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Maschere · Valle d'Aosta

Lé Beuffon a Courmayeur con la giacca di medaglie e i campanelli

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Lé Beuffon è la maschera del Camentràn, il carnevale di Courmayeur, in Valle d'Aosta, ai piedi del Monte Bianco. Il costume, apparso all'inizio del Novecento nella frazione di Dolonne, è un'interpretazione ironica di una divisa militare: giacca nera coperta di medaglie e alamari dorati, pantaloni rossi con pompon, ghette rosse e una bassa tuba rivestita di fiori, coccarde e nastri multicolore. La mattina del martedì grasso una quarantina di beuffon percorrono le frazioni e il capoluogo annunciando il Carnevale con il suono dei campanelli, e nel pomeriggio aprono la sfilata dei carri allegorici.

Un soldato per finta ai piedi del Monte Bianco

A Courmayeur, ai piedi del Monte Bianco, il carnevale si chiama «Camentràn», che significa «che entra in quaresima», e pone l'accento sulla contraddizione fra quel periodo austero e la festa. E ha un simbolo, il Beuffon.

Apparso all'inizio del Novecento nella frazione di Dolonne, riproduce un'interpretazione ironica di una divisa militare: giacca nera arricchita da medaglie, alamari dorati e perline colorate, pantaloni rossi con pompon, calzettoni bianchi, ghette rosse. In testa va una bassa tuba interamente rivestita di fiori, coccarde e lunghi nastri multicolore, sulla quale svetta un pennacchio rosso e blu; alla vita un cinturone di pelle ornato da campanelli, e in mano un bastone.

I nastri hanno una data e una storia. Furono aggiunti in onore di Umberto e Maria José di Savoia, che trascorsero a Courmayeur, negli anni Trenta, la loro luna di miele.

La divisa, un tempo, si costruiva a prestito. Nel Novecento, alla vigilia del carnevale, si prendevano in prestito collane, spille, onorificenze, medaglie e alamari dorati, e si cucivano su una giacca scura e su un cappello che veniva poi ornato con fiori e frutta di stoffa: così prendeva forma il primo Beuffon.

Campanelli che annunciano la festa

I Beuffon si ritrovano la mattina del martedì grasso e, con il suono ritmato dei loro campanelli, annunciano nelle frazioni e nel capoluogo l'arrivo del Carnevale; le uscite si distribuiscono nella settimana, toccando le frazioni, il centro e la Val Ferret.

Nel pomeriggio cambiano mestiere: aprono la sfilata dei carri insieme alla Banda Musicale di Courmayeur-La Salle e mantengono l'ordine tra gli spettatori per tutta la manifestazione. È compito loro tenere lontana la folla dai carri e assicurarsi che la festa proceda senza intoppi, e lo fanno con ironia e allegria, ironizzando il proprio ruolo di soldati.

Oggi il gruppo è formato da circa 40 persone, tra grandi e piccoli, che portano avanti la tradizione del costume con diverse uscite durante la settimana del carnevale e precedendo il corteo il giorno del martedì grasso. A tenerne insieme le fila c'è un'associazione nata il primo aprile 2011, con lo scopo di mantenere vivi gli usi, i costumi e le tradizioni locali legate alla cultura del carnevale e alla maschera tipica del luogo.

Il Vecchio, la Vecchia e la catena di ferro

Accanto ai Beuffon camminano due figure legate l'una all'altra, nel senso proprio della parola. «Lo Vioù et la Viéille», il Vecchio e la Vecchia, sono due ragazzi mascherati da anziani, legati alle due estremità di una catena di ferro, con un grosso campanaccio alla cintura: inseguivano i giovani del paese e li liberavano solo in cambio di un po' di cibo o di denaro.

È una tradizione che continua: ancora oggi si incontrano per le vie del centro, e il martedì grasso quelli di ogni frazione vanno in giro per il paese annunciando l'arrivo del Carnevale con il suono dei campanacci.

Nei carnevali di un tempo le vie delle frazioni si animavano di personaggi vestiti in maniera stramba, uomini travestiti da donna e viceversa, che nascondevano il volto dietro maschere di legno scolpite durante le serate invernali; quelle maschere si recavano nelle varie famiglie a chiedere cibo e bevande, e poi passavano la serata in una stalla, mangiando e ballando al suono della fisarmonica o di un altro strumento.

La seuppa in piazza Abbé Henry

L'ultimo giorno ha un piatto suo. Il martedì grasso alcuni volontari preparavano «la seuppa», la minestra, sulla piazza davanti alla chiesa, per distribuirla ai meno fortunati del paese; oggi viene servita a tutti i presenti. Dopo la seconda guerra mondiale venne costituito un comitato organizzatore del Camentràn, cui fu affidato il compito della preparazione del pranzo, e i volontari si mettono all'opera fin dall'alba.

La seuppa è una ricca zuppa di fontina, salsicce e pane nero, e viene distribuita in piazza Abbé Henry all'ora di pranzo, accompagnata da formaggi e salumi locali, a cura della Proloco Comité de Courmayeur.

Nel primo pomeriggio comincia la sfilata: aprono il corteo i Beuffon, seguiti dalla banda musicale e dai carri allegorici, che rappresentano fatti clamorosi e di attualità, di solito strettamente legati alla vita del paese. A decretare il carro vincitore è una giuria che valuta l'allestimento e il tema che ogni carro ha scelto e raccontato a modo proprio. A chiudere i festeggiamenti arrivano il tradizionale Seittòn, la gara a coppie miste di taglio del tronco, e infine musica e balli fino a tarda sera.

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