Re Magnaron a Montorio - Eletto in conclave dai 18 ex Re, con la fumata bianca
Il Re del Magnaron è la maschera del Carnevale di Montorio, frazione di Verona, in Veneto. È eletto in conclave dai 18 ex Re aventi diritto al voto, e l'elezione ha le sue liturgie: «dopo una prima fumata nera con tutte schede bianche, è stata buona la seconda fumata, quella bianca, emersa al Circolo Primo Maggio di Montorio». Il vestito ricorda le squame del magnaron, il pesce da fondale che popolava i fossi della zona, e la maschera fu istituita nel 1981 dopo un referendum popolare.
Un re che prende il nome da un pesce di fosso
La maschera non celebra un condottiero: celebra un pesciolino. Il Magnaron è «un piccolo pesce» dei corsi d'acqua di Montorio, «che veniva pescato dai locali per essere fritto», e per questo è stato scelto come nome della maschera carnevalesca.
La maschera «rappresenta la varietà di pesce da fondale che popolava i fossi della zona di Montorio», e si ispira «al pesce caratteristico presente nei numerosi corsi d'acqua della frazione». Il verbo al passato non è casuale: da anni, a Montorio, «l'unico magnarone che si può vedere» è proprio e solo il re dei magnaroni in occasione della sagra.
Squame, branchie e i magnarocini
Il costume traduce il pesce in stoffa. «Il vestito ricorda le squame del pesce dotato di branchie», e il re non cammina da solo: «è seguito da bambini vestiti da pesciolini, i magnarocini, da ancelle, dame e cavalieri».
Alla corte si è aggiunta una figura femminile: per il 2025 è stata eletta la prima Castellana di Montorio, Anna Montolli detta Lady Anna, che affianca il Re alle sfilate.
Dal carro del 1922 al referendum del 1981
Prima del re c'era un carro. «Il carnevale di Montorio risale al lontano 1922, quando il suo carro allegorico "el Comune" partecipò alla grande sfilata del Venerdì Gnocolar allietando la città con la canzone scritta e musicata da Bepi Zorzi.» Quel carro cambiò nome più volte — El Bocal, I Muradori, L'Emigrante, La Barela — e «diventò famoso in tutte le edizioni fino al 1929».
Poi il silenzio, e la ripresa mezzo secolo dopo: «venne ripristinato nel 1978 con il Primo Bacanal de l'Olmo». La maschera, invece, è più giovane di tutto il resto e nasce da una consultazione: «nel 1981 venne istituito, dopo un referendum popolare, il Re del Magnaron», con un sondaggio popolare fra la popolazione per la definizione della maschera. Nello stesso giro nasce il Comitato Benefico Carnevale di Montorio e «il simbolo del carnevale: il magnaron».
Il primo eletto ha un nome e un soprannome: «con regolari elezioni, venne eletto il primo Re del Magnaron, nella persona del Sig. Cesare Anselmi, detto Cece».
Da allora la corona gira, e in qualche caso resta in famiglia: Luca Avesani, detto Ave, ha ricoperto la carica nel 2019, poi per il 2024 e di nuovo per il 2025. Per lui è una tradizione familiare giunta alla terza generazione, perché anche suo nonno e suo padre hanno vestito i panni di Re del Magnaron: «è una tradizione che si tramanda sempre con estrema gioia».
L'unica riconosciuta dal Papà del Gnocco
Nel mosaico delle maschere veronesi il Re del Magnaron ha una posizione dichiarata. È «la maschera rappresentativa del Carnevale di Montorio e l'unica ufficialmente riconosciuta dal Gran Bacanal del Papà Del Gnocco per quanto riguarda il territorio dell'Ottava Circoscrizione».
Quella stessa Circoscrizione «patrocina, sostiene ed aiuta la tradizione del Carnevale di Montorio e la maschera del Re Magnaron», e organizza la sfilata tradizionale in stretta collaborazione con il Comitato Benefico del Carnevale di Montorio. Il carnevale montoriese è arrivato fino a noi nonostante mille traversie e mille peripezie.
Il via alla gara degli zatteroni, dalla sua imbarcazione
C'è un appuntamento in cui il re di un pesce d'acqua dolce va dove deve andare: sull'acqua. Alla storica gara di zatteroni sul fiume Fibbio, «l'evento sarà inaugurato dal Re del Magnaron, che darà il via alla competizione dalla sua imbarcazione».
La gara è goliardica ma con regole precise: «premia non solo la velocità, ma anche l'ingegno tecnico dei partecipanti nel costruire le zattere utilizzando materiali di recupero, nonché la simpatia dei mascheramenti adottati». Le imbarcazioni artigianali si sfidano in una competizione di velocità da Montorio fino alle Ferrazze, e tutto si chiude al Circolo Primo Maggio — lo stesso posto della fumata bianca — dove «saranno riconosciuti i tre equipaggi con i migliori tempi e sarà assegnato un premio speciale alla zattera più originale». Ogni partecipante riceve una medaglia ricordo.