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Torneo dei Butteri a Tolfa 2027 - La cattura del vitello e la merca, dal 1968
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: festivalinitalia.it, letta il 20/09/2026.
Il Torneo dei Butteri si disputa a Tolfa, in provincia di Roma, a metà agosto. Le squadre di tre cavalieri si sfidano a cronometro nel gioco dell'anello, in quello del cappello e nella cattura del vitello, che si prende per le corna con la lacciara e si merca. La prima edizione si tenne nel 1968, durante le festività in onore di Sant'Egidio.
Il vitello preso per le corna con la lacciara
La prova che tutti aspettano non è una corsa: è il mestiere del buttero eseguito a cronometro, davanti al paese. La squadra composta da tre cavalieri entra in campo, si posiziona in una zona contrassegnata e aspetta l'entrata del vitello. Quando parte il tempo i cavalieri devono prendere il vitello per le corna con la lacciara, atterrarlo, impastoiarlo, girarlo, mercarlo e posizionare il merco al centro del canapo per chiudere il tempo.
Ogni parola di quell'elenco è un gesto che nelle campagne dei Monti della Tolfa si faceva per lavoro: la lacciara è il laccio, impastoiare vuol dire legare le zampe, mercare è marchiare. In gara la squadra deve mostrare la tecnica del buttero con il bestiame, e i momenti clou del torneo sono proprio le sfide nella gara di cattura del vitello e la «merca», ovvero la marchiatura degli animali.
L'animale, però, non è un attrezzo. Tale gioco viene monitorato anche da un team di veterinari nel rispetto psico-fisico degli animali, e atti ritenuti non consoni portano alla squalifica della squadra.
Anelli, brocche e un campano che chiude il tempo
La prima delle tre prove è una staffetta a tre, e va raccontata per intero perché è tutta di seguito, senza pause. Il primo cavaliere prende la lancia, parte e suona il campano, salta l'ostacolo e si dirige a prendere l'anello più piccolo, poi passa la lancia al secondo cavaliere che fa lo slalom tra le paline e va a prendere l'anello medio, si avvicina al cancello e passa la lancia al terzo cavaliere che va a prendere l'anello più grande, posa la lancia, apre e chiude il cancello, prende il gongolo, va a rompere le brocche e chiude il tempo suonando il campano.
Tre anelli di misura calante, un cancello da aprire e richiudere a cavallo, delle brocche da spaccare: è un percorso costruito su cose di stalla e di casa, non su ostacoli da concorso. E il campano che suona all'inizio e alla fine fa da cronometro sonoro per chi guarda.
Un cappello sul ciocchetto, andata e ritorno
La seconda prova sta in una frase, ed è la più semplice da capire e la più difficile da fare in fretta. Consiste nel partire al galoppo, prendere il cappello posto sul ciocchetto, tornare al punto di partenza, girare intorno al ciocchetto, riposizionare il cappello e tornare al punto di partenza per chiudere il tempo.
Anche questo è un gioco a staffetta eseguito da tutti e 3 i cavalieri della squadra, e l'oggetto conteso non è un trofeo: è il cappello del buttero tolfetano, quello che insieme al tradizionale gilet lo identificava nel suo ruolo.
Alla fine i conti si fanno sommando, non guardando chi ha vinto una singola gara. I tempi delle tre prove vanno sommati, e vince chi chiude le tre prove in minor tempo.
Dal 1968, dentro la festa di Sant'Egidio
Il torneo non è nato da solo: è nato dentro la festa del patrono. La prima edizione si svolse nel 1968 durante le festività in onore di Sant'Egidio, patrono di Tolfa, ed è rimasto un evento molto sentito dai cittadini.
Da allora l'appuntamento è fisso a metà agosto — si svolge al Polo Fieristico «La Nocchia», il campo alla periferia del paese — e chiama gente da fuori: le esibizioni e le gare equestri coinvolgono butteri provenienti da diverse regioni. A darsi battaglia sono anche i rioni del paese: le squadre sono dei sei rioni partecipanti — Cappuccini, Casalaccio, Lizzera, Poggiarello, Rocca, Sughera — e ciascuna è composta da 3 cavalieri più una riserva.
Ad aprire la giornata non sono i cavalli. Il torneo è inaugurato dall'esibizione di coreografie del Gruppo Musici Sbandieratori di Tolfa, e a tenerlo in piedi è la Pro Loco di Tolfa, con il patrocinio del Comune, dell'Università Agraria e di Tolfa Città Slow.
Una razza autoctona dichiarata in estinzione
Tolfa è l'unica città in Italia a dare il nome alla razza autoctona del Cavallo tolfetano, ed è ufficialmente Città del Cavallo dal 2021.
Quella razza ha rischiato di sparire: è stata dichiarata nel 1992 in estinzione, e oggi è di nuovo molto richiesta per l'equitazione tradizionale. Il torneo di metà agosto è il giorno in cui quel cavallo, in un borgo antico arroccato sui Monti della Tolfa, in provincia di Roma, torna a fare il lavoro per cui era stato allevato.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Tolfa per il Torneo dei Butteri chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Civitavecchia, a 18 chilometri da qui, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di Civitavecchia Nord aspetta un percorso di 14 chilometri che in 15 minuti porta a destinazione.
Nello stesso periodo, poco lontano
Nella stessa provincia, altre feste da mettere in calendario.
- Corsa del Drappo a Tolfa — settembre
- Sant'Egidio a Rocca di Cave — settembre
- Festival dei cortei storici borgiani a Subiaco — settembre