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Trattato di pace e Palio della Pace a Cave 2026 - Il drappo delle sette contrade e la Guerra del Sale
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 19/09/2026.
Il Palio della Pace si tiene a Cave, borgo dei Monti Prenestini nella Città metropolitana di Roma Capitale, nel fine settimana intorno al 13 e 14 settembre. Rievoca il Trattato di Pace firmato nel Palazzo Leoncelli il 14 settembre 1557, che pose fine alla Guerra di Campagna, detta anche Guerra del Sale, fra lo Stato Pontificio di papa Paolo IV Carafa e la Spagna di Filippo II: oltre trecento figuranti in costume sfilano nel corteo storico e le sette contrade storiche si contendono il drappo del Palio con i giochi popolari e le gare di arcieri e balestrieri nell'anfiteatro comunale. La rievocazione è organizzata dal 1996 dall'Associazione Rievocazione Storica Trattato di Pace di Cave 1557.
Cento giorni per la strada del sale
Il conflitto, conosciuto anche come la «Guerra del Sale», fu combattuto tra lo Stato Pontificio e lo stato spagnolo dal settembre 1556 al settembre 1557, e flagellò per 100 giorni le popolazioni per il controllo della «strada del sale».
Da una parte c'era lo Stato Pontificio di papa Paolo IV Carafa, dall'altra la Spagna di Filippo II. Era il 14 settembre 1557 quando, nel Palazzo Leoncelli di Cave, venne sancita la pace.
Perché proprio Cave
Cave, territorio neutrale, divenne il luogo ideale per la trattativa. Per la stipula del Trattato Paolo IV individuò nel Castello di Cave, governato da suo nipote Diomede Carafa, la sede più idonea.
I primi giorni del mese di settembre 1557 partirono da Roma tre cardinali plenipotenziari pontifici — Carlo Carafa, Guido Ascanio Sforza dei Conti di Santa Fiora e Vitellozzo Vitelli — alla volta di Cave, ove era già accampato il Duca d'Alba. Il primo incontro avvenne nella contrada Campo. Quell'accordo gettò le basi diplomatiche che, pochi anni dopo, avrebbero condotto alla Pace di Cateau-Cambrésis del 1559, ridisegnando gli equilibri politici dell'Europa rinascimentale.
Le due lapidi in via della Pace
Due lapidi all'esterno e all'interno del Palazzo Leoncelli — oggi in via della Pace al civico 12 — ne portano traccia indelebile, accanto al portone di accesso sormontato dallo stemma della famiglia, proprietaria fino al 1989, in cui ben si distinguono due leoni rampanti.
Il giuramento e il drappo che si svela
A dare inizio alla manifestazione c'è stata la celebrazione di una Santa Messa nella Chiesa di Santo Stefano Protomartire, animata dalla corale «Lorenzo Perosi». A seguire il solenne giuramento di arcieri, balestrieri e partecipanti ai giochi popolari delle contrade, e poi lo svelamento del drappo del Palio.
Il Drappo della Pace è realizzato dagli alunni del Matisse di Cave, col professor Sergio Camilloni che ha seguito il progetto artistico da cui è nato il simbolo del Palio.
L'arrivo del Duca d'Alba in piazza Marconi
Nel pomeriggio, in Piazza G. Marconi avviene l'arrivo dei Cardinali Plenipotenziari Pontifici e del Duca d'Alba, accolti dal Marchese Carafa, Signore di Cave.
Da lì parte il corteo storico fino a Piazza G. Garibaldi, accompagnato dagli Sbandieratori dei Rioni di Cori e dalla «CdC Percussion Band» dell'Associazione Musicale Bandistica Città di Cave. Sfilano oltre trecento figuranti tra dame, cavalieri, armigeri e popolani, con tamburi, chiarine e gonfaloni, e la voce narrante illustra i fatti storici contestualizzando le scene. Nel corteo due esemplari bianchi di buoi trasportano un grande carro festosamente addobbato.
La corda, la ruzzica e la palla grossa
I piccoli rappresentanti delle contrade si sfidano in una serie di giochi tradizionali, tra cui la corda, la ruzzica, gli anelli, la conca e la corsa con i sacchi. Gli adulti si mettono alla prova con gli stessi giochi popolari, seguiti dalla finale del gioco della palla grossa, che decreta la contrada vincitrice di questa fase preliminare.
Gli arcieri, i balestrieri e l'ultimo colpo
Il momento più atteso si svolge nell'Anfiteatro di Cave, dove arcieri e balestrieri delle contrade si contendono il titolo: sono balestrieri che conservano e tramandano i segreti dell'antica arte del tiro con la balestra.
A contendersi il drappo sono le sette contrade storiche: Quattro Santi Coronati, San Lorenzo, Santo Stefano, Santa Maria Vecchia Refota, Rocca di Cave, Contrada Campo, Ceppo Rapello. Mentre i giudici contano, il pubblico assiste all'esibizione degli Archibugieri Trombonieri Senatore, casata originaria sin dal 1946 della frazione di Passiano, Cava de' Tirreni (Salerno): dall'ingresso nell'arena fino all'ultimo colpo esploso dipingono il panorama con luci, fumo, colori e coriandoli. Poi la premiazione, e il drappo va alla contrada vincitrice.
Il Palio è organizzato dal 1996 dall'Associazione Rievocazione Storica Trattato di Pace di Cave 1557, e la partecipazione all'intera manifestazione è gratuita.
Come arrivare alla festa
La festa a Cave si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Valmontone, a 7,6 chilometri da Cave, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce al casello di Valmontone ha davanti un percorso di 7,9 chilometri che in 14 minuti porta a destinazione.
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