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Mercatini di Natale

Che cosa sono i mercatini di Natale e da dove vengono

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

I mercatini di Natale nascono nel Medioevo, nelle aree di lingua tedesca dell'Europa centrale, e non vendevano decorazioni: servivano a fare provviste prima dell'inverno. Il più antico privilegio noto è viennese e risale al 1296, e riguardava un semplice mercato di dicembre.

La loro storia supera i settecento anni.

A che cosa servivano

I primi mercati d'inverno avevano una funzione pratica: procurarsi le provviste per i mesi freddi. Si compravano carne e beni invernali all'inizio della stagione fredda, e in molti casi si vendeva soltanto carne.

Nel XIV secolo l'assortimento si allarga: arrivano gli artigiani — fabbricanti di giocattoli e cestai — e sulle bancarelle compaiono già castagne arrostite, noci e mandorle. In alcuni casi i mercati venivano collocati vicino alle chiese, per attirare i fedeli.

La ricorrenza di riferimento non era il 25 dicembre ma il 6 dicembre, festa di San Nicola: i primi mercatini si chiamavano infatti mercatini di San Nicola.

I primi, in ordine di data

La distinzione conta: le prime fiere non erano collegate al Natale e non avevano natura religiosa. Erano mercati di dicembre, o di un giorno solo, nati per l'approvvigionamento; il mercatino di Natale vero e proprio arriva dopo.

Che cosa cambiò con la Riforma

Il passaggio decisivo è del Cinquecento. La Riforma protestante del 1517 trasformò i mercatini di San Nicola in Christkindlmarkt, cioè «mercatini di Cristo»: il legame con San Nicola si perde, e la festa di riferimento diventa il Natale.

La geografia lo conferma: i primi mercatini dell'età moderna nacquero in aree a prevalenza protestante, e solo più tardi si diffusero nelle regioni cattoliche. L'altro nome tedesco, Weihnachtsmarkt, indica il mercatino dell'Avvento.

Quando diventano quelli che conosciamo

Nel Seicento e nel Settecento si formano i mercatini «classici», che assumono un carattere più conviviale, fatto di luci, cibo e incontro.

È il rovesciamento della funzione originaria: nel Medioevo e nella prima età moderna prevaleva l'approvvigionamento, cioè si andava al mercato per necessità; da quel momento in poi si comincia ad andarci anche per l'atmosfera.

Come sono usciti dall'area tedesca

I mercatini si sono diffusi anche in Svizzera e nella Francia germanofona, e la crescita vera è della fine del XX secolo. Oggi sono presenti in moltissimi Paesi, e per molte città sono diventati la principale attrazione turistica del periodo natalizio.

Che cosa sono oggi

Restano fiere, con una differenza sostanziale rispetto all'origine: non servono più a comprare quello che serve, ma quello che piace. Il repertorio — castagne, frutta secca, giocattoli di legno, dolci — è però ancora quello che si trovava sulle bancarelle del Trecento.

Domande frequenti

Quando sono nati i mercatini di Natale?

Nel tardo Medioevo, nell'Europa centrale di lingua tedesca. Il più antico privilegio noto è del 1296, a Vienna, dove il duca Alberto I autorizzò un mercato di dicembre; il primo vero mercatino di Natale è quello di Dresda del 1434.

Che cosa si vendeva all'inizio?

Soprattutto carne, e i beni necessari ad affrontare l'inverno. Solo nel XIV secolo si aggiunsero artigiani come i fabbricanti di giocattoli e i cestai, insieme a castagne arrostite, noci e mandorle.

Perché si chiamavano mercatini di San Nicola?

Perché la ricorrenza di riferimento era il 6 dicembre. Con la Riforma protestante del 1517 divennero Christkindlmarkt, mercatini di Cristo, perdendo il legame con San Nicola.

Da quando ci sono in Italia?

La diffusione moderna è del XX secolo: il mercatino di Bolzano è stato inaugurato nel 1991. A Bologna, però, un mercato natalizio era documentato già nel Settecento.

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