Da quando ci sono i mercatini di Natale in Italia
In Italia i mercatini di Natale sono arrivati tardi: il primo in stile austro-tedesco apre a Bolzano nel 1991, quasi sei secoli dopo quello di Dresda. Tutto era cominciato due anni prima, quando Norimberga regalò a Bolzano il regolamento del proprio mercatino.
Prima di allora, in Italia, non ce n'erano.
Il dono di Norimberga
L'idea nasce alla fine degli anni Ottanta, quando alcuni organizzatori del Nürnberger Christkindlesmarkt — il celebre mercatino di Norimberga — propongono di crearne uno anche a Bolzano.
Il passaggio decisivo è del 1989: la città di Norimberga dona a Bolzano il regolamento del proprio Mercatino di Natale. Non è un gesto simbolico ma tecnico: quel documento stabilisce chi può esporre, che cosa si può vendere, come devono essere fatte le casette.
La prima edizione
Il Mercatino di Natale di Bolzano si tiene in piazza Walther, nel centro della città, e alla prima edizione conta circa settanta espositori.
Il modello è dichiaratamente mitteleuropeo — in Alto Adige i mercatini sono considerati una tradizione mitteleuropea, non un'importazione — e il nome tedesco lo dice: Christkindlmarkt, mercatino del Bambino Gesù.
Il mercatino si svolge nel mese di dicembre e oggi si allarga oltre la piazza, fino al Parco di Natale vicino al Duomo, con spettacoli nei fine settimana.
Il modello si allarga
Dopo Bolzano — e insieme a Bressanone, che è coetanea — il modello altoatesino si estende rapidamente alle altre città della provincia: Merano, Vipiteno e Brunico.
Da lì la diffusione ha attraversato l'Italia intera: dalle Alpi fino alla Sicilia e alla Sardegna, con mercatini in città molto distanti dal modello alpino, da Torino a Bari. La crescita vera è della fine del XX secolo, e prosegue ancora.
L'eccezione: Bologna nel Settecento
C'è però un precedente più antico. A Bologna un mercato natalizio è documentato già nel XVIII secolo, legato alla festa di Santa Lucia.
La differenza rispetto a Bolzano è di genere: quello bolognese è una fiera devozionale legata a una ricorrenza locale; quello altoatesino è la trasposizione di un modello austro-tedesco codificato, con il regolamento arrivato da Norimberga.
Perché così tardi
Il ritardo italiano si spiega con la geografia della tradizione. I mercatini nascono nel Medioevo nelle aree di lingua tedesca, legati alle grandi fiere dell'Avvento: i primi esempi noti sono i mercatini di San Nicola del XIV secolo, in Germania, Austria e Alsazia, organizzati attorno al 6 dicembre.
La cronologia di riferimento è tutta centro-europea: Vienna nel 1296, con il mercato di dicembre concesso dal duca Alberto I d'Asburgo; Monaco di Baviera intorno al 1310; Bautzen nel 1384; Francoforte nel 1393; e infine Dresda nel 1434, con lo Striezelmarkt, primo documento ufficiale di un mercato natalizio.
Nel Cinquecento quei mercati si trasformano in Christkindlmarkt e Weihnachtsmarkt; in origine, però, vendevano solo carne.
L'Italia è rimasta fuori da quel circuito per secoli, e i mercatini vi sono arrivati prima nelle zone alpine, dove la cultura di riferimento era la stessa, e solo dopo nel resto del Paese.
Domande frequenti
Qual è il primo mercatino di Natale italiano?
Quello di Bolzano, in piazza Walther, aperto nel 1991 e ispirato al Christkindlesmarkt di Norimberga, che nel 1989 aveva donato alla città il regolamento del proprio mercatino.
Ci sono mercatini italiani più antichi?
A Bologna un mercato natalizio è documentato già nel XVIII secolo, legato alla festa di Santa Lucia: è però una fiera devozionale locale, non un mercatino in stile austro-tedesco.
Quali sono stati i primi dopo Bolzano?
Gli altri mercatini altoatesini: Bressanone, indicato come coetaneo, e poi Merano, Vipiteno e Brunico. Da lì il modello si è diffuso in tutta Italia.
Perché in Italia sono arrivati così tardi?
Perché la tradizione nasce nel Medioevo nelle aree di lingua tedesca — Germania, Austria, Alsazia — e per secoli è rimasta lì. In Italia si è diffusa solo dagli anni Novanta, partendo dalle zone alpine.