Castellano e Castellana a Settimo Torinese - La corda calata dalla torre per liberare Margheritin
Il Castellano e la Castellana sono le due maschere di Settimo Torinese, in provincia di Torino, e sfilano fra febbraio e marzo. Nella «giostra del panno» i rappresentanti dei rioni scalano la Torre medievale con funi fissate allo spago calato dal figlio della nutrice di Marghitin e liberano la giovane prigioniera; i costumi sono medioevali, in velluto bordeaux con passamaneria dorata. Il gioco si ispira alla leggenda secondo la quale Marghitin, la bella figlia del castellano, relegata sulla torre dal padre contrastante l'amore sbocciato con il giovane ortolano Minòt, viene da questi liberata.
Lo stratagemma della corda
Il modo in cui il giovane arriva in cima è raccontato in ogni dettaglio, ed è il cuore di tutto: una corda fissata ad uno spago calato dal castello dal figlio della sua nutrice e dallo stesso issata e fissata alla sommità del muro — e per quella corda Minòt, ascendendo, conquista il munito castello.
Non è una scalata di forza: il figlio della nutrice cala lo spago, con lo spago sale la corda, e con la corda sale lui.
La giostra del panno
La leggenda è diventata una gara. Le due maschere vengono da un'antica rappresentazione detta «giostra del panno», gara consistente nella ascesa alla torre per mezzo di funi fatta dai rappresentanti dei rioni settimesi.
Le funi venivano calate dal castello. Il luogo è quello vero, non una scenografia: la scalata alla Torre medievale, simbolo della città, da parte del giovane ortolano Minòt impegnato a salvare la bella Margheritin — e lo si fa attraverso costumi, musiche e danze, per fare ai settimesi «un balzo nel passato».
Velluto bordeaux e passamaneria dorata
Il costume colloca la coppia in un'epoca precisa. L'indicazione della scheda della maschera è secca: epoca medioevo, costume velluto bordeaux con passamaneria bordata dorata.
È l'abito di un castellano e di una castellana, non dell'ortolano che arriva dal basso.
La leggenda in scena: «La Castellana Contesa»
La stessa storia ha avuto anche una vita teatrale, ed è bene distinguerla dalla maschera. Una compagnia ha costruito sulla leggenda uno spettacolo, «La Castellana Contesa», che si propone di far rivivere la leggenda della contesa per il matrimonio con la Castellana, ossia la figlia di una nobile casata rinchiusa nella torre perché innamorata di un popolano.
Tutto comincia con la castellana che si affaccia al balcone della torre, si mostra alla popolazione ed esorta i giovinotti a raggiungerla per liberarla e averla in sposa; per sollecitarne il desiderio, si esibisce lei stessa in una danza sulla parete.
Nello spettacolo i pretendenti tentano allora di espugnare la torre con grandi e acrobatici salti sul tappeto elastico, con una pertica cinese su cui arrampicarsi, con un uomo dalle grandi ali che si libra nel vuoto, con un improbabile razzo fiammeggiante — e nessuno ci riesce, finché l'innamorato finalmente si arrampica con una corda calata nottetempo dalla stessa ragazza, e la castellana scende lungo la parete per incontrarlo in una danza verticale sulle pareti dell'edificio.
Chi lo mette in scena dichiara anche il motivo per cui funziona ovunque: racconta una leggenda di Settimo Torinese, ma assolutamente contestualizzabile in qualsiasi borgo italiano, perché ovunque si può pensare a una lite fra padre e figlia per un pretendente non gradito alla famiglia.