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Folklore e Rievocazioni

Templaria Festival a Castignano 2027 - Undici teatri fissi

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 17 al 21 agosto 2026
Dove Centro storico di Castignano, Castignano

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 20/09/2026. La fonte indica queste date come ancora da confermare.

Per cinque sere d'agosto Castignano, in provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche, non ha un palco, ne ha undici. «Undici teatri fissi ospiteranno spettacoli di teatro di strada, giocoleria, teatro di figura e itinerante, danza e numeri con il fuoco», e a questi si aggiungono «oltre 50 esibizioni nelle taverne e lungo le vie del borgo, per oltre cinque ore di spettacoli ogni sera».

Nato nel 1990 con le cene in piazza

La manifestazione «nasce il 18 agosto 1990 con il titolo "Notti da Medioevo", per iniziativa di un gruppo di appassionati di storia e cultura locale», e «tutto cominciò quasi per gioco, con modeste cene medievali allestite in Piazza San Pietro, nella parte alta dell'antico abitato».

L'idea di partenza aveva un obiettivo preciso: «negli anni Novanta alcuni giovani del posto hanno pensato di dar vita a un evento che non fosse solo la solita sagra enogastronomica, ma fosse anche legata alla storia del territorio.» Il primo programma stava in poche righe — «cene medievali, qualche spettacolo di recitazione e scene di vita medievale con fabbri, falegnami, lebbrosi, streghe, carcerati e qualche altra manciata di figuranti» —, e la sera «terminava con un unico spettacolo finale».

La formella col Tau

«Il nome "Templaria" fu scelto in seguito alle ricerche storiche che confermano il passaggio e la presenza dell'Ordine del Tempio a Castignano», e le tracce che quelle ricerche indicano sono ancora visibili.

La prima è scolpita: «la formella con il TAU, simbolo dell'ordine, conservata ancora oggi su uno dei portici della Chiesa di Santa Maria del Borgo» — o sulla facciata della stessa chiesa. Poi c'è «la presenza di un Hospitale, luogo diverso dai nostri ospedali, deputato più al ristoro dei pellegrini che alla cura dei malati», e «alcune strane caratteristiche toponomastiche del territorio»: nel borgo, scrive una cronaca, i Cavalieri «effettivamente pregavano nella locale chiesa di Santa Maria, e realmente procedevano sulla via dei Templari, che ancora oggi esiste».

C'è infine un episodio a metà fra archivio e racconto: «il ritrovamento di corpi senza sarcofago, venuti alla luce nel corso di ristrutturazioni vicino alla chiesa di Santa Maria del Borgo. La popolazione locale pensò che si trattasse di corpi di religiosi, sepolti senza bara per un estremo atto di umiltà, ma chi è esperto di cose dei Templari sa invece che essi usavano seppellire così i monaci dell'Ordine del Tempio.»

Il motivo per cui l'Ordine passava di qui è geografico: «il paese era un punto nodale nel viaggio dei pellegrini verso la Terra Santa», e i cavalieri, «passando per Castignano nel loro viaggio verso Gerusalemme, lasciarono testimonianze nella storia, nell'economia e nella tradizione del paese».

L'Ordine del Tempio, dal 1119 al 1312

«L'Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone nasce a Gerusalemme intorno al 1119 per proteggere i pellegrini diretti in Terrasanta», e il suo simbolo è «il Sigillum Militum Christi: due cavalieri su un solo cavallo, a ricordare povertà e fratellanza».

La fine è altrettanto precisa: «sciolti nel 1312 da Clemente V, i Templari restano nell'immaginario come guerrieri-mistici, protagonisti di crociate, intrighi politici e leggende sul Graal.»

Undici teatri e cinque ore a sera

Oggi il festival è un'altra cosa rispetto alle cene del 1990. In programma ci sono oltre 150 artisti professionisti provenienti da tutta Italia, che «si esibiscono negli undici teatri all'aperto del circuito, per cinque ore ogni sera», con un numero di spettacoli fra i sessanta e i cento a sera.

Il circuito occupa tutto il paese: «vie, piazze, porte e scorci del borgo accolgono spettacoli teatrali, duelli, musica itinerante, giocoleria, falconeria, botteghe artigiane e taverne ispirate alla cucina d'epoca». E oltre agli spettacoli a orario fisso, «gruppi di intrattenitori itineranti animano continuamente le strade».

L'elenco di ciò che si incontra è lungo: «danza con il fuoco, scherma scenica con spade infuocate, falconeria, fachirismo con serpenti, giullari, sputafuoco, monaci templari, lebbrosi, cartomanti e locandieri», e ancora «fiaccole e giochi di fuoco… Cavalieri Templari e condannati a morte, menestrelli e musici, mercanti e artigiani».

Anche il borgo cambia faccia: «imponenti svettano i portoni a bloccare gli ingressi principali al borgo antico, sventolano i drappi con la croce templare, sono riaperte le carceri lungo la salita verso Piazza San Pietro, le taverne pulite ed allestite.» La scenografia è «ogni anno rivisitata e cucita ad hoc sul borgo».

A far crescere il festival, raccontano gli organizzatori, è stata soprattutto «l'introduzione di numerosi spettacoli di rievocazione storica: scene di vita quotidiana, battaglie, cerimonie religiose e processi dell'Inquisizione», ricostruiti «per offrire ai visitatori un'esperienza che li porti davvero dentro l'epoca».

I figuranti del paese

Il tratto che gli organizzatori rivendicano di più non riguarda i professionisti, ma chi ci abita. I figuranti castignanesi sono «la colonna portante e imprescindibile del festival», e il loro numero è cresciuto «da quelle poche decine» degli inizi: si va da circa 400 in alcune edizioni a 700 in un'altra.

Il risultato, scrivono, è «una particolarità della partecipazione collettiva che difficilmente si potrà trovare in qualsiasi altra manifestazione del genere». E in effetti i gruppi hanno nomi propri e una loro storia: i Carcerati, i Lebbrosi, i Fraticelli, la Compagnia dell'Oca Mafalda, i De Alchimia, i Cerevisiae Coctores, gli sputafuoco Focus Vitae, i Mercenari d'Oriente e i Monaci Templari «nella loro continua lotta tra bene e male». Molti abitanti, aggiunge una cronaca, «lavorano come volontari negli stand e in molte attività preparatorie».

Taverne col menù del XIII secolo

Si mangia dentro la stessa cornice. Le taverne, arredate in stile d'epoca, propongono «piatti elaborati sulla base di antichi ricettari del XIII e XIV secolo» e «menù medievali con specialità tipiche del territorio come l'anice verde».

Attorno ci sono i mercati storici e le botteghe, «dove gli antichi mestieri prendono vita»: dalla battitura del grano alla fabbricazione della carta, alla lavorazione del sapone.

Un tema nuovo ogni anno

Il festival non si limita a mettere in scena un'epoca: ogni edizione ha un filo conduttore diverso, e con esso cambiano gli aspetti approfonditi. E la differenza è dichiarata con nettezza: «Templaria Festival non celebra il Medioevo come una fiaba, ma come un sistema complesso e sfaccettato.»

A garantirne la tenuta storica ci sono gli incontri e le «conferenze tenute da studiosi medievisti, professori universitari e scrittori esperti del periodo, ospiti fondamentali della manifestazione che ne garantiscono la storicità e la credibilità», insieme alle visite guidate «dedicate all'architettura sacra, ai monumenti e alla storia» del borgo — «tra musei, Chiese e monumenti, prima dello spegnersi delle luci», su prenotazione.

L'ultimo passo riguarda l'Europa: la rievocazione «si prepara a entrare nella "Templar Heritage Route European Federation", rete internazionale dedicata al patrimonio storico e culturale legato ai Cavalieri Templari» attraverso itinerari, siti, istituzioni ed eventi di diversi Paesi. A organizzare tutto è, dal 1990, la Pro Loco di Castignano con il supporto dell'amministrazione comunale.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Castignano per il Templaria Festival chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Offida-Castel di Lama, a 17 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Ancarano - Castel di Lama, e il tragitto è di 19 chilometri per 25 minuti di guida.

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