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Maschere · Trentino-Alto Adige

Burgl e Burgltreiber a Termeno - La gerla col bambino e le catene che si sentono arrivare

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Burgl e Burgltreiber sono due delle maschere della sfilata dell'Egetmann, il corteo di carnevale di Termeno sulla strada del vino, in provincia di Bolzano/Bozen, che si tiene sempre il martedì grasso e solo negli anni dispari. La donna Burgl porta il suo bambino in una gerla sulle spalle assieme a delle catene e campanelli per far sì che la gente la senta passare, e dietro di lei arriva il Burgltreiber col bastone, che la insegue e la trascina via dagli atri delle case in cui cerca rifugio. Il loro nome ha una origine latina che viene dal verbo purgare, ovvero pulire, rimuovere: rappresentano la caccia agli spiriti maligni invernali.

Il nome che viene da purgare

L'etimologia dice il mestiere. Il loro nome ha una origine latina che viene dal verbo purgare, ovvero pulire, rimuovere, e da lì discende il significato delle due figure: la caccia agli spiriti maligni invernali.

Non sono i soli a farlo, in quel corteo: lo stesso concetto lo ritroviamo anche nelle figure delle lavandaie, che ad ogni fontana lavano i panni sporchi dell'inverno.

Foglie di mais, fuliggine, catene

Il costume è fatto di roba di campagna. La Burgl è una vecchia donna ricoperta con le foglie secche del mais che porta sulle spalle un cesto con dentro un bambolotto; ha i piedi fasciati con foglie di mais, porta la gerla sulla schiena da cui si intravede una bambola, cioè un bambino, ed è incatenata da rumorose catene con campanelli.

Il segno che li accomuna è sul viso e sulle mani: entrambi hanno mani e guance scure dalla fuliggine. È lo stesso nerofumo che finisce addosso a tutti, del resto — durante la manifestazione non mancano il nerofumo e la segatura, e anche se si è solo spettatori è facile sporcarsi.

L'inseguimento, di casa in casa

La scena che fanno è sempre la stessa, e si ripete lungo tutto il percorso. Nella sua corsa la donna cerca di sfuggire la figura maschile che regge un bastone per percuoterla; inutilmente cerca rifugio negli atrii delle case che incontra, dove richiama l'attenzione con rumore di catene e campanacci, e l'uomo la raggiunge e la trascina via con gran profusione di rumore.

Le catene fanno un gran rumore soprattutto quando lei sta scappando dal marito che la vuole acchiappare e picchiare, e il gesto ha un senso preciso: la scacciata da ogni casa degli spiriti maligni dell'inverno. Entrare negli atri delle case, uno per uno, non è una trovata scenica: è il rito.

Accanto a loro camminano a piedi altre due figure che dicono la stessa cosa in modo più diretto: l'Orso Bianco e l'Orso Verde, che rappresentano rispettivamente l'inverno e la primavera.

Uomini travestiti da vecchie signore

Alla sfilata possono partecipare esclusivamente gli uomini, e sono loro a rappresentare i personaggi sia maschili sia femminili: le donne possono assistere solo come spettatrici, una regola antica quanto il rito stesso. Perciò anche la Burgl è un uomo.

Non è una figura sola, ma una famiglia di figure: famosi sono anche i «Burgln» e «Altweibln», uomini travestiti da vecchie signore che, con i volti anneriti di fuliggine, si aggirano tra la folla inseguendo gli spettatori più distratti. A Termeno queste maschere si possono vedere anche fuori dai giorni di festa: in paese c'è un'esposizione delle figure tipiche del carnevale, come i «Schnappviecher» o i «Burgeletreiber».

La sfilata in cui compaiono

Burgl e Burgltreiber sfilano nell'Egetmann, una delle usanze carnevalesche più allegre e uniche del Tirolo, che si svolge nel giorno di martedì grasso negli anni dispari per i vicoli di Termeno sulla Strada del Vino. Il corteo si snoda per circa un chilometro tra le vie del paese, fermandosi a ogni fontana.

La prima traccia è del 1591, anche se una datazione la anticipa al 1531. A documentarla con precisione fu lo scrittore e germanista austriaco Zingerle, che nel 1871 la descrisse per Termeno ed Egna; al 1876 risale invece la prima descrizione completa della sfilata e del suo protocollo nella forma moderna. Il tema, invece, è dichiarato da tutti allo stesso modo, ed è quello che spiega la coppia: la volontà di scacciare l'inverno e i suoi spiriti maligni per accogliere la primavera, la luce e la rinascita — «un rito di fertilità, un simbolo della cacciata dell'inverno e della celebrazione di un nuovo inizio», come lo definisce il presidente dell'Associazione Egetmann, il sodalizio che organizza la sfilata e che è stato fondato il 27 gennaio 1969.

Durante il Ventennio fascista l'Egetmann fu vietato, nel contesto della campagna di italianizzazione dell'Alto Adige; solo nel febbraio 1941, nel quadro delle Opzioni in Alto Adige, fu concessa una rappresentazione, considerata comunque l'ultima, perché una troupe cinematografica dell'Ahnenerbe nazista potesse filmarla.

Il paese ci lavora tutto l'anno: la costruzione dei carri inizia subito dopo l'Epifania di ogni anno dispari e coinvolge quasi tutti gli uomini del paese, attualmente quasi 800, mentre il periodo carnevalesco si apre già il 7 gennaio, con il primo salto dello Schnappvieh. Da qualche anno si tiene anche negli anni pari, in una versione della sfilata affidata ai bambini.

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