Donne di Attila a Verona - Dal 2016 le guerriere hanno preso il posto del condottiero
Le Donne di Attila sono la maschera del carnevale di Quinzano, quartiere alla periferia di Verona, e scendono in piazza nel periodo di carnevale in pelliccia e corazza di pelli, con elmi, spade, asce e scudi bordati d'oro con al centro un'aquila reale ad «ali spiegate». Il gruppo è composto da una quindicina di donne, di età compresa dai 24 ai 72 anni.
Nel 2016 Attila si ritira e le sue donne guerriere e coraggiose decidono di continuare a portare avanti la tradizione del carnevale di Quinzano rinominando la maschera in «Donne di Attila». Non è una maschera nuova di zecca: la maschera di Attila nasce nel 1982, e quello delle donne di Attila è un racconto che dà un'identità al carnevale del quartiere sin dai primi anni '80 dello scorso secolo, con la creazione della maschera di Attila impersonata a lungo da Giuseppe Carli, che ne riprese la leggenda.
La leggenda del monte Ongarine
Il racconto lega il paese al sovrano del popolo Unno: Quinzano — piccolo paese alla periferia di Verona — fu la base logistica perfetta per i soggiorni del bellicoso condottiero d'oltralpe, e la conferma della sua presenza sarebbero le impronte somatiche che si riscontrano ancora oggi in molti volti quinzanesi.
Il luogo della leggenda è preciso. Il borgo è stretto tra i monti Cavro e Ongarine, e proprio sul monte Ongarine si cercano le tracce del popolo Unno e del suo sovrano: si racconta che la tribù di origine mongola abbia piantato sulla sommità le sue tende. Sul Monte Ongarine le sue donne, i bambini e gli anziani conducevano la loro vita quotidiana aspettando il ritorno degli uomini dalle battaglie.
La sua permanenza a Quinzano durò fino a dopo il famoso incontro con Papa Leone I a Salionze lungo le rive del Mincio, da dove ripartì per il suo lontano nord. Il periodo a cui la maschera si rifà è quello compreso tra l'età tardo-antica e l'alto medioevo, fra il 440 e il 453 d.C.
Pellicce, scudi e l'aquila ad ali spiegate
Mantelli colorati, corazze di pelli e pellicce, scarpe di pelo, e poi l'armamento: elmi, spade, lance, scudi bordati d'oro con borchie con al centro un'aquila reale ad «ali spiegate».
A Quinzano sfilano in pelliccia, protette da scudi e armate di pugnali; le ragazze scendono in strada armate di asce, spade e con gli scudi a proteggerle.
Una quindicina di donne, dai 24 ai 72 anni
L'uscita di carnevale è solo una parte del loro anno: escono non solo nel periodo di carnevale, ma anche durante tutto l'anno, visitando asili, scuole e case di riposo.
Quando scendono in piazza Righetti non sono sole: arrivano ospiti le altre maschere veronesi, e in testa il Papà del Gnoco con la sua corte. «Le nostre tradizioni sono radicate nei quartieri con le proprie maschere».