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Folklore e Rievocazioni

Torneo delle Guaite a Visso 2027 - Due arcieri per guaita si contendono il palio e la balestra

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
ultima settimana di Luglio e la prima di Agosto
Dove Visso - Ussita - Castelsantangelo sul Nera (MC), Visso

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: macerataturismo.it, letta il 19/09/2026.

Il Torneo delle Guaite si tiene a Visso, in provincia di Macerata, sui Monti Sibillini, fra l'ultima settimana di luglio e la prima di agosto. Le cinque antiche Guaite del territorio fra Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera — le unità amministrative in cui il Comune fu suddiviso dopo il 1255 — si contendono il palio in una gara di tiro con l'arco: due arcieri per guaita, e in palio ci sono anche una balestra e il titolo di guardiacaccia. La rievocazione, ambientata nel 1200-1300, è nata a Visso nel 1994; del torneo antico resta l'editto del 1483 di Ser Benedetto di Benedetto, che ne indica luogo, data, modalità e premio.

Due arcieri per ogni guaita

La spettacolare Gara di Tiro con l'Arco vede due arcieri per ogni guaita contendersi il palio e la balestra, con bersagli artigianali ideati dall'esperto Andrea Ercoli, allenatore e giudice di gara A.I.C.S.

Tutto si basa su questa competizione tra le guaite, che si sfidano per la conquista della balestra e per il titolo di guardiacaccia.

Che cosa sono le guaite

Nel 1255 il Comune di Visso acquistò dal feudatario di Norcia, Tibaldo di Farolfo, i castelli di Norcia, Pietralata, Nocelleto, Gualdo, Macereto, Aschio e Vallinfante, da cui la necessità di suddividere questo vasto territorio, per meglio amministrarlo, in cinque Guaite (unità amministrative) con pari diritti, ognuna rappresentata da un Priore.

Le guaite corrispondono a quelle che in altri comuni sono le contrade, e ogni guaita eleggeva un Priore che si incontrava con tutti gli altri per il governo del territorio.

Guaita Pieve o Plebis comprendente il centro di Visso, Guaita Villa composta soltanto di quattro nuclei abitati che oggi costituiscono la frazione Villa Sant'Antonio del Comune di Visso, Guaita Pagese detta anche di Macereto, Guaita Montanea, attuale Comune di Castelsantangelo sul Nera, e Guaita Uxitae, ovvero l'attuale comune di Ussita. La Plebis è «la Pieve di Santa Maria, ovvero il centro storico e l'attigua frazione di Borgo San Giovanni» e la Pagese comprende «le "frazioni di frontiera" Cupi, Macereto e Aschio».

Un editto del 1483 come copione

L'editto del 1483 di Ser Benedetto di Benedetto descrive in modo dettagliato questo torneo di Tiro con L'arco: una sorta di copione storico che indica il luogo - Santa Maria di Macereto -, la data, le modalità di esecuzione del torneo e addirittura il premio in palio.

Per gli organizzatori è la ragione per cui la festa non può fermarsi: «smettere di rievocare il torneo delle guaite significherebbe perdere la rara possibilità di riportare in vita uno spaccato di vita medievale realmente accaduto».

Fra l'ultima settimana di luglio e la prima di agosto

La manifestazione si svolge ogni anno tra l'ultima settimana di luglio e la prima di agosto, ed è una rievocazione medievale del 1200-1300, nella quale le cinque antiche Guaite del territorio tra Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera, si contendono in una gara di tiro con l'arco il palio.

Un'edizione si è tenuta il 20, 21, 22 e 23 luglio, un'altra dal 13 al 21 luglio. Durante le giornate si può assistere a sorprendenti spettacoli, a cortei caratterizzati da incantevoli vestiti e a un'entusiasmante gara di tiro con l'arco, e la manifestazione si allarga a più paesi «con cortei storici, tornei di tiro con l'arco, sbandieratrici, cene medievali ed esibizioni di tamburini e musici».

La Taverna del Priore

Inoltre, per tutto il periodo si possono degustare le specialità del luogo in stile medievale nella Taverna del Priore appositamente aperta per le feste.

Chi organizza ricorda gli inizi: «iniziammo con abiti di lana per i popolani, pochissimi nobili e i panini col ciauscolo nel chiostro di Sant'Agostino».

Longobardi, scherma, tamburini

A fare da cornice al naturale spettacolo del Monte Bove, sono un bellissimo accampamento medievale realizzato dal gruppo di rievocazione Longobarda «ForteBraccio Veregrense» e gli arcieri dell'Aspidum Sagittas, e lo stesso gruppo «ha portato in scena con rigore e passione la vita quotidiana dei Longobardi, tra armi, abiti, gioielli e riti».

Ci sono poi i duelli di scherma storica fra la Compagnia del Grifoncello di Perugia e la Militia Bartholomei di Castelraimondo arricchiti dal tocco elegante delle danze che vedono protagoniste le ancelle del gruppo «Quam pulchra es», e in un'altra serata «lo stupendo spettacolo di scherma e fuoco del Clan Carantos».

Fra i gruppi di casa ci sono i Tamburini Lupi di Visso, di cui un'edizione ha festeggiato il trentennale «dando vita a un incontro fra diversi gruppi ospiti provenienti da varie regioni». Nel programma ci sono anche il laboratorio di danze popolari e nobiliari delle «Soavi allegrezze dei Da Varano», gli interventi «ad approfondire ruolo, vestiario, libertà e capacità della donna medievale», il concerto degli Errabundi musici, lo spettacolo di musica e parole dei Verba Et Soni e un'osservazione astronomica e del plenilunio guidata da Dino Gazzani.

Un sentiero raccontato dai figuranti

È questo lo spirito del «sentiero natura» che nei punti storiograficamente più significativi vede la presenza di personaggi vestiti con abiti antichi pronti a raccontare la storia delle guaite e del comune di Visso.

Anche la passeggiata narrata parte in musica: «parte al ritmo dei tamburini storici dell'associazione Torneo delle Guaite la passeggiata narrata dal laghetto di Visso».

Nata nel 1994, e rimessa in piedi dopo il terremoto

La manifestazione è nata a Visso nel 1994; gli organizzatori l'hanno ripresa perché «per noi era impossibile veder morire» una festa così, e riprenderla «ha significato mettersi sulle spalle la responsabilità di ridare vita ad una festa che ha reso grande Visso ma anche l'incombenza di organizzare una rievocazione storicamente corretta».

«Il Torneo delle guaite si è sempre dovuto adattare a cambiamenti e stravolgimenti», e chi la organizza la chiama «una rievocazione nomade, perché abbiamo cercato di organizzare eventi in più luoghi per farli conoscere per tenere bene a mente che ancora abbiamo tanto, che "la Storia e la Bellezza" non hanno mai abbandonato questi territori».

La presidente dell'associazione, Caterina Molinaro, la descrive anche come un pezzetto di ricostruzione della comunità sparpagliata dopo il terremoto.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa a Visso richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Castelraimondo-Camerino, a 38 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Muccia, e il tragitto è di 21 chilometri per 20 minuti di guida.

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