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Fëta dou barò a Cogne 2027 - Si balla la Monferrina con la botte piena su una spalla
La Fëta dou barò si tiene a Cogne, in Valle d'Aosta, il sabato che precede il martedì grasso di Carnevale. I coscritti — i ragazzi che raggiungono la maggiore età — partono nel tardo pomeriggio da Épinel con un asino e un carretto, attraversano Crétaz e arrivano in tarda serata nella piazza del capoluogo, fermandosi a cantare e a ballare a ogni tappa. A ogni fermata uno di loro danza la Monferrina con il Barò, una botte di vino solitamente piena, caricata su una spalla; alla fine il coscritto del capoluogo la porta dalla piazza centrale fino alla tensostruttura.
Sulle spalle del ragazzo che balla non c'è un oggetto qualsiasi: c'è il Barò, una botte di vino, solitamente piena. La danza è la Monferrina, che a Cogne si chiama anche ballo del Tintamaro, e mentre lui balla gli altri coscritti suonano attorno, creando un movimento circolare che lo avvolge. Il ritmo cresce, il passo si fa incalzante, e — scrive chi l'ha vista — la fatica si mescola all'orgoglio.
Non è una prova di forza e basta
Il rituale del barile rientra in quei riti che segnano il passaggio dall'età adolescenziale a quella adulta, e prevede una serie di prove di forza a cui i coscritti maschi devono sottoporsi. Tradizionalmente sono i ragazzi a danzare con la botte, anche se non sono mancate le ragazze che si sono cimentate.
Ma il cerchio attorno al coscritto è molto più di una coreografia: è la comunità che sostiene, che accompagna, che riconosce il passaggio all'età adulta. Il suono del tamburo scandisce il tempo come un battito collettivo, mentre la fisarmonica riempie l'aria. Cortei e battaglie rievocate non sono tutto: l'archivio di folklore e rievocazioni comprende anche riti di passaggio come questo.
Da Épinel a Cogne, con un asino davanti
La festa del barile si organizza il sabato che precede il martedì grasso di Carnevale, e le sue tappe sono sempre le stesse: Épinel, Crétaz, il capoluogo — che qui si chiama Veulla — e infine la tensostruttura.
Si comincia nel tardo pomeriggio a Épinel, villaggio a circa 2,5 chilometri dal capoluogo, dove i coscritti si incontrano e, in compagnia dei «jouveurs» — i fisarmonicisti — rallegrano le vie centrali della frazione. Al ristorante «Lou barò», sulla strada regionale, si fermano a cantare e a offrire un bicchiere di vino agli automobilisti in transito. Poi vanno nella piazzetta, dove un gruppo di spettatori li guarda ballare e cantare, e spesso una famiglia offre vino caldo e altre bevande: lì il coscritto originario della frazione porta il barile su una spalla, ballando.
Finito il ballo, caricano il barile sul carretto e ripartono sulla strada regionale, suonando i tamburi e cantando. Il corteo tiene per tutto il tragitto un ordine preciso: un coscritto con la bandiera — che può cambiare a turno —, l'asino con il carretto, i fisarmonicisti, il gruppo dei coscritti. A trascinare il carretto col barile è appunto un asino, e a occuparsene per tutto il pomeriggio e la serata è il suo proprietario.
A Crétaz il corteo si ferma al ristorante «Notre Maison» per balli e canti, poi va al «Lou Bequet» per la cena. In tarda serata arriva nella piazza centrale di Cogne, dove i coscritti vengono accolti da una folla di autoctoni e turisti e si esibiscono in canti e balli: lì i maschi eseguono a turno la danza del barile.
Il rito del barile
Conclusi i balli in piazza viene il momento che dà il nome a tutto. Il coscritto originario del capoluogo carica il barile su una spalla e lo porta dalla piazza centrale fino alla tensostruttura, percorrendo gran parte del centro paese. Dentro il padiglione la serata si chiude con i balli tradizionali del tamburo e il ballo liscio.
Il costume dice a chi appartiene la giornata. I coscritti maschi indossano la camicia, la giacca tradizionale bianca con pon-pon colorati rossi e verdi e il cappello nero con coccarda rossa e nera; le coscritte non portano il costume tradizionale, ma jeans e giacche. Tutti hanno il tamburo con i nastri colorati e, sulle spalle, il foulard rosso e nero con frange dorate, decorato con la scritta «W LA CLASSE 19--», la parola COGNE, il proprio nome e, al centro, lo stemma della Valle d'Aosta, il leone rampante. Anche il carretto è decorato dai coscritti, con palloncini e ghirlande.
Perché esiste una festa dei coscritti
La festa dei coscritti nasce con l'arruolamento obbligatorio nell'esercito, ed è per questa ragione che a Cogne le coscritte cominciano a festeggiare la maggiore età solo dagli anni Sessanta circa. Il legame con la leva, però, è cambiato nel tempo, e all'inizio era rovesciato: partecipavano alla festa i coscritti che non dovevano partire, e solo dalla fine del XIX secolo c'è un'inversione di tendenza, con tutti i coscritti considerati abili che vi partecipano «con spirito patriottico».
Nei primi decenni del Novecento il foglio del richiamo arrivava in municipio a gennaio, e la visita militare si faceva verso fine aprile o i primi di maggio. Subito dopo il carnevale cominciavano le feste del foglio: la domenica i coscritti si ritrovavano all'uscita dalla Santa Messa con un cappello nero, sul quale veniva posato il foglio del richiamo bollato da un bicchiere di vino rosso. Poi in ogni frazione dove c'erano coscritti si organizzavano balli — anche cinque o sei volte — prima della visita. La vigilia si pranzava insieme e si partiva verso il capoluogo regionale; per qualche anno ci fu l'abitudine di andare a festeggiare ad Aymavilles.
La visita si faceva a 20 anni, e i ragazzi partivano per il servizio militare nell'anno seguente. Il giorno della visita i coscritti abili mettevano un piccolo bouquet di fiori sul cappello e toglievano il foglio: abbellire il cappello spettava alle fidanzate. Dopo la visita ricominciavano le feste del bousquet, in onore dei ragazzi giudicati abili; quelli non abili e i rivedibili — che dovevano tornare a fare la visita l'anno dopo — non vi partecipavano.
La fine della leva
Feste del foglio, visita e feste del bousquet sparirono con le riforme del servizio militare: dal 1965 con l'istituzione degli scaglioni, dal 2005 con l'abolizione della leva. Per compensazione ne sono nate altre, come la festa del cambio, in cui i coscritti dell'anno precedente e quelli dell'anno nuovo fanno una festa insieme, una sorta di passaggio di testimone.
Un'uscita si è invece mantenuta: quella di San Besso, quando i coscritti, con bandiera e fisarmonica, vanno al santuario in Val Soana, in Piemonte, per la Santa Messa e per passare la giornata in allegria. La tradizione nasce dal fatto che quel santo fu un soldato, ed è considerato il protettore dei coscritti che dovevano partire militari.
Tutto questo si tramanda per imitazione. Fin dalla tenera età i bambini di Cogne assistono agli appuntamenti della festa dei coscritti e, arrivato il loro turno, ripetono i gesti conosciuti.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la festa a Cogne richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Arvier, a 26 chilometri da Cogne, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Aosta Est - Gran San Bernardo ha davanti un percorso di 31 chilometri, trentaquattro minuti di guida.
Eventi nei dintorni
Altre feste della provincia di Valle d'Aosta.
- Fuochi di San Giovanni a Cogne — giugno
- Fiera di Sant'Orso ad Aosta — gennaio
- Napoleonica (Assedio al Forte) a Bard — maggio