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Lo Sbarco di Pisacane a Sapri 2027 - Rievocazione storica con costumi e scenografie sulla spiaggia
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.
Lo Sbarco di Pisacane è la rievocazione storica di Sapri, in provincia di Salerno, in Campania, e si tiene tradizionalmente nell'ultima settimana di agosto, per tre giornate. Nel tardo pomeriggio il corteo storico attraversa le vie principali del centro fino al Lungomare Italia, con la Spigolatrice e il suo Pisacane in testa e quasi quattrocento fra figuranti, gruppi folkloristici e attori professionisti; al calare della sera compagnie teatrali professionali mettono in scena sull'arenile lo sbarco del 28 giugno 1857, quando Carlo Pisacane approdò con i suoi Trecento e cercò invano l'appoggio della popolazione locale. Il Comune di Sapri organizza la rievocazione dalla metà degli anni Novanta.
La spedizione del 1857 e il piroscafo Cagliari
La spedizione di Sapri fu un'impresa rivoluzionaria tentata da Carlo Pisacane e da un gruppo ristretto di mazziniani: liberare i detenuti politici dalla prigione borbonica di Ponza e provocare una rivolta in terraferma. Il piano originale, secondo il metodo insurrezionale mazziniano, prevedeva di far scoppiare la rivolta in Sicilia, dove il malcontento contro i Borbone era molto diffuso, e da lì estenderla a tutto il Mezzogiorno d'Italia. Poi si pensò più opportuno partire dal porto di Genova, fare tappa a Ponza per liberare i prigionieri politici e impiegarli come rinforzo, e quindi dirigersi a Sapri, che, posta al confine tra Campania e Basilicata, era ritenuta un punto strategico ideale per attendere i rinforzi e marciare su Napoli. Organizzata nel 1857 da Pisacane con Nicola Fabrizi e Giuseppe Fanelli, doveva accompagnarsi a insurrezioni che Mazzini stava preparando a Genova e a Livorno, e restò l'ultimo grande tentativo insurrezionale di ispirazione mazziniana.
Ai primi di giugno Pisacane era andato di nascosto a Napoli per sondare il terreno, e ne era tornato deluso: «Io non ho del tutto perduto le speranze — scrisse il 13 giugno al patriota siciliano Rosolino Pilo — ma le speranze sono debolissime». Eppure partì lo stesso, e lasciò scritto: «Se giungo sul luogo dello sbarco, che sarà Sapri, nel Principato citeriore, io crederò aver ottenuto un grande successo personale, dovessi pur lasciar la vita sul palco».
Il 25 giugno 1857, a Genova, s'imbarcò con altri ventiquattro patrioti — fra cui Giovanni Nicotera e Giovan Battista Falcone — sul piroscafo di linea Cagliari, della Società Rubattino, diretto a Tunisi. Il 26 giugno sbarcò a Ponza e, sventolando il tricolore, liberò agevolmente 323 detenuti: poche decine per reati politici, per il resto delinquenti comuni, aggregati quasi tutti alla spedizione, mentre la guarnigione si arrendeva senza reagire e cedeva le armi.
Le falci dei contadini sulla spiaggia
Il 28 giugno 1857 Carlo Pisacane sbarcò a Sapri con i suoi Trecento, convinto di poter accendere la rivolta contro i Borbone nel Regno delle Due Sicilie. Ma i congiurati non trovarono ad attenderli le masse rivoltose che si aspettavano: furono affrontati dalle falci dei contadini, ai quali le autorità borboniche avevano per tempo annunziato lo sbarco, descrivendolo come opera di una banda di ergastolani e delinquenti comuni evasi dall'isola di Ponza. Preceduti da quella fama, furono accolti con fucili e forconi.
Lo sbarco provocò una grande confusione fra le autorità locali, finché la situazione fu presa in mano dal giudice regio di Sanza, Vincenzo Leoncavallo, padre del celebre musicista. Pisacane, vedendo il vuoto aprirsi davanti a sé e a quanti lo seguivano, decise di puntare su Padula.
La fine a Padula e i versi di Mercantini
Il primo luglio ci fu il primo scontro con le guardie e con i soldati di stanza nel luogo: i patrioti furono sopraffatti e in parte dispersi. Pisacane e altri vennero assaliti nuovamente da borbonici e contadini mentre cercavano scampo; ferito, si uccise, e gli altri furono presi prigionieri. I pochi che si salvarono, compresi due inglesi, condannati inizialmente a morte, ottennero di non essere giustiziati e la pena fu commutata in ergastolo, grazie alle pressioni del governo inglese. Quanti persero la vita fra i trecento giovani e forti sono sepolti in un sacrario nella chiesa della Santissima Annunziata, all'ingresso del centro storico di Padula.
L'impresa si concluse tragicamente pochi giorni dopo l'approdo, ma entrò per sempre nell'immaginario italiano grazie a una poesia. La spigolatrice di Sapri di Luigi Mercantini racconta i fatti dal punto di vista di una contadina che assiste all'arrivo dei rivoluzionari, incontra Pisacane e se ne innamora, parteggia per la spedizione e vi si unisce, e alla fine è costretta ad assistere alla disfatta. Quei versi — «eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti» — restano come il sigillo di un patriottismo profondamente morale.
Pisacane aveva abbandonato la carriera militare ritirandosi a vivere con Enrichetta De Lorenzo, moglie del cugino, e frequentando gli ambienti mazziniani si era convinto dell'urgenza di una rivoluzione nel Sud; fra i finanziatori dell'impresa c'era il banchiere massone Adriano Lemmi. Pur essendo quella di Sapri un'impresa tipicamente mazziniana, condotta senza speranza di premio, si era allontanato dal credo politico del Maestro per accostarsi a un socialismo libertario, espresso dalla formula libertà e associazione. Nel testamento politico, in appendice al Saggio sulla rivoluzione, scrisse che era sua «profonda convinzione di essere la propaganda dell'idea una chimera e l'istruzione popolare un'assurdità. Le idee nascono dai fatti e non questi da quelle, ed il popolo non sarà libero perché sarà istrutto, ma sarà ben tosto istrutto quando sarà libero».
Il corteo storico fino a Largo Trecento
Dalla metà degli anni Novanta il Comune di Sapri trasforma quella pagina di storia in una grande rievocazione, che si tiene tradizionalmente nell'ultima settimana di agosto e dura tre giornate, fra teatro, rievocazioni storiche, incontri culturali e cerimonie istituzionali. Le celebrazioni partono dal giorno in cui ricorre l'anniversario della nascita di Pisacane, il 22 agosto 1818 a Napoli.
Il cuore è il corteo storico, che nel tardo pomeriggio attraversa le vie principali del centro fino a raggiungere il Lungomare Italia. In testa ci sono la Spigolatrice e il suo Pisacane, e dietro sfilano centinaia di figuranti in costume ottocentesco, con gruppi che arrivano da tutto il Cilento e dal Salernitano: il corteo storico dei Trecento della Città di Sapri, che rievoca i patrioti sbarcati con il capitano; gli sbandieratori, i trombonieri e i musici di tradizione cavese e metelliana; l'Associazione Tamburi di Montecerviero e la banda di San Giovanni a Piro; i gruppi equestri, che sul lungomare propongono anche una giostra a cavallo; le associazioni culturali e di danza come la Società di Danza Salerno e il gruppo della Città della Spigolatrice. Ci sono anche i Pistonieri Archibugieri Santa Maria del Rovo di Cava de' Tirreni, i Cavalieri della Pergamena Bianca, il corteo storico dell'Ente Montecastello, il gruppo equestre San Fantino Ranch e la banda Talamini di Sapri. Il risultato è un serpentone di quasi quattrocento fra figuranti, gruppi folkloristici e attori professionisti, che restituisce strada dopo strada l'atmosfera dell'Italia preunitaria.
Dopo un'ora di sfilata si arriva in Largo Trecento, il punto d'approdo della nave di Pisacane: lì viene deposta una corona d'alloro e si celebra la funzione religiosa. Poi il corteo riparte lungo il Corso per concludere il suo itinerario.
La rappresentazione sull'arenile
Al calare della sera il racconto si sposta sulla spiaggia, e la baia di Sapri diventa un anfiteatro naturale. Compagnie teatrali professionali mettono in scena lo sbarco e le vicende immediatamente successive, con costumi e scenografie: la scena comincia sull'arenile in località Pali, dove il patriota sbarca e corre a cercare appoggio nella popolazione locale mentre l'esercito borbonico avanza minaccioso. Non trovando sostegno affronta i nemici, ne esce sconfitto ed è ucciso mentre fugge. Nelle ultime edizioni la rappresentazione si è svolta sulla spiaggia di San Francesco.
I titoli cambiano di anno in anno. Uno è stato L'ultimo dubbio di Pisacane, scritto e diretto da Paolo Capozzo, che non è solo rievocazione ma mette in scena un interrogativo — se l'eroe sia stato eroico fino alla fine oppure si sia pentito di essersi immolato per il popolo. Un altro è stato Carlo Pisacane… per la mia Patria bella!, con i testi di Alina Di Polito e Simona La Porta, le musiche di Raffaele Cardone e la direzione del Maestro Mauro Navarra. Le scenografie portano la firma di Giovanni Vitetta, Salvatore Cosentino e Vincenzo Cernicchiaro, i costumi sono dell'associazione Arteteca e l'organizzazione generale è affidata a Matteo Martino; il Marinaio canta le romanze dedicate al Capitano. La vicenda viene narrata attraverso gli occhi e le gesta della Spigolatrice, la lavoratrice dei campi addetta alla spigolatura del grano che, incontrati Pisacane e i suoi uomini, confida che possano portare il cambiamento agognato dalla povera gente del meridione, e che alla fine assiste impotente al loro massacro.
A fare da preludio è Il Bivacco dei 300, una sagra in costume che si svolge in Largo Trecento, il luogo simbolo legato alla spedizione: cibo, musica e figuranti anticipano il clima della grande serata dello sbarco, e uniscono la dimensione conviviale della sagra cilentana a quella della memoria risorgimentale. La rievocazione è organizzata dal Comune con il supporto dell'Associazione Artisti Cilentani Associati di Pisciotta, e trova spazio anche un momento di confronto con lo storico Leone Melillo.
Le statue, l'obelisco e il Centro di Documentazione
Sapri è una città di mare che ha costruito la propria identità attorno a questa vicenda. Nel 1933 fu eretta una statua del Capitano Pisacane, oggi collocata nei giardini della Villa Comunale; il centenario dello sbarco venne ricordato con un obelisco posto in Largo Trecento. Sullo scoglio dello Scialandro è stata adagiata una statua bronzea della spigolatrice, che volge lo sguardo verso il punto in cui sbarcarono Pisacane e i suoi uomini, e al suo fianco sventola dal 1995 la Bandiera Blu FEE.
Il Centro di Documentazione Carlo Pisacane, che si avvale del concorso di storici e dell'adesione di dodici Università italiane, raccoglie pubblicazioni e testimonianze e arricchisce la biblioteca comunale Biagio Mercadante; è stato inoltre istituito il Premio Internazionale Carlo Pisacane, assegnato all'opera che più esalta i valori democratici e si distingue nel panorama storico-letterario. Ogni anno il Comune e il Centro Studi rinnovano lo stesso impegno: non lasciare che la memoria dello sbarco del 1857 si consumi in un ricordo sbiadito.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere dello Sbarco di Pisacane, a Sapri, è alla portata di tutti. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Sapri si trova a 900 metri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Policastro Bussentino dista 11 chilometri, cioè 13 minuti di strada.
Altre feste in zona
Nei paesi della provincia di Salerno, altre tradizioni.
- A Chiena a Campagna — agosto
- Historiae Volceianae a Buccino — agosto
- Rievocazione Storica della Congiura dei Baroni a Teggiano — agosto