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Sior de la spianà a Verona - Il signorotto che divise gli orti con i contadini affamati

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il «Sior de la spianà» è una maschera di Verona, in Veneto, e compare nel Carnevale veronese, fra febbraio e marzo. Nasce dalle spianate militari dell'Ottocento veronese. «Un Signorotto comprò e trasformò quegli spazi grandissimi, in orti coltivati. Ma la carestia continuava ad infuriare ed il Proprietario decise di dividere le numerose terre con i contadini per aiutarli a vincere la fame che regnava sovrana.» Da lì «nasce la leggenda del "SIOR DE LA SPIANA'"».

Che cos'era una spianata

«La maschera trova lo spunto, dal periodo delle "SPIANATE" (Zona di Borgo Milano)», e quel periodo ha una causa dichiarata: «le numerose guerre nell'800 nel territorio veronese avevano fatto della città un punto strategico molto importante per l'impero austriaco», con «la sempre più ossessiva ricerca di un sistema difensivo che facesse fronte all'evoluzione delle tecniche belliche, polvere da sparo e artiglieria in particolare».

Il momento è quello dei moti del '48, con «i piemontesi alle porte»: il governatore del Lombardo-Veneto «per proteggere la città realizzò una fascia difensiva a sud della città».

Case, chiese, ville, conventi

Per «non offrire all'eventuale nemico alcun punto d'appoggio dietro cui potersi nascondere proteggere o da contrattaccare», Decise così di spianare case chiese ville casolari alberi conventi separando con una grande spianata i quartieri di Santa lucia e San Massimo».

«I contadini furono costretti ad abbandonare la loro terra.»

Il borgo nato sulle rovine

«Nonostante la povertà che regnava, la gente del posto non voleva rimanere inattiva», e così «nacque il Borgo Spianata creato sulle ceneri delle prime rovine grazie alla povera gente "il contadino"».

«Per onorare questo desiderio di risorgere dalla povertà e ritornare a vivere qualche momento di spensieratezza venne istituita la maschera della SPIANA'», e lo si fece «sulle tracce del CARNEVALE VERONESE messo in atto da TOMMASO DA VICO, Signore di Verona».

Un baccan, non un padrone

«EL SIOR è un contadinotto ricco di denaro e buono di intenti, un "BACCAN" per dirla con espressione dialettale.»

«Capì che solo con l'aiuto di tutti i propri lavoranti sarebbe riuscito a viver bene, permettendo a tutti di andare avanti dignitosamente sfamando la propria famiglia e vivendo qualche momento di felicità». Il ritratto si chiude con un proverbio: «ricorda in tutto e per tutto un contadino, scarpe grosse e cervello fino».

Un vestito che non gli sta

Ha «un cappellaccio nero in testa, scarpe nere poco alla moda», e «giacca e i pantaloni sono decisamente fuori misura, come vuole la tradizione più consolidata».

Quanto ai colori, «oltre alla camicia bianca ampia e con i volant, indossa giacca verde con gilet rosso e i pantaloni sono anch'essi rossi», sempre abbondanti. «Utilizza un bastone solo per sottolineare la sua immagine oltre ad un anello e un foulard rosso con spilla».

Le date della maschera moderna

«Atto Costitutivo: 20 novembre 1981», e l'esordio pubblico arriva l'anno dopo: fu «ufficializzato nel 1982 nella sfilata del venerdì Gnocolar», cioè dentro il carnevale veronese.

«Questa Maschera viene portata avanti nel tempo da vari Comitati (seguendo uno Statuto con proprio codice fiscale), che si sono succeduti fino ad oggi».

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