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Folklore e Rievocazioni

Sfilata dei Tuifl a Castelbello-Ciardes 2026 - Il corteo dal sagrato di Marein

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
4 dicembre 2026
Dove sagrato della chiesa di Marein, Castelbello Ciardes

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 02/09/2026.

La Sfilata dei Tuifl si tiene a Castelbello-Ciardes, in provincia di Bolzano, in Trentino-Alto Adige, storicamente il 4 dicembre, al calare della sera. Decine di figure mascherate da Tuifl — i diavoli alpini, versione locale dei Krampus — sfilano al seguito di San Nicola dal sagrato della chiesa di Marein, frazione di Kastelbell, fino alla piazza del paese e al padiglione della musica, tra fiaccole e campanacci; lì San Nicola distribuisce i doni ai bambini. Il corteo è legato alle date tradizionali del 5 dicembre, giorno dei Krampus, e del 6 dicembre, festa di San Nicola.

Si parte da una chiesa di frazione

Il corteo di Castelbello ha un punto di partenza preciso, e non è la piazza del paese.

Il corteo prende il via al calare della sera dal sagrato della chiesa di Marein (Kirchplatz Marein), frazione di Kastelbell, e si snoda lungo il paese fino alla piazza principale e al padiglione della musica.

Decine di figure mascherate da Tuifl (i diavoli alpini, i Krampus locali) sfilano al seguito di San Nicola dal sagrato della chiesa fino alla piazza del paese, tra fiaccole, campanacci e la distribuzione dei doni ai bambini.

Il 4 dicembre, al calare della sera

Storicamente il corteo si svolge il 4 dicembre, con ritrovo al calare della sera sul sagrato della chiesa di Marein e sfilata verso la piazza del paese, dove San Nicola distribuisce i doni ai più piccoli.

Attorno ci sono le date del calendario alpino: questi appuntamenti sono legati alle date tradizionali del 5 dicembre (giorno dei Krampus) e del 6 dicembre (festa di San Nicola), e nel resto della regione da fine novembre fino al giorno di San Nicolò, il 6 dicembre, i Krampus imperversano in sfilate, mercatini o eventi che li vedono protagonisti.

Il finale è al padiglione della musica

Qui San Nicola, figura benevola che premia i bambini buoni, distribuisce i suoi doni, mentre i Tuifl mascherati — con costumi elaborati, maschere intagliate e campanacci — animano la serata secondo l'antica tradizione alpina che vede il diavolo affiancare il santo durante l'Avvento.

San Nicolò premia i bambini buoni con dolcetti, biscotti e frutta secca, mentre ai Krampus tocca una sorta di giustizia festiva verso i più discoli.

Tuifl vuol dire diavolo, ma non sono diavoli

Il nome sudtirolese della maschera è quello del demonio, e il ruolo nel rito è però un altro.

Queste figure spaventose, in sudtirolese Tuifl che significa diavolo, non sono però dei diavoli, sono appunto figure dall'aria demoniaca che sono al seguito di San Nicolò, il benevolo portatore di regali.

Secondo la leggenda sono demoni sconfitti da San Nicola e diventati suoi servitori, figure metà uomo e metà caprone, e le loro catene e i versi gutturali creano un'atmosfera surreale. Del 5 dicembre si racconta che il demone visita le case con un sacco sulle spalle per portare via i bambini che si sono comportati male.

Costumi elaborati e maschere intagliate

Gli interpreti dei Krampus indossano maschere di legno intagliate, e famosi per queste realizzazioni sono gli intagliatori delle Valli di Tures e Aurina; addosso portano pelli di capra, che spesso non sono propriamente profumate. In alcune zone, al posto della maschera di legno, si usano passamontagna in stoffa con lunghe lingue rosse.

Il rumore precede sempre l'arrivo: quando si diffonde un gran frastuono di pesanti campanacci lungo le strade, si sa che l'attesa non sarà lunga, e ai piedi delle figure stridono dei pesanti catenacci. Sulle mani, fruste di betulla o catene di ferro.

Un impostore con gli zoccoli di capra

L'origine della maschera, nel racconto tramandato, è un travestimento in cui si infilò qualcuno di troppo.

La leggenda narra che, nei periodi di carestia, i giovani di alcuni paesi di montagna si travestissero da mostri indossando pellicce e corna di animali, e così irriconoscibili andavano a derubare le provviste dei villaggi vicini.

Poi la scoperta: tra di loro c'era un impostore: era il diavolo in persona. L'unico particolare che permetteva di riconoscerlo erano le zampe con gli zoccoli di capra. Chiamarono il Vescovo Nicolò, che lo cacciò con un esorcismo, e da allora i Krampus marciano al fianco del Santo.

Cinquecento anni, e sotto il solstizio

Questa tradizione affonda le radici a più di cinquecento anni fa e arriva dalle zone più remote del nord Europa, con protagonista il vescovo San Nicola da Bari.

Nonostante sia spesso intrecciata al folklore religioso, molto probabilmente la tradizione ha un'origine più antica e risale a usanze precristiane legate al solstizio d'inverno, connesse alla lotta tra luce e oscurità. Molti la ricollegano ai grandi fuochi che venivano accesi nei villaggi per scacciare le presenze demoniche nel paese e per proteggere i suoi cittadini nell'imminente inverno.

San Nicolò viene rappresentato con una folta barba bianca e vestito di rosso, e da lui fu presa ispirazione per la figura di Babbo Natale.

Una tradizione che il paese tiene in piedi

In questo angolo del Sudtirolo l'antica usanza dei Tuifl — i diavoli alpini, versione locale dei Krampus — è tenuta viva con grande partecipazione dalla comunità.

Questi appuntamenti conservano un patrimonio culturale alpino secolare, fondendo devozione religiosa e folklore popolare.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa a Castelbello-Ciardes è facilissimo. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Kastelbell - Castelbello a un passo dal centro, 400 metri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Meran Zentrum – Merano Centro, e da lì restano 21 chilometri e 21 minuti.

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