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Maschere · Trentino-Alto Adige

Schnappviecher a Termeno - La bocca con denti in legno e lingua in metallo

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Lo Schnappvieh — in paese lo chiamano Wudel — è una delle maschere della Sfilata dell'Egetmann, il corteo di carnevale che Termeno, in Alto Adige vicino a Bolzano, mette in strada il martedì grasso degli anni dispari, fra febbraio e marzo. È una gigantesca testa di drago in legno alta più di due metri, pelosa e con le corna, attaccata a un sacco di juta: la bocca si apre e si chiude con l'aiuto di una fune traente e con grande frastuono, e mostra denti in legno e una grande lingua in metallo. Il primo salto dello Schnappvieh è il 7 gennaio e dà il via al carnevale del paese.

Acchiappare, e bestia

Il nome dice esattamente che cosa fa: «Schnappen vuol dire acchiappare e viech significa bestia: appena li vedete, scappate a gambe levate!»

A Termeno però quel nome non è l'unico: «Wuddelen» è il «nome che gli abitanti di Termeno danno ai loro simpatici "Schnappviecher"», e le due forme si usano entrambe.

Un coccodrillo senza orecchie

Sono «coccodrilli senza orecchie ma con un'enorme e alta testa pelosa con corna, che mediante il movimento della bocca vanno in giro spaventando la popolazione lungo le vie cittadine»: una specie di coccodrillo ricoperto di pelli, con corna e grandi mandibole sempre pronte a cercare prede.

Sono «grandi mostri pelosi alti più di due metri, con corna ed una grande bocca», e il drago è «spesso rappresentato da un intero gruppo».

Come è costruito

La testa è un oggetto di falegnameria: sono «gigantesche teste di drago in legno con una mascella mobile che si chiude rumorosamente per spaventare gli spettatori». Come tutto il resto della sfilata è fatta a mano, con le offerte raccolte durante le feste di paese e gli scampoli di tessuto offerti dai paesani.

Sotto, il corpo è molto più semplice di quanto l'altezza faccia pensare: «una grande testa di drago è attaccata ad un sacco di juta». Da lì viene il modo di muoversi che tutti gli riconoscono — «continuano a muoversi, a correre in giro per il paese e bisogna stare attenti a non essere acchiappati» — e da lì la regola che vale in strada: «gli Shnappviechen girano sempre in gruppo».

Il primo salto è il 7 gennaio

«A Termeno il periodo carnevalesco inizia molto prima della sfilata vera e propria: già il 7 gennaio, con il primo salto dello Schnappvieh, si dà il via alle celebrazioni.»

È lo stesso giorno in cui in paese comincia il lavoro dei carri, «che inizia subito dopo l'Epifania di ogni anno dispari e che si protrae per quasi tutto l'anno»: la costruzione e il primo salto partono insieme.

Il macellaio che lo segue

La bestia non gira mai da sola. «Viene sempre seguito dal macellaio che ad ogni sosta alle fontane ne cattura uno e lo uccide»; «il personaggio è sempre accompagnato dal macellaio che ad ogni arresto presso le fontane ne uccide uno».

Il corteo si ferma a ogni fontana lungo il chilometro scarso di percorso, e a ogni fermata la scena si ripete: «ad ogni fontana del paese vengono acchiappati, uccisi e macellati!».

Perché lo si ammazza

Il macellaio uccide «chiudendo così il ciclo dell'inverno cattivo scacciato dalla primavera buona», e la bestia appartiene «al simbolismo pagano della primavera che vince e scaccia l'inverno».

Nel corteo la stessa cosa succede a un'altra figura: il Selvaggio, «un demonio la cui origine si perde nei tempi», è seguito dal cacciatore «che alla fine gli spara uccidendolo, rappresentando simbolicamente la fine dell'inverno (il selvaggio) e l'avvento della primavera (il cacciatore)». «Il tema centrale della sfilata è la volontà di scacciare l'inverno e i suoi spiriti maligni per accogliere la primavera, la luce e la rinascita».

Dove lo si vede

Il posto è la «Sfilata dell'Egetmann» (Egetmann-Umzug), «una delle usanze carnevalesche più allegre e uniche del Tirolo», che si svolge «nel giorno di martedì grasso negli anni dispari» — «negli anni pari si tiene la sfilata per i bambini». La prima traccia documentata risale al 1591, e il nome viene dall'erpice, chiamato «Eget» in dialetto altoatesino, che ha dato il suo nome all'intera sfilata.

Sfilare è cosa da uomini del posto — «tradizionalmente solo gli uomini possono partecipare a tale sfilata» — e i numeri non sono piccoli: «l'associazione Egetmann conta oggi circa 700-800 membri, poiché ogni partecipante alla sfilata è automaticamente anche membro dell'associazione».

Dentro il corteo gli Schnappviecher «sono i protagonisti più importanti di questo spettacolo e oggi inseparabili dal paese di Termeno».

Il corteo nuziale dell'Egetmann

La sfilata è la rappresentazione delle nozze dell'Egetmann Hansl, un pupazzo di paglia in giacca nera, cilindro e guanti bianchi che sfila in testa al corteo su un calesse insieme al servo e alla sposa — anche lei un uomo travestito, visto che alla sfilata partecipano solo uomini del luogo. Alla sposa è proibito bere vino: per dissetarsi le è consentito soltanto bere grappa. È solo dal 1965 che lo sposalizio viene fatto così: in precedenza veniva scelta una ragazza non sposata del paese, che teneva in braccio un fantoccio di paglia.

Dietro il calesse camminano i consiglieri, gli uomini del potere, vestiti di nero con cilindro e guanti bianchi, ciascuno con un oggetto simbolico: il registro del protocollo, la scala, l'ombrello e due candelieri, cioè un bastone con una pannocchia di granoturco come candela. A ogni fontana la scala viene appoggiata, il consigliere con l'ombrello sale in cima e lo apre, il nunzio sale a metà e legge dal protocollo l'offerta di matrimonio dell'Egetmann, con i fatti salienti del paese e la celebrazione dei nati e dei morti, in dialetto tedesco altoatesino e con un linguaggio piuttosto scurrile. Sono le stesse fontane alle quali il macellaio ammazza lo Schnappvieh.

Ad aprire il corteo è un trombettiere, seguito dai contadini a cavallo con i loro servi e dagli Ausschnüller, i contadini che fanno schioccare le fruste; poi gli stradini, incaricati di mantenere libero il percorso, e la popolazione contadina con gli antichi attrezzi agricoli attorno al carro carico di sementi, rappresentate da segatura, fieno e polvere. Ci sono anche i «Burgl» e i «Burgltreiber», con facce e mani nere dalla fuliggine: il loro nome viene dal verbo latino «purgare», pulire, e le due figure provano a cacciare gli spiriti maligni dell'inverno. Il corteo si snoda per circa un chilometro fra le vie di Termeno e si chiude con il mulino delle vecchie, che macina le anziane e le restituisce giovani e belle, con il carro delle vergini e con «Zenzi», che non vuole ringiovanire. Poi arriva il «Putz», una battaglia d'acqua in cui nessuno viene risparmiato.

Durante il Ventennio fascista l'Egetmann fu vietato, nel contesto della campagna di italianizzazione dell'Alto Adige e del divieto delle usanze sudtirolesi. Solo nel febbraio 1941, nel contesto delle Opzioni in Alto Adige, fu permessa una rappresentazione, ritenuta comunque l'ultima, per poterla far registrare da una troupe cinematografica dell'Ahnenerbe nazista.

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