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Festa Medievale di Fénis 2027 - Il torneo Le Cors dou Heralt al castello degli Challant
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.
La Festa Medievale di Fénis, in Valle d'Aosta, si tiene ogni due anni, negli anni pari, alla fine del mese di luglio, in occasione dell'anniversario della Baronia di Fénis. Il nome della festa non parla di cavalieri né di castelli: parla di un impiegato. «Le Cors dou Heralt» è un'espressione in patois valdostano e «indica appunto la corsa o il percorso dell'araldo» — cioè di quel «pubblico ufficiale che aveva il compito di presiedere ai tornei, di intimare la guerra o la resa, proporre trattative, proclamare la pace, compiere missioni presso sovrani esteri ed in modo particolare essere il messaggero ed il banditore del suo signore».
Il ritorno del signore, nel 1340
L'evento «rievoca l'epoca medievale, in particolare l'anno 1340, in cui il signore di Fénis Aimone di Challant, dopo la ricostruzione del vecchio maniero, ne riprende il possesso con fastosi festeggiamenti». È una data precisa e un gesto preciso: il padrone di casa che rientra dopo i lavori.
La rievocazione lo mette in scena letteralmente. Il corteo parte dallo Tsantì de Bouva — l'area verde sotto il castello — e sale «verso le porte del castello, dove acclama il signore, Aimone di Challant e la consorte Fiorina Provana di Leinì, affinché si uniscano al popolo nei festeggiamenti». I signori escono con «un'uscita trionfale» e scendono con tutti gli altri.
A organizzare è il Groupe Historique de Fénis, «costituitosi nell'anno 2001 da un gruppo di amici accomunati dalla passione per la storia medievale», nato con lo scopo dichiarato «di ricordare la costruzione di questo edificio ultimata nel 1340». La festa è biennale: si tiene «ogni due anni, negli anni pari, in occasione dell'anniversario della Baronia di Fénis, alla fine del mese di luglio», e raduna «circa 350 figuranti» da Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria e Toscana, in gruppi «in formazione variabile, da due a venti persone circa».
Un accampamento dove si può toccare
Il sabato mattina «si allestiscono l'accampamento dei soldati e il mercato degli antichi mestieri». L'accampamento non è una scenografia da guardare: «ogni gruppo ospite dispone di uno spazio dove può montare una tenda e proporre le proprie attività, che possono essere puramente espositive o invitare il pubblico all'interazione».
Le attività sono elencate una per una, ciascuna col gruppo che la porta: la fusione dei metalli, la didattica di arcieria, il tiro con la balestra, i giochi antichi, l'incontro con i rapaci dei falconieri. Nella parte bassa c'è «un piccolo mercato tematico che propone prodotti ed articoli realizzati artigianalmente: figure in legno intagliato, tessuti, erbe aromatiche, marmellate», e all'ingresso un punto ristoro affidato a un birrificio artigianale «specializzato in preparazioni tradizionali».
Il cavallo che è andato e tornato
Il torneo che dà il trofeo ha una storia che non è stata abbellita. «Nelle prime edizioni a sfidarsi nel torneo erano cavalli e cavalieri; negli anni, per ragioni logistiche e di tutela degli animali, l'associazione ha sospeso la gara equestre ed optato per una gara di arcieria». Poi, nel 2022, «è stato nuovamente riproposto anche il torneo equestre».
L'arcieria si svolge vicino all'accampamento: «gli arcieri si sfidano su un campo di 20 metri con 3 volée». Il torneo equestre, invece, è un percorso a prove: «suonare una campana alla partenza, imbracciare una lancia, prendere un anello sospeso, colpire un bersaglio, lasciare la lancia, prendere un frutto e farlo cadere in un cesto, saltare un ostacolo».
C'è poi una regola che dice molto sullo spirito della manifestazione: «ogni cavaliere gareggia in rappresentanza di uno o più gruppi storici estratti a sorte», e fra questi «non necessariamente quello di appartenenza». Si può vincere per una squadra che non è la propria.
Anche il torneo dei musici ha un nome che è una dedica: «dal 2022 il torneo dei musici è denominato "dei tamburi di Ciro", in memoria del fondatore e presidente del gruppo storico di Fénis». E i duelli non sono tutti uguali: «alcuni saranno frutto di una precisa ricostruzione scenica, altri veri confronti sportivi tra schermidori».
Riso, marmellate e biscotti sardi
Prima della cena si svolge un rito di ospitalità che vale la pena raccontare per intero: «chi si presenta al cospetto dei signori reca in dono una specialità del proprio territorio — un pacchetto di riso confezionato artigianalmente, una marmellata — e riceve in cambio un piccolo ricordo della manifestazione». Ogni gruppo arriva con qualcosa di casa propria.
La cena, servita nella tensostruttura, ha un menù con i nomi in personaggio: antipasto «del pizzicagnolo» con salumi misti e formaggio, zuppa «del popolano» di legumi e cereali, «fricandeau dell'Araldo e mixtus di Petrus Bastardus» — spezzatino di manzo e polenta — e biscotto «della castellana» a base di frutta secca. Gli ingredienti «sono esclusivamente locali», e «la polenta è un alimento costante, alla base dell'alimentazione alpina».
Sul dolce, però, non si fanno misteri. La ricetta «è quella dei papassinos, biscotti secchi fatti in casa, di origine sarda», e la scelta «dipende dalle competenze culinarie dei membri dell'associazione attivi come volontari nei giorni della preparazione». Non è un dettaglio nascosto: è «convalidata dal gruppo storico nel suo complesso perché gli ingredienti — mandorle, noci, uva passa — sono compatibili con le colture locali in epoca medioevale». Una ricetta sarda accettata dopo averne verificato la plausibilità storica.
Affreschi, velluto e colonne sonore
Gli abiti seguono lo stesso criterio. Quelli dei signori sono «ispirati agli affreschi del castello della Manta» e «confezionati in velluto o tessuto damascato da sarti che lavorano abitualmente per il Palio di Asti»; quelli degli altri figuranti sono «in cotone o lino», con accessori «di volta in volta intercambiabili a seconda delle esigenze sceniche». La distinzione ha un fondamento storico dichiarato: i signori di Challant, «bene introdotti alla Corte dei Savoia ed alla Corte del Re di Francia, esibivano con il loro abbigliamento l'appartenenza ad uno stato sociale molto elevato».
Chi impersona il signore e la signora, invece, non ha gradi da rispettare: sono figuranti del gruppo di Fénis scelti «senza particolari requisiti come l'anzianità di partecipazione, la provenienza o l'età, come avviene in altri gruppi storici».
Due presenze, poi, sembrano fuori posto e non lo sono. La prima è il gruppo di danzatrici del ventre che si esibisce durante la cena: gli organizzatori «hanno scelto di mantenere questo contributo, che fa riferimento ai contatti di Bonifacio I, figlio di Aimone, con la Terra Santa, testimoniati anche negli affreschi del castello» — dove «fra i saggi raffigurati è presente un filosofo arabo» e «una parete è decorata con immagini di piante mediorientali». La seconda è il repertorio dei tamburini, «costituito inizialmente da temi di marce militari», al quale però «sono stati adattati ed inseriti brani musicali contemporanei, colonne sonore tratte da film, serie televisive e videogiochi». Il gruppo dei tamburini di Fénis, tra l'altro, «è costituito da ragazze».
La giornata si chiude con lo spettacolo di giocoleria di fuoco e con «la fiaccolata che accompagnerà il rientro dei signori al castello»; la manifestazione «termina attorno a mezzanotte con le esibizioni libere dei tamburini».
Il castello, tutto l'anno
Il gruppo non esiste solo per due giorni ogni due anni: «è attivo durante tutto l'anno», fra «l'animazione delle visite teatralizzate al castello» e la partecipazione ad altre rievocazioni.
E c'è una parte che riguarda la scuola. Il progetto «Viaggio tra fantasia e realtà nel castello di Fénis» è dedicato agli alunni della classe quinta e «si sviluppa in quattro periodi durante l'anno scolastico»: una parte in aula dove gli alunni «vengono suddivisi per genere, per presentare loro alcune attività che nel medioevo erano esclusivamente femminili o esclusivamente maschili», e poi «una visita guidata al castello» con «la rappresentazione di una scenetta sulla vita nel maniero». Alla scuola dell'infanzia si va con i tamburi, «strumento amato dai bambini».
Come arrivare alla festa
Raggiungere la Festa Medievale Torneo Le Cors dou Heralt a Fénis è facilissimo. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Nus è a 2,5 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Nus: da lì bastano 2 minuti di guida (1,2 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Nello stesso periodo, poco lontano
Chi passa di qui a luglio trova anche questi appuntamenti.
- Medioevo nella Terra degli Challant ad Issogne — luglio
- Fuochi di San Giovanni a Cogne — giugno
- Veillà di Arnad — agosto