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Mercatini di Natale

Empoli Città del Natale 2026 - La discesa della Befana dal campanile della Collegiata

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il battito di luce nel cuore della Valdelsa

<!-- lead --> «Empoli città del Natale» comincia a metà novembre in Piazza della Vittoria: sedici installazioni luminose in alluminio sagomate a mano, fra cui la «Ghianda», venti metri per nove davanti alla stazione, e il Grande Albero di diciassette metri arrivato da Londra. Si chiude con la discesa della Befana dal campanile della Collegiata.

L'evento, che ogni anno trasforma il borgo in "Empoli città del Natale", si poggia su una struttura fisica imponente. Non si tratta di semplici addobbi appesi ai lampioni. Il centro storico viene occupato da sedici installazioni luminose, ognuna delle quali è il risultato di un lavoro manuale: le strutture in alluminio vengono sagomate e intrecciate a mano da maestri artigiani italiani. Tra queste, la "Ghianda" si staglia come la più grande opera scultoria luminosa d'Italia, un gigante di 20 metri di lunghezza e 9 di altezza piazzato davanti alla stazione. In Piazza Farinata degli Uberti, il "Grande Albero di Natale", alto 17 metri e arrivato direttamente da Londra, è il perno visivo del centro.

La coreografia del rito: parate e nevi artificiali

La sequenza del rito non è statica. Una volta accese le luci, la città si anima attraverso una parata che percorre le vie del centro. Empolino, la mascotte ufficiale, non cammina da solo: è accompagnato da Stella la Renna, dai Soldatini del Natale e dai Pinguini Canterini. Questi personaggi, insieme a una banda di musicisti, effettuano un'incursione musicale che trasforma il percorso pedonale in un palcoscenico dinamico. Il suono degli strumenti e il movimento delle mascotte scandiscono il ritmo della festa, portando l'animazione fuori dalle piazze e dentro i vicoli.

Mentre la parata si muove, Piazza Farinata degli Uberti vive un altro ciclo rituale. Qui, ogni sabato, domenica e festivo, a orari scanditi, scatta la nevicata artificiale. Il pubblico assiste alla caduta dei fiocchi che ricoprono la piazza, dove la Giostra a cavalli e la fontana del Pampaloni diventano scenografie di un inverno costruito. In questo spazio, il rito si fa tattile: i visitatori possono toccare la neve sintetica mentre la musica natalizia accompagna la rotazione della giostra.

L'architettura dell'incanto: tra baite e proiezioni

Il cuore pulsante del villaggio è costituito dalle 70 baite bianche distribuite tra Piazza della Vittoria e Piazza Farinata degli Uberti. Queste strutture in legno non sono semplici chioschi; sono i luoghi dove il profumo di cannella e vin brulé si mescola a quello dei prodotti artigianali e delle specialità gastronomiche della tradizione. Qui, il rito del commercio si fa festa: i visitatori camminano tra le casette, acquistano decorazioni e gustano la cioccolata calda, in un percorso che obbliga a rallentare il passo e a osservare i dettagli delle vetrine.

Parallelamente, le facciate dei palazzi storici subiscono una mutazione digitale. Attraverso la tecnologia del video mapping 3D, i prospetti vengono trasformati in tele di luce. Le proiezioni non sono casuali, ma seguono un filo natalizio, con texture che richiamano le carte regalo per narrare il viaggio dei Magi e la Natività. Questa sovrapposizione tra la pietra antica e la proiezione moderna crea un contrasto visivo netto: la solidità del passato toscano viene rivestita dalla fluidità della luce contemporanea.

La pedagogia del gioco e della solidarietà

Dietro le luminarie, la manifestazione nasconde una struttura educativa precisa. Nella "Casa del Grinch", situata all'interno di Palazzo Leggenda, il rito si trasforma in una lezione di ecologia. I bambini non si limitano a guardare: partecipano a un percorso in due tappe dove imparano a dare nuova vita agli scarti di legno forniti dalla falegnameria "Geppetto". Ogni bambino trasforma un pezzo di legno in una decorazione e riceve il diploma di "Buon Riciclatore". È un gesto concreto che trasforma il concetto astratto di sostenibilità in un'azione manuale e gratificante.

Un altro snodo fondamentale è la "Casa delle principesse e dei supereroi". Qui, i bambini entrano in una stanza emozionale circolare fatta di specchi e aria in movimento. Portano con sé un palloncino bianco su cui scrivono un messaggio di speranza, che poi lasciano librarsi nel vortice d'aria. Questo gesto fisico — scrivere, consegnare, lasciare andare — è il cuore del progetto educativo che cerca di trasformare l'intrattenimento in un momento di riflessione personale.

Il culmine: la discesa della Befana e il gesto della calza

Il ciclo festivo si chiude con una sequenza di azioni che unisce la solidarietà alla spettacolarità acrobatica. Il 6 gennaio la giornata inizia in mattinata con un atto di vicinanza sociale: la Compagnia di Sant'Andrea, con il supporto della Misericordia di Empoli, consegna le calze ai bambini del reparto di Pediatria dell'ospedale San Giuseppe. È un momento di silenzio e cura che precede il fragore della festa.

Il pomeriggio, la tensione si sposta in Piazza Farinata degli Uberti. Dalle 16:00, la piazza si riempie di musica e figuranti in costume. Ma è alle 17:45 che avviene il momento culminante. Dalla sommità del campanile della Collegiata di Sant'Andrea, la Befana si cala verso il basso. L'azione è coordinata dai Vigili del Fuoco di Empoli, che intervengono per "salvare" la figura durante la discesa. Una volta atterrata, la Befana distribuisce dolci e carbone ai bambini presenti.

La "calza sospesa" — una struttura lunga 10 metri allestita nella fioreria di piazza dei Leoni e cucita dai volontari — ha intanto raccolto doni per tutto il periodo delle feste. Si svuota lo stesso 6 gennaio: i regali accumulati diventano aiuti concreti per le persone bisognose della città.

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