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Folklore e Rievocazioni

Velimna gli Etruschi del Fiume a Ponte San Giovanni 2026 - La lancia col sauroter e la tomba riprodotta in scala

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Velimna, gli Etruschi del fiume è una rievocazione etrusca che si tiene fra la fine di agosto e i primi di settembre a Ponte San Giovanni, nel comune di Perugia, in Umbria, con sullo sfondo il Tevere e l'Ipogeo dei Volumni. Nel parco Pascoletti nasce per qualche giorno un villaggio etrusco con l'accampamento, le lavorazioni artigiane e i laboratori di archeologia sperimentale, mentre per le vie centrali sfila il corteo storico coi personaggi delle antiche famiglie etrusche. La manifestazione è nata nel 2002 e l'associazione che la prepara ha in guardaroba 600 costumi.

Il pezzo di lancia che nessuno aveva rifatto

I rievocatori hanno ricostruito in maniera fedele la lancia di un guerriero, cosa che nessuno aveva ancora fatto, racconta chi la costruisce: in una lancia normale le punte oplitiche sia nel mondo etrusco sia nel mondo greco non avevano solo la cuspide ma avevano anche un contrappeso in bronzo chiamato sauroter o styrax.

Così, dicono, si passa da quella che è una semplice scenografia a oggetti che rispecchiano fedelmente quelli dell'epoca, a partire dal peso.

Una tomba di Tarquinia rifatta a grandezza reale

Durante Velimna si allestiscono l'accampamento antico e la tenda, una riproduzione in scala della tomba del cacciatore di Tarquinia realizzata seguendo una mappatura 3d in dimensioni reali.

Intorno si lavora davvero: c'è la cucina con le stoviglie storiche, c'è il tornio non a pedali ma spinto a mano, per far vedere come venivano creati i vasi, e ci sono le pitture storiche, utilizzate da una pittrice che dipinge dal vivo. Poi i duelli, la movimentazione e l'addestramento della falange, e per chi vuole provare, laboratori di archeologia sperimentale sulla lavorazione del bronzo e della ceramica.

Chi cuce, chi tinge, chi sbalza il bronzo

Nel gruppo ci sono anche una sarta che cuce i vestiti, un'archeo ricostruttrice che fa le passamanerie e i decori che bordano gli abiti e tinge con tecniche antiche, due archeologi che seguono la parte filologica, e chi costruisce le corazze che si vedono indosso ai membri del gruppo, compresi sbalzi e cesellature, basandosi sui reperti.

Il gruppo di rievocazione storica etrusca e greca Ruva Leu — I Leoni di Nemea si propone di trasmettere la passione per la storia attraverso una filologica e precisa ricostruzione archeologica: non solo militare, ma anche tessitura, vasellame, metallurgia, agricoltura e cucina.

Attorno alla rievocazione il paese mette in fila incontri, visite guidate, passeggiate, mostre e cene a tema, distribuiti tra la Necropoli del Palazzone, il Parco Giuseppe Pascoletti, il Teatro degli Etruschi e il MANU, dove si svolge il tradizionale convegno; c'è poi il corteo storico e spettacolo rievocativo, e una grande mostra sulla civiltà etrusca allestita dai volontari dell'associazione nelle sale del CERP alla Rocca Paolina.

Il villaggio nel parco

Per qualche giorno il parco cambia natura: nel parco Pascoletti si allestisce un vero villaggio etrusco, con scene di vita quotidiana, spettacoli, lavorazioni e laboratori. Non mancano rievocazioni, cortei, accampamenti e spettacoli audiovisivi.

Chi entra può passeggiare per un accampamento etrusco, tra tende, armi e vesti ricostruite storicamente, scoprire l'arte e il cibo di quel popolo, vivere le rappresentazioni di antichi riti religiosi oppure assistere agli allenamenti e alle battaglie degli opliti. I giochi dei gladiatori nascono proprio in ambito etrusco, dai giochi funerari in cui, quando moriva un nobile, venivano fatti combattere a morte gli schiavi.

Seicento costumi e due anfore giganti

La sfilata arriva sulle vie centrali di Ponte San Giovanni con lo splendore dei suoi costumi etruschi, con i personaggi delle antiche famiglie etrusche e con i personaggi religiosi e pubblici dell'antica città.

Gli organizzatori dicono di avere 600 costumi a disposizione. A prepararli sono decine di persone, che ogni anno rimettono in ordine costumi, scarpe, oggetti, cappelli, materiali, attrezzature, vessilli, bandiere, anfore, e portano avanti il restauro di due giganteschi vasi, riproduzione fedele di anfore etrusche. La sede delle associazioni, ormai, può considerarsi un autentico museo che raccoglie tutte le riproduzioni realizzate nel corso del tempo per le sfilate: dai costumi ai gioielli, dalle urne cinerarie a statue e oggetti dell'uso quotidiano.

Arunte, Larthe e l'Ipogeo

Il nome della festa è quello di una famiglia. L'evento si svolge con sullo sfondo il «prezioso» fiume Tevere e l'Ipogeo dei Volumni, massima testimonianza di questo popolo sul territorio cittadino, e Ponte San Giovanni è stata ufficialmente nominata «Città etrusca dei Velimna»: la sua nascita etrusca si fa risalire al VII-VI secolo a.C., in una Perugia che era città tra le più importanti della Dodecapoli etrusca.

La manifestazione è nata nel 2002 da un'intuizione di Alvaro Azeglio Mancioli, al tempo presidente della «Pro Ponte». Secondo il fondatore, l'evento portò un forte colpo di vento sull'Ipogeo, capace di rimuovere e portare via con sé la millenaria patina del tempo posatasi sulla tomba della celebre famiglia dei Velimna, riportando virtualmente tra noi il capostipite Arunte e i suoi cari.

Il vero battesimo della manifestazione avvenne alla trasmissione RAI di «Uno Mattina» il 15 settembre 2002, ospiti per otto minuti una delegazione di cinque persone e, in costume, il capostipite Arunte Volumnio con la moglie Larthe e una sposa in abito celeste.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Perugia per la festa non è complicato. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Perugia Ponte San Giovanni è a 2,0 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Ponte San Giovanni: da lì bastano un minuto di guida (900 metri) per immergersi nei festeggiamenti.

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