è datata al 663 d.C., e vi perirono quasi 20.000 combattenti: la racconta Paolo Diacono nella sua Historia Longobardorum. Il monte Faliesi si lega per sempre al culto dell'Arcangelo nel 667.
Dentro, gli altari sono due e stanno a livelli diversi. Il primo, a poca distanza dall'ingresso, porta fiori e ceri votivi. L'altro è incastonato verso il fondo della caverna e ha, dietro, uno spazio libero: serve a girargli attorno. È un posto assolato, e d'estate ci grufolano i cinghiali.
Un'ora di cammino fra faggi e ginestre
Da valle la salita comincia su una vecchia mulattiera in terra battuta, all'ombra di querce secolari. Poi il bosco cambia e si attraversano faggi, ginestre e castagni, insieme a piccole cappelle scavate nella roccia.
Lungo il percorso i luoghi hanno nomi propri: il varco della lupa, i tre faggi — rimasti in due dopo il movimento franoso del 2005 —, il piesco 'o calice, cioè la roccia del calice, e la grotta di Mostino 'o paccio. Lungo la strada qualche tavolato e diversi «punti fuoco» dicono che di qui si passa da molto tempo: alcuni accendono il fuoco per segno devozionale, altri per alleviare la fatica dell'ascesa.
Il Santuario sta a 900 metri di altitudine, e ci si arriva per la strada in terra battuta che parte dalla frazione di Petruro; sull'altopiano quella strada incrocia l'altra, quella che viene da Contrada, e insieme portano all'orlo di un sistema roccioso poco sotto la vetta. A metà del tragitto fra la grotta dei Longobardi e il Frascone, a 837 metri sul livello del mare, un piccolo santuario dedicato all'Angelo accoglie i pellegrini: lì celebra la messa il parroco di Forino e Contrada.
Sette giri intorno all'altare
Chi arriva alla grotta compie tradizionalmente sette giri intorno all'altare, esprimendo altrettanti desideri. Sono atti devozionali di sicura connotazione pagana, perché il numero sette è sempre stato fortemente legato alla magia.
Secondo la leggenda l'Arcangelo apparve una prima volta l'8 maggio del 490 nella grotta sul Gargano, e una seconda volta il 29 settembre del 492 al vescovo di Siponto, per suggerirgli come difendersi dai soldati di Odoacre.
Due statue portate a spalla
Verso la cima le due mulattiere che vengono dai versanti di Forino e di Contrada si avvicinano, e su quelle salgono le due statue di San Michele Arcangelo, quella di Petruro e quella di Contrada, portate a spalla dalle rispettive parrocchie. Si incontrano sul monte, fra la grotta dei Longobardi e il crocifisso illuminato, dove il piccolo e semplice santuario aspetta il pellegrino stanco per il ristoro. Si prega, e suonano le campane in mezzo ai narcisi bianchi.
Il momento che chiude il rito è il saluto: i due Santi si salutano e poi discendono il monte, ciascuno lungo il proprio versante. Un monte, due statue, tre comunità che si ritrovano alle falde e in cima senza clamori.
Il frascone di ginestra e i fuochi
Sul ciglio del promontorio, ogni anno il lunedì in albis, si pone il frascone: un crocifisso fatto di rami di ginestra.
A valle la festa ha un'altra forma. Ci sono i canti e i balli, e alcuni lasciano il vino interrato alcuni giorni prima dell'evento, così che al momento giusto sia pronto. Nel tardo pomeriggio arrivano i fuochi d'artificio, e lo spettacolo pirotecnico attende il San Michele di Contrada.
Prima dei devoti e dei curiosi camminatori di oggi c'erano i contadini e i taglialegna, che sul Faliesi erano di casa: il culto dell'Arcangelo è sempre stato radicatissimo fra le comunità che salivano la montagna per rifornirsi di legna, frutta e selvaggina. La salita dell'8 maggio passa per quella stessa strada.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la festa a Contrada richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Borgo, a 8,2 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Avellino Sud, e il tragitto è di 7 chilometri per 8 minuti di guida.
Nello stesso periodo, poco lontano
Se ti fermi qualche giorno, ci sono anche queste.
- Cavalcata di Sant'Anna a San Mango sul Calore — luglio
- Lumina in Castro a Lauro — agosto
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