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Barabbata a Marta 2027 - Le Fontane dei villani e le tre passate nel santuario
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: festivalinitalia.it, letta il 20/09/2026.
La Barabbata si celebra a Marta, in provincia di Viterbo, ogni anno il 14 maggio. Quattro antiche categorie di lavoratori salgono in corteo al santuario della Madonna del Monte portando in offerta i frutti della terra e il pesce del lago, e dopo la messa compiono tre giri rituali all'interno del santuario. Il rito è documentato dal 1557.
Quattro categorie, quattro offerte
È la Barabbata, detta anche Festa delle Passate: un rito documentato dal 1557 in cui quattro antiche categorie di lavoratori — casenghi, bifolchi, villani e pescatori — salgono in corteo al santuario portando in offerta i frutti della terra e il pesce del lago.
I casenghi sono i fattori e sovrintendenti delle tenute, che sfilano a cavallo con gli abiti tradizionali e gli attrezzi antichi; i bifolchi sono aratori e pastori, accompagnati dai buoi e dagli arnesi del lavoro nei campi; i villani sono i braccianti, suddivisi a loro volta in seminatori, zappatori, mietitori e falciatori, che portano i carri addobbati chiamati «Fontane», vere e proprie architetture vegetali cariche di frutti, fiori e spighe; i pescatori, ammessi alla festa nel 1608, espongono il pescato del lago e le barche tradizionali.
Ogni categoria porta alla Madonna l'offerta del proprio lavoro: è questo scambio simbolico fra comunità e cielo che dà senso all'intera giornata.
Le tre passate dentro il santuario
Il nome Festa delle Passate deriva dal momento culminante: dopo la messa solenne, i partecipanti compiono tre giri rituali — le «passate», appunto — all'interno del santuario, ricevendo i tradizionali ciambelloni. È un gesto ripetuto di generazione in generazione, che i martani custodiscono come segno di appartenenza.
Dal verbale del 1557
La prima testimonianza scritta risale a un verbale del consiglio comunale del 1557, conservato nell'archivio storico di Marta, dove si legge che «venardì è la festa della Madonna del Monte»: segno che la ricorrenza era già consolidata.
gli studiosi ne fanno risalire il nucleo processionale al IX secolo e vi riconoscono la stratificazione di riti primaverili di fertilità e di ringraziamento per il raccolto, legati alle divinità dell'abbondanza (Maia, Cerere, Feronia) e poi cristianizzati sotto il segno della Vergine.
La festa è stata riconosciuta nel 2009 nell'ambito della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.
Ventiquattro ore, dalla fiera ai fuochi sul lago
La vigilia del 13 maggio apre con la fiera tradizionale sul lungolago e prosegue nel pomeriggio con la processione dei ceri dalla Collegiata al santuario per i primi vespri.
dopo la messa e le passate, il pomeriggio riporta la processione in piazza per la benedizione, mentre in serata i fuochi d'artificio sul lago chiudono una delle giornate più lunghe e più sentite dell'anno. Affacciato sulla riva meridionale del lago di Bolsena, il borgo di pescatori e agricoltori si trasforma per ventiquattro ore in un teatro rituale a cielo aperto.
la cucina locale ruota attorno al pesce di lago — coregone, anguilla, latterino — e ai prodotti dell'entroterra viterbese, dall'olio extravergine ai legumi dell'Alta Tuscia.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Marta per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Montefiascone, a 12 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Siena, e il tragitto è di 19 chilometri per 20 minuti di guida.
Nei paesi vicini
Chi si trova da queste parti trova anche queste.
- Festa dei Pugnaloni ad Acquapendente — maggio
- Ludi Borgiani a Civita Castellana — maggio
- I Mercatini del ‘600 a Bassano Romano — luglio