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Maschere · Valle d'Aosta

La Reysaentse a Roisan - La benda nata nel 1986 con 22 landzettes

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

La Reysaentse è il gruppo di maschere del Carnevale di Roisan, in Valle d'Aosta, e sfila durante la settimana «grassa», nei giorni precedenti le Ceneri. Le sue landzettes indossano costumi interamente in velluto, ricamati a mano con perline, paillettes e specchietti, ispirati alla divisa delle truppe napoleoniche che nel maggio del 1800 passarono per il Gran San Bernardo, e si differenziano da quelle dei paesi limitrofi perché hanno solo tre specchi cuciti sulla giacca anziché 5 o 7. Il gruppo è nato nel 1986 con 22 Landzettes e oggi conta circa cinquanta-sessanta elementi, che il lunedì e il martedì rendono visita alle famiglie delle frazioni.

Napoleone al Gran San Bernardo

Le maschere rappresentano il passaggio di Napoleone al gran San Bernardo, e più esattamente testimoniano il passaggio delle truppe napoleoniche attraverso il valico.

Tali maschere sono ispirate alla divisa delle truppe napoleoniche, che seminarono il terrore al loro passaggio nel maggio del 1800; per esorcizzare questo evento la popolazione della Combe froide — o Coumba Freida, in patois, la zona della Valpelline e della Valle del Gran San Bernardo — ha elaborato nei secoli una coloratissima parodia delle divise militari dell'epoca, e il giorno del carnevale le maschere percorrono tutti i comuni delle due vallate in maniera estremamente chiassosa e festosa.

La festa, però, è più antica dell'esercito che imita. La prima notizia documentata a proposito di questo particolare Carnevale risale al 1467, ma le caratteristiche attuali della manifestazione hanno le loro radici nel passaggio in valle dell'esercito napoleonico nel 1800.

La tradizione ne tramanda anche una spiegazione tutta diversa e molto più leggera: il carnevale della Coumba Freida sarebbe nato per festeggiare le nozze di due sempliciotti già avanti con gli anni. Gli abitanti del villaggio volevano festeggiarli e divertirsi come è abitudine durante tutti i matrimoni, ma provavano un certo imbarazzo all'idea di presentarsi in chiesa con gli abiti della domenica: da qui l'idea di vestire panni decisamente inconsueti.

Dalle patoille al gruppo del 1986

A Roisan la tradizione ha avuto interruzioni e riprese. Dalle testimonianze emerge che nel secondo dopoguerra, intorno agli anni '50, a Roisan ci fosse un gruppo di Landzette, e che i costumi venissero acquistati di seconda mano dalle maschere di Bosses, Saint Oyen e Etroubles.

Poi per un lungo periodo il paese ha avuto maschere molto più povere: per parecchi anni ci sono state le patoille, maschere vestite di stracci, col viso ricoperto da maschere o da fuliggine.

La svolta ha una data. Nel 1986 nasce il gruppo «La Reysaentse», gruppo che ben si inserisce nella tradizione dei carnevali della Coumba Freide, mantenendo però caratteristiche proprie.

All'inizio era una formazione contenuta: la Benda era composta da 22 Landzettes, una guida, due arlecchini, due orsi con il domatore e il vecchio e la vecchia, chiamati lo Toc e la Tocca. Nel corso degli anni al gruppo si sono aggiunte quattro damigelle — due adulte e due bambine —, diversi arlecchini, un diavolo e altre landzettes, e attualmente il gruppo è composto da circa cinquanta-sessanta elementi, fra cui una cinquantina di landzettes, il vecchio e la vecchia e diversi orsi.

A dare il tempo ci pensano i musicisti: la Benda è sempre accompagnata dai Jouveurs, ragazzi che con la fisarmonica ed il sassofono allietano le giornate di festa.

Tre specchi invece di cinque

I primi costumi sono stati realizzati da un laboratorio di costumi teatrali, successivamente sono stati confezionati dalle sarte di Nus, Allein, Valpelline, e alcuni ricamati dagli stessi proprietari.

Il risultato è un abito da parata. I costumi sono interamente in velluto e ricamati a mano con perline e paillettes, e sono costituiti da un paio di pantaloni e da una casacca dello stesso colore; sono preziosi abiti realizzati a mano e rifiniti con perline, paillettes e luccicanti specchietti.

Poi ci sono gli accessori, che sono anche strumenti di scena. Si indossa una cintura in pelle con delle gorgoille (campanelle), una coda di cavallo in mano per salutare e indispettire la gente, e un cappello decorato con fiori, specchi e frange colorate. Il volto delle landzette è coperto da una maschera, un tempo di legno.

E qui sta il dettaglio che distingue Roisan da tutti i vicini. I costumi si differenziano da quelli dei paesi limitrofi per alcuni piccoli dettagli: hanno solo tre specchi cuciti sulla giacca, anziché 5 o 7; e la maschera, che ricopre solo gli occhi e ha lunghe frange che scendono fino alla bocca, fin sotto il mento, è dello stesso colore del costume. Le landzettes sono multicolori, e ogni coppia ha il suo colore.

Anche l'insegna che apre il corteo parla del paese: la guida porta una bandiera rossa con una striscia nera che raffigura i tre stemmi caratteristici del comune, presenti nella sala consigliare del municipio, che rappresentano le tre antiche famiglie di Roisan — Rhins, Closellinaz e Champvillair — che danno il nome a tre frazioni.

Lo Toc, la Tocca e le damigelle

Dentro la Benda ogni figura ha un significato, e insieme raccontano il passaggio delle stagioni. Lo Toc e la Tocca, il vecchio e la vecchia, simboleggiavano la vecchiaia e simbolicamente la fine dell'inverno; queste figure vengono contrapposte alle damigelle, simbolo di vita, rinascita e segnale di primavera.

Lo stesso vale per gli oggetti che le maschere portano addosso: la coda di cavallo e la cintura munita di un campanello sono, secondo la tradizione, elementi che servono ad allontanare gli spiriti maligni.

E anche gli animali e i colori hanno un compito. Sfilano le maschere dell'orso, che rappresenta l'avvicinarsi della primavera; le code dei muli, simbolo dei venti e utili per allontanare le correnti d'aria nefaste; e il colore rosso, che simboleggia la forza e il vigore e che ha il potere di esorcizzare i malefici e le disgrazie.

Visite alle famiglie delle frazioni

Il calendario segue la settimana grassa. Il periodo di uscita è il fine settimana prima del martedì grasso, e il carnevale si svolge ogni anno durante la settimana «grassa», vale a dire nei giorni precedenti le Ceneri.

Si comincia dai più piccoli: il sabato, nel pomeriggio, si organizza il carnevale per i bambini, con giochi, balli e merenda offerta dal comitato organizzatore; la sera si invita un gruppo teatrale locale per una rappresentazione teatrale e si offre una spaghettata a tutti i presenti. Il lunedì grasso c'è la Santa Messa con le maschere.

Poi le maschere si mettono in cammino per il paese sparso. Nelle giornate di lunedì e martedì le maschere rendono visita alle diverse famiglie delle frazioni di Closellinaz, Massinod, Champapon, Moulin, Rhins, Ladret, Salé, Martinet, La Cretaz, Champvillair dessus e dessous.

Lo scambio è sempre lo stesso, ed è il cuore di questo carnevale: le famiglie accolgono le maschere nelle loro case offrendo loro cibo, bevande, in cambio di musica, danze e allegria. In cambio dell'ospitalità le maschere offrono riti propiziatori, canti e balli, ma anche un'occasione per ricordare senza tristezza e con grande affetto le persone che sono mancate nel corso dell'anno.

Il martedì sera si conclude il carnevale con il ballo in maschera.

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