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I falò dell'Immacolata: perché si accendono la sera del 7 dicembre

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

La sera del 7 dicembre, in mezza Italia, si accendono grandi falò. Il fuoco sta per la luce di Maria che vince le tenebre, ma le spiegazioni sono due: una leggenda mariana e un'origine molto più antica, legata al solstizio d'inverno.

Il rito comincia alla vigilia, e c'è un motivo.

Perché la sera prima

Che i falò si accendano il 7 e non l'8 dicembre non è una svista.

A Guardiagrele, dove il rito si chiama dei focaracci, l'accensione alla sera della vigilia viene ricondotta all'antico computo del giorno, che cominciava al tramonto: la sera del 7 apparteneva già all'8.

Dove si accendono

La tradizione è diffusa soprattutto nel centro e nel sud, e le regioni citate come principali sono Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Sicilia e Campania.

Ogni luogo ha il proprio nome per la stessa cosa: focaracci a Guardiagrele, vampalorio a San Mango Piemonte, semplicemente falò altrove.

Le due spiegazioni

Sull'origine convivono due letture.

La prima è mariana: i falò stanno per la luce di Maria e la sua protezione, e una leggenda li collega alla notte fra il 7 e l'8 dicembre 1854, quando Pio IX proclamò il dogma dell'Immacolata Concezione.

La seconda è precristiana: a Guardiagrele i fuochi sono ricondotti alle manifestazioni pagane del solstizio invernale.

La leggenda di Castellammare

Il caso più strutturato è quello di Castellammare di Stabia, dove i falò nascono dalla storia di un pescatore salvato dalla Madonna durante una tempesta: scampato al naufragio, accese un fuoco di ringraziamento e chiamò i passanti con le parole «Fratiell e Surell».

Il rito che ne è nato dura dodici notti: comincia il dodicesimo giorno prima dell'8 dicembre, e ogni alba un devoto sveglia il rione con la «voce» — «Fratiell e surell, ò Rusario à maronn, oggi è à primma stella ra Maronna». Le stelle richiamate sono le dodici stelle della Vergine.

La prima e l'ultima notte il devoto è accompagnato da una banda musicale; nelle altre si fanno esplodere petardi. Il giro tocca i quartieri di Moscarella, Acqua della Madonna, Aranciata Faito, Cicerone, Scanzano, Rione CMI, il Mercato e i quartieri collinari.

Le altre feste italiane

Ogni comunità ha declinato il fuoco a modo proprio.

Gli stessi fuochi in Spagna

La ricorrenza accende falò anche fuori dall'Italia, con riti che si somigliano molto.

A Horche le Hogueras de la Purísima hanno oltre tre secoli di storia: risalgono al 1670, anno della Cofradía de la Esclavitud de la Purísima. Sono dodici i confratelli incaricati di accendere le luminarias, e le dodici hogueras stanno per le dodici stelle della corona dell'Immacolata — lo stesso simbolo che compare a Castellammare.

A Jarandilla de la Vera, il 7 dicembre, si celebrano gli Escobazos: al crepuscolo si accendono torce di ginestra, come facevano i pastori che scendevano dalle montagne, e si portano rami in fiamme; la celebrazione dura tutta la notte, con grandi falò e il vino pitarra.

A Madrigal de la Vera la Luminaria si accende al tramonto del 7 dicembre, con i vicini riuniti attorno ai fuochi sparsi per il paese e le jotas veratas cantate e ballate.

Le fogatas spagnole sono legate anche alla Quema del Diablo, simbolo della vittoria del bene sul male.

Domande frequenti

Perché si accendono i falò per l'Immacolata?

Simboleggiano la luce di Maria e la sua protezione. Sono ricondotti anche alle feste pagane del solstizio d'inverno.

Perché il 7 e non l'8 dicembre?

Per l'antico computo del giorno, che cominciava al tramonto: la sera del 7 apparteneva già alla giornata dell'8.

Dove si fanno?

Soprattutto in Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Sicilia e Campania. Riti simili si celebrano anche in Spagna.

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