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Tria Turris a Chiusi 2027 - Il Palio delle Torri e la Tripartita a tre palloni
Fonte: visitchiusi.it, letta il 19/09/2026.
Tria Turris si tiene a Chiusi, in provincia di Siena, nell'ultimo fine settimana di giugno, e si chiude con il Palio delle Torri l'ultima domenica del mese. C'è un gioco, dentro questa festa, che non somiglia a nessun altro calcio storico italiano: la Tripartita, una sorta di calcio storico chiusino nel quale, all'interno di un'arena di gara ben delimitata, si sono affrontate tre squadre contemporaneamente con tre palloni in gioco. La festa è in concomitanza con i festeggiamenti per la patrona Santa Mustiola, il cui giorno è il 3 luglio.
Tre squadre in campo insieme
Il gioco che dà il nome alla festa è la Tripartita: una sorta di calcio storico chiusino nel quale, all'interno di un'arena di gara ben delimitata, si sono affrontate tre squadre contemporaneamente con tre palloni in gioco.
Tre, come i terzieri: «Tre giorni, tre sfide, tre torri», si legge nel manifesto. Perché a Chiusi tutto si conta per tre, e la ragione non è estetica: viene da come la città era fatta.
I tre terzieri e le chiavi della città
Durante i festeggiamenti di Santa Mustiola, i Tre Terzieri, le tre fazioni in cui è diviso il paese, si sfidano al Palio delle Torri, per ottenere le chiavi della Città e lo strapotere assoluto sugli altri due, nonché l'onere e l'onore di difendere la Santa.
Si chiamano Santa Maria, Sant'Angelo e San Silvestro, e il Palio affonda le sue radici nel XIV secolo, quando la libera città lottava per l'indipendenza, stretta tra i Ghibellini senesi da un lato e i Guelfi perugini dall'altro. La gara conclusiva è da oltre trent'anni appuntamento fisso dell'ultima domenica di giugno.
I nobili, i militari e i longobardi
I nomi dei terzieri non sono etichette: dicono chi ci abitava. Quando i Longobardi occuparono il territorio di Chiusi, vi posero la loro Fara, e lo trasformarono in un Ducato a gestione reale con una divisione strategico-amministrativa che presto si trasformò nell'istituzione dei Terzieri, che restò in vita fino alla fine del XV secolo.
La loro funzione era di tipo economico, funzionale, difensivo: Santa Maria era abitata dalla classe dei nobili etrusco-romani, Sant'Angelo dalle classi militari e popolari e San Silvestro dalle classi longobarde. Ci fu anche una parentesi, nella metà del XV secolo, in cui i Terzieri presero il nome delle località per protesta contro il potere del Vescovo: Terziere del Poggio, Terziere della Cimina, Terziere di Piazza Nova.
Le acque sposate come a Venezia
C'è un dettaglio, nella storia di questa città, che vale da solo il viaggio: dal 1240, nella Domenica in Albis, i magistrati della Città sposavano le acque come faceva la Repubblica veneziana con il mare (unico esempio di tale rito nelle acque dolci).
Le frecce da dodici, quattordici e sedici metri
Prima del Palio ci sono le altre sfide, e sono misurate al metro. Ogni terziere ha schierato tre arcieri che in tre turni si sono sfidati a colpi di frecce (da 12, 14 e 16 metri) per determinare il terziere più meritevole della Freccia e dell'Arco d'Oro. C'è anche il Palio della Freccia d'argento, che è il tiro con l'arco femminile.
La processione della patrona apre tutto: l'effigie della Santa, protettrice di Chiusi, ha sfilato per le vie del centro storico, seguita da un corteo di cittadini, figuranti mascherati e dal gonfalone del Comune, con oltre 250 figuranti a piedi e a cavallo e i tamburini e gli sbandieratori dei Terzieri di Chiusi Città e delle Contrade di Chiusi Scalo.
La piazza coperta di tufo
Il corteo si chiude in Piazza Duomo ricoperta di tufo, dove sono state allestite anche delle tribune e dove si svolge la presentazione dei cavalli e dei cavalieri.
La domenica è la giornata culminante: nel tardo pomeriggio il Corteo del Rettorato e le esibizioni di sbandieratori e tamburini aprono la cerimonia, poi arriva la benedizione delle Torri e infine il Palio, con i tre terzieri che si sfidano fino all'ultimo metro.
I pici, il pesce di lago e la birra della festa
Tutte le sere sono aperte le taverne dei terzieri, dove si trovano i piatti della tradizione toscana e della cucina di lago: dai pici tirati a mano alle specialità cotte al camino fino al pesce del vicino lago di Chiusi.
Al Parco dei Forti stanno la Birraria medievale, con la birra dedicata al Tria Turris, e la Taberna Ippogin, curata dal Gruppo Sbandieratori e Tamburini dei Terzieri, aperte fino a tarda notte. Di giorno le antiche vie si riempiono delle «Botteghe del Medioevo», un mercatino storico in costume, e per i vicoli non è strano vedere passeggiare cavalieri in armatura, dame, paggi, ancelle, arcieri o falconieri.
E la festa non finisce con il Palio: i festeggiamenti in onore di Santa Mustiola non terminano definitivamente il 22 giugno, ma il 3 luglio, giorno della patrona, con la tradizionale cena in via Porsenna.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere della festa, a Chiusi, è alla portata di tutti. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Chiusi-Chianciano Terme a un passo dal centro, 2,5 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce al casello di Chiusi - Chianciano Terme, e da lì restano 4,1 chilometri e 6 minuti.
Che altro succede in provincia di Siena
Altre feste di giugno nella stessa zona.
- Ferie delle Messi a San Gimignano — giugno
- Giostra del Saracino (Notturna Fuori le mura) a Sarteano — luglio
- Giostra del Saracino di Sarteano — agosto