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Vlurd a Offida 2027 - Il serpente di fuoco e le male lingue che bruciano
Ricorrenza a data mobile, calcolata sulla Pasqua.
I Vlurd si portano per le vie di Offida, in provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche, la sera del martedì grasso, fra febbraio e marzo. Col termine vlurd si indicano dei fasci di canne imbottiti di paglia, di lunghezza variabile, che vengono accesi e portati a spalla da centinaia di uomini e donne mascherati con i guazzarò. Quando cala il buio il paese si mette in fila e il Corso sembra uno strisciante serpente fiammeggiante.
Un serpente che striscia lungo il Corso
Il martedì grasso, quando cala il buio, Offida si mette in fila e si dà fuoco alle spalle. Centinaia di partecipanti mascherati, con i lunghi fasci accesi sulle spalle, in fila indiana, tutti barcollanti e spesso incrociandosi fra loro, tra urla e danze sfrenate, percorrono il Corso che sembra uno strisciante serpente fiammeggiante.
Non è una processione ordinata e non vuole esserlo: il crepuscolo e l'atmosfera ancora medievale del centro abitato danno a questa processione di fasci incendiati portati da persone mascherate una suggestione particolarissima.
Che cosa sono i vlurd
L'oggetto è semplice e pesantissimo. Col termine vlurd si indicano dei fasci di canne imbottiti di paglia, di lunghezza variabile, che vengono accesi e portati a spalla da centinaia di uomini e donne mascherati con i guazzarò, lungo le vie del paese la sera del martedì grasso.
Prepararli è un lavoro che comincia molto prima: da giorni tanti offidani sono impegnati a preparare i fasci di canne.
Si parte da piazza XX Settembre
Il corteo ha un punto di partenza e una canzone. Si parte da Piazza XX Settembre, con a capo la congrega del Ciorpento, che intona «Addio Ninetta Addio», diventato ormai una sorta di inno del carnevale.
Prima, però, la giornata è tutt'altro: le vie del centro si animano fin dal primo pomeriggio, tra musica e danze in cerchio intorno al fuoco, e l'ultimo giorno di Carnevale tutti in Offida si mascherano, alcuni con indosso il tipico «guazzarò» (saio di tela bianca con fazzoletto rosso al collo), altri col viso tinto di vari colori. Poi qualcosa cambia: al tramonto il giorno muore e il divertimento si allontana dando posto al sacro: quasi con un moto devozionale, le persone, vestite con i guazzarò, ancora più neri e rossi per la polvere e il vino, si uniscono in una lunga processione.
Brucino le male leengue
Il falò finale è il momento in cui il paese dice quello che pensa. Alla fine del percorso, i Vlurd vengono gettati in piazza per il falò finale, attorno al quale le maschere corrono a cerchio, tra le scintille, aspettando che si spenga, mentre urla e canti si fondono tra vortici di fumo e miriadi di scintille di fuoco brillanti nell'aria.
E davanti alle fiamme ci sono due formule, una vecchia e una nuova: le vecchie dicevano «brucino le male leengue», i giovani dicono «tanta b'nnazia». Insomma «Viva il giudizio, viva la b'nnaiza!».
Poi torna il silenzio
Il fuoco che si spegne non è solo la fine di una serata. Lo spegnimento del fuoco indica anche la fine del Carnevale e l'inizio del periodo quaresimale.
E la chiusura si racconta così: quando il fuoco pagano che incendia la piazza con il rito bacchico dei «Vlurd» si spegne, torna sovrano il silenzio, foriero di pace quaresimale.
Il nome viene da una giostra
Il termine non ha nulla a che vedere col fuoco, all'origine. Vlurd è una locuzione dialettale derivante dal vocabolo bigurdo, bigordo o begordo, con cui nel medioevo si indicava una giostra cavalleresca che, in occasione di importanti festeggiamenti, si svolgeva nelle strade dei castelli — behort in francese o behurt in tedesco.
Il passaggio di significato è tutto in una scena: al calar della sera la manifestazione era illuminata dalle fiamme dei fasci di canne accesi, che, in senso traslato, vennero chiamati con lo stesso nome dato alla giostra. E oggi col nome di bagordo si intende gozzoviglia, baldoria.
Documentati dal 1814
La consuetudine è documentata sin dal 1814, per via di un avviso della podesteria di Offida. A raccontarla è Guglielmo Allevi, sul suo periodico «Ophys»: un amico, scrive, «mi favorisce copia di un avviso riguardante i BAGORDI, (dialettale: vlurd), scapigliata orgia di fuoco, che si celebra dal nostro popolo l'ultima sera di carnevale».
Per Allevi quell'avviso è una prova in più: avendo interpretato nel suo libro «Tra le rupi del Fiobbo» la bella e bizzarra festa offidana come un baccanale, scrive di non essere andato lungi dal vero, perché anche i padri nostri credevano così, raccogliendo forse l'ultima eco delle tradizioni lontane.
Le chiavi della città alle congreghe
Dietro tutto ci sono le Congreghe, che aggregano parenti e amici desiderosi di partecipare alla baldoria carnevalesca e che girano il paese a ritmo di musica, sempre più incalzante man mano che la festa si avvicina al culmine.
Il loro momento è il giovedì: la mattina del Giovedì Grasso ricevono in consegna, dal Sindaco, le chiavi della città e, da quel momento, il paese è simbolicamente nelle loro mani — un gesto che sancisce il passaggio a un ordine temporaneamente capovolto, tipico della tradizione carnevalesca europea. Il carnevale, del resto, inizia ufficialmente il 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio Abate, e termina il giorno delle Ceneri, e già alla «Domenica degli Amici», due settimane prima, la fanfara della «Congrega del Ciorpento» esce rumorosa dal portone del cinquecentesco palazzo Mercolini.
L'altro polo della festa è il Bove Finto del venerdì grasso; i Vlurd sono l'altra metà, ed evocano un arcaico culto del fuoco: il fuoco, elemento centrale in molte culture agrarie, brucia l'inverno e prepara la rinascita.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la festa a Offida richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Offida-Castel di Lama, a 10 chilometri da Offida, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Ancarano - Castel di Lama ha davanti un percorso di 12 chilometri che in 15 minuti porta a destinazione.
Eventi nei dintorni
A poca distanza, altre feste che vale la pena conoscere.
- San Leonardo ad Offida — novembre
- Carnevale di Ascoli Piceno — febbraio
- Festa del Crocifisso a Massignano — aprile